Colson Whitehead inaugura BookCity Milano 2026

La quindicesima edizione di BookCity Milano si apre con uno dei più grandi nomi della narrativa contemporanea: sarà infatti Colson Whitehead l’ospite dell’evento di inaugurazione, che si svolgerà lunedì 23 novembre alle ore 20.00 al Teatro Dal Verme.

L’incontro inaugura la settimana della manifestazione con uno sguardo sugli Stati Uniti, tra letteratura e attualità: l’autore sarà infatti in dialogo con Francesco Costa, giornalista e direttore de Il Post, tra i più attenti osservatori della politica statunitense. L’incontro sarà condotto da Giovanna Zucconi. Per l’occasione, Whitehead riceverà il Sigillo della Città dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala.

“Milano è lieta di conferire il Sigillo della Città a un autore che ha saputo raccontare con rara sensibilità le trasformazioni sociali e culturali delle metropoli contemporanee e le persone che le abitano” dichiara il sindaco Giuseppe Sala. “Quella di Colson Whitehead è una delle voci più originali della narrativa contemporanea: con la sua capacità di unire rigore storico e immaginazione narrativa, ha attraversato momenti cruciali della storia americana restituendo la complessità delle esperienze individuali all’interno dei grandi mutamenti collettivi. Nei suoi romanzi racconta l’evoluzione di un quartiere e di una città nell’arco di decenni, intrecciando storia urbana, vita quotidiana e memoria di comunità”.

Nato a New York nel 1969, Colson Whitehead è stato due volte vincitore del premio Pulitzer – nel 2016 con La ferrovia sotterranea e nel 2019 con I ragazzi della Nickel. Il suo ultimo romanzo, Freddo come una macchina, attesissima conclusione della Trilogia di Harlem inaugurata nel 2021, uscirà nelle librerie italiane per Mondadori il 13 ottobre. Con una prosa che unisce lo stile del romanzo criminale all’ironia e a un’immaginazione inesauribile, Whitehead torna a raccontare New York e Harlem restituendo un affresco potente di una città in continuo mutamento, tra grattacieli scintillanti e squallidi rifugi sotterranei, ricordandoci che è solo scavando sotto la superficie che si può scoprire la verità.

“La scrittura di Colson Whitehead incarna pienamente quello che, in tempi di conflitti e incertezze come il nostro, chiediamo ai libri: saper interrogare il presente e andare al fondo delle cose” dichiara Luca Formenton, presidente della Fondazione BookCity Milano. “Con lui, vogliamo iniziare questa quindicesima edizione proprio nel segno del tema che l’attraversa, che tenta di ritrovare l’ordine e il senso di un mondo che sembra averli perduti. Il dialogo con Francesco Costa, che da anni osserva da vicino gli Stati Uniti, ci sembra il modo più naturale per aprire una settimana che vuole essere, prima di tutto, un invito a riflettere insieme sul mondo che ci circonda”.

Dal 23 al 29 novembre 2026 torna BookCity Milano, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura, giunta alla quindicesima edizione. Con la nuova curatela affidata a Marco Balzano, BookCity Milano si presenta quest’anno in una veste rinnovata, con tanti nuovi format pensati per fare del libro uno spazio di dialogo attivo e di incontro autentico tra autori e lettori. Il programma sarà presentato lunedì 26 ottobre alle ore 11.00, al Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello 2, Milano). Il senno sulla Luna. Sette giorni di libri, ragioni e follie è il focus tematico dell’anno, che prende ispirazione da uno degli episodi più celebri della letteratura universale: quello dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, in cui Astolfo si reca sulla Luna per recuperare il senno del paladino impazzito, custodito in un’ampolla di vetro. Un’immagine potente e al tempo stesso fragile, che ci parla a oltre cinque secoli di distanza di quanto sia sempre più necessario e urgente, oggi, provare a ritrovare il filo della lucidità. “Nell’Orlando furioso il senno del protagonista è custodito in un’ampolla» spiega Marco Balzano, curatore del programma di #BCM26. «La fragilità e le passioni, ma soprattutto l’irrazionalità del suo comportamento e l’insensatezza delle ambizioni, minacciano la sua ragione insieme alla capacità di distinguere il meglio e di scegliere il bene. Il senno sulla Luna indica lo smarrimento in cui, in tempi di guerra e di mire violente, viviamo la nostra quotidianità e immaginiamo il futuro. Riflettere sulla follia di Orlando significa meditare sul bisogno di razionalità, sulla necessità di pace e sulla cura del nostro senso critico e intellettuale che non può mai del tutto essere demandato alla tecnologia. I libri sono di per sé un atto della ragione e un desiderio di condivisione con l’altro. La parola è un ponte che instaura il dialogo e aiuta a ritrovare il senno. I libri che animeranno le discussioni di quest’anno saranno il nostro viaggio sulla Luna per recuperare l’ampolla con cui ritrovare la Terra”.

credit foto Chris Close

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