‘O SANG. IL MIRACOLO DI SAN GENNARO, un racconto sul santo di Napoli, con la regia di Giovanni Troilo, al cinema dall’11 al 15 novembre

‘O SANG. IL MIRACOLO DI SAN GENNARO, un racconto sul santo di Napoli, con la regia di Giovanni Troilo, che intreccia fede, tradizione e identità popolare, arriverà al cinema dall’11 al 15 novembre 2026, è prodotto da Nexo Studios e Officina della Comunicazione e fa parte del ciclo “I Misteri della Fede”, un progetto dedicato all’esplorazione della spiritualità, della relazione tra l’uomo e il divino e del senso profondo dell’esistenza. Le prevendite, l’elenco delle sale e i dettagli sul film sono disponibili su sangennarofilm.it e nexostudios.it.

Ma chi è davvero San Gennaro? E quale forza permette, da secoli, a questa figura di riunire credenti e non credenti in una devozione che supera i confini della religione per diventare patrimonio culturale e identitario di un’intera città? Da questi interrogativi prende forma ‘O SANG. IL MIRACOLO DI SAN GENNARO, un viaggio nel cuore di Napoli che esplora il legame profondo tra il santo e una comunità che continua a riconoscersi nel mistero dell’ampolla. Tra sacro e profano, realtà e immaginazione, il film restituisce il ritratto di una Napoli viva, stratificata e in continua trasformazione. È un racconto corale in cui storie e personaggi diversi si intrecciano come fili sotterranei che attraversano la città; un fiorista di notte si reca in una città di fiori nascosta ai piedi del Vesuvio e realizza piccoli amuleti d’argento a forma d’ampolla; un tassista accompagna i turisti nei luoghi del culto traducendo il miracolo con lo smartphone; la quotidianità di un centro donatori di sangue, dove la vita sembra scorrere letteralmente da un corpo all’altro.

Accanto a tutte queste storie, gli spettatori incontreranno figure istituzionali e popolari, come Monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Real Cappella di San Gennaro e il duca Riccardo Carafa d’Andria, che per la prima volta offrono al pubblico un accesso inedito nel “backstage” di un miracolo che anno dopo anno si fa attesa e spettacolo, tra ironia, saggezza e memorie di una Napoli antica che continua a sopravvivere nel presente. Sul filo del racconto si inserisce anche la quotidianità degli abitanti dell’area della Solfatara, che convivono con il bradisismo, le scosse sismiche e l’incertezza. Il filo invisibile che unisce tutte le storie è l’ampolla di San Gennaro e il prodigio che potrebbe non realizzarsi: per questo tutto cambia, pulsa e si rinnova senza sosta, annodopo anno. Ed è proprio nell’incertezza e nell’instabilità che il film trova la sua forza narrativa, alternando osservazione, intimità e immersione. Ne nasce un racconto che supera di gran lunga i confini del documentario tradizionale, mescolando registri e linguaggi diversi in una forma aperta e sensoriale.

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