Il team Italia fatica a decollare in questa edizione di Champions League e, dopo le sconfitte di Inter e Napoli, deve registrare anche i passi falsi del Como a Rotterdam e della Roma che all’Olimpico domina il Real Madrid, si porta sul 3-1, ma negli ultimi dieci minuti subisce una incredibile rimonta con tre reti spagnole confezionate su calcio d’angolo per un 3-4 davvero inspiegabile.
Gli uomini di Gasperini confermano le previsioni della vigilia e mettono in seria difficoltà i “blancos”, ma vengono puniti oltre misura dalla forza di Mbappe e dei nuovi entrati Espi ed Endrick, prima che l’ex Rudiger piazzi la zampata definitiva al 90°
I primi a scendere in campo nel tardo pomeriggio, sono stati i lariani impegnati sul terreno del Feyenoord. Una partita tutt’altro che facile contro una compagine storica nel panorama europeo che ha saputo ribaltare, con tenacia e fortuna, la rete iniziale dei comaschi siglata da Diao.
Nelle altre partite della serata, spettacolare vittoria del Paris St. Germain che all’ Etihad Stadium, campo del Manchester City, segna tre reti già nel primo tempo con Vitinha, Dembele e Doue, chiudendo la partita con una convincente vittoria per 4-2 (inutile la doppietta di Haaland).
Una conferma importante per i campioni d’Europa mentre i “citizens” dimostrano di attraversare un momento molto complicato, sicuramente condizionati dalla situazione societaria.
Se il City piange, sorridono le altre formazioni d’oltre manica con le tennistiche vittorie dell’Aston Villa sui turchi del Fenerbahce (6-0) e del Liverpool in casa del Lask (6-3).
Importante successo anche per il Betis Siviglia che supera il Porto rimontando da 1-2 a 3-2.
2° Giornata – Risultati di Mercol
Lask-Liverpool 3-6
Feyenoord-Como 3-2
Slovan Brat.-Stoccarda 0-3
Shakhtar-AEK Atene 3-1
Betis-Porto 3-2
Aston Villa-Fenerbahce 6-0
Manch. City-Paris St. Germain 2-4
Roma-Real Madrid 3-4
Bodo-Glimt-Borussia Dort. 1-0
Classifica:
Paris SG, Barcellona, Aston Villa, Sporting Lisbona, Arsenal, Stoccarda, Liverpool, Sporting Lisbona, Real Madrid, Real Betis 6 pti; Bayern, Shakhtar 4; Como, Manchester Unt, Villareal, Manchester City, Atletico Madrid, Borussia Dort., AEK Atene, Brugge, Lens, Lipsia, Sabah, Feyenoord, Bodo Glimt 3;
Roma, Fenerbahce, PSV, Viking 1
Lask, Inter, Porto, Slavia Praga, Napoli, Lille, Galatasaray, Slovan 0 pti.
Feyenoord – Como 3-2
Arriva purtroppo la prima sconfitta in Champions League per la compagine lariana che a Rotterdam gioca con discreta personalità, ma si dimostra ancora troppo fragile in difesa. Una situazione che si ripete da inizio stagione considerando che l’unica partita conclusa con la porta inviolata è stata la recente sfida casalinga contro la Roma. Resta comunque un po’ di amarezza specialmente per il terzo goal subito in maniera davvero fortuita con due deviazioni dei giocatori comaschi.
Il primo tempo è molto equilibrato con poche occasioni ed emozioni concentrate in tre minuti dal 18′ al 20′. Al primo vero affondo i lariani sbloccano il risultato con una azione personale di Diao che lotta sulla fascia destra su un lungo rilancio difensivo, vince il contrato con l’avversario diretto e davanti al portiere olandese lo trafigge con un perfetto diagonale sul palo lontano.
La gioia per in vantaggio dura purtroppo pochi minuti, perché al 20′ il giovane Zechiel riceve al limite dell’area lombarda, si volta eludendo la difesa di Perrone e indovina l’angolo sotto la traversa dove Sanchez non riesce ad intervenire. A rendere ancora più critica la situazione in campo arriva l’infortunio muscolare di Diao che deve abbandonare la partita.
Il primo tempo si conclude senza ulteriori sussulti, ma al decimo della ripresa il Feyenoord si porta in vantaggio. Ancora una volta la difesa bianco blu è troppo leggera e consente a Moussa di controllare, accentrarsi e piazzare la sfera sul primo palo dove Sanchez si tuffa con colpevole ritardo.
Fabregas prova a correre ai ripari inserendo Douvikas per dare maggiore fantasia in fase offensiva e pressare con maggiore incisività i centrocampisti olandesi.
Il Como si affida alle conclusioni di Rodriguez e Nico Paz, ma all’81° Hadi Moussa chiude la partita con una conclusione molto fortunata. Il tiro dell’olandese viene deviato da Ramon, colpisce il palo alla sinistra di Sanchez e colpisce la schiena del portiere lombardo per poi finire in rete.
La squadra di Fabregas combatte fino all’ultimo ed al 93° riesce almeno a rendere meno pesante la sconfitta con la rete di Douvikas che sfrutta un clamoroso errore di Marmol e si presenta da solo davanti a Ernst, superandolo con un preciso tiro di destro.
Roma – Real Madrid 3-4
Prestazione di grande valore per i giallorossi che affrontano le merengues senza timori reverenziali e con la consapevolezza di poter giocare alla pari. Mister Gasperini aveva lanciato il guanto di sfida nelle interviste pre-gara e i suoi giocatori hanno confermato le aspettative della vigilia mettendo subito in difficoltà i titolati avversari con le conclusioni di Hermoso, Dybala e Soulé.
Lo “special one” Jose Mourinho, osannato dai suoi ex tifosi, passeggia nervosamente davanti alla sua panchina, visibilmente preoccupato per l’andamento della partita e i suoi timori si rivelano giustificati quando al 20° Marten De Roon fa esplodere l’Olimpico con una conclusione dal limite dell’area che sorprende Courtois, probabilmente oscurato nella visuale dai suoi compagni.
La Roma prova ad approfittare del momento positivo con Malen che si presenta sulla destra davanti al portiere madrileno, abile a chiudergli lo specchio della porta.
Il Real sembra alle corde, ma alla prima occasione colpisce come un cobra e raggiunge il pareggio. Hermoso sbaglia l’anticipo su Mbappe e il fuoriclasse francese che conclude immediatamente di destro; la palla viene deviata da Mancini e prende una traiettoria che scavalca Gollini infilandosi sotto la traversa.
I giallorossi non perdono la calma e riprendono subito ad attaccare alla ricerca della vittoria, trascinati dal giovane Soulé incontenibile per i difensori spagnoli.
La ripresa inizia senza Dybala, rimasto negli spogliatoi per un problema muscolare con mister Gasperini che inserisce al suo posto Rodrigo Mora.
E’ una Roma attenta, ma spietata ed al 50° Mora innesca l’olandese Malen che sfrutta la deviazione di Valverde per battere Courtois in uscita disperata.
Il Real fatica a reagire dimostrandosi troppo fragile in difesa ed al 56° subiscono addirittura il 3-1 con l’ennesima imbucata di Souléper Malen che, sul filo del fuorigioco, supera Courtois.
Le due sberle subite svegliano l’orgoglio madrileno con Mourinho che sostituisce uno spento Vinicius e si affida alle giocate di Endrick, Bernardo Silva e Arda Guler.
Proprio il transalpino riesce a ridurre le distanze al 70°, ma l’arbitro annulla l’azione per un precedente fuorigioco.
La partita si innervosisce, ma i giallorossi si difendono con ordine, mantenendo il possesso palla e cercando addirittura il poker che veloci ripartenze.
All’83° arriva però il goal del Real che sfrutta una azione di calcio d’angolo con Espi bravo a ribadire in porta una corta parata di Gollini sul colpo di testa di Bellingham.
Il finale è drammatico e dopo un paio di minuti, ancora su un corner dalla destra, Endrick anticipa i difensori romanisti e beffa Gollini, ammutolendo i tifosi dell’Olimpico che sognavano una storica vittoria.
Endrick è incontenibile e trascina addirittura il Real alla ricerca della vittoria. La Roma prova a riportarsi in attacco, ma al 90°, sul solito calcio d’angolo, l’ex di turno Rudiger piazza il tap-in vincente evitando di esultare per rispetto ai suoi vecchi tifosi.
Una autentica beffa per una splendida Roma che ha dominato le merengues per oltre ottanta minuti, ma che si è sciolta come neve al sole su tre incredibili azioni dalla bandierina.
di Fulvio Saracco
credit foto X AS Roma
