Sms News Quotidiano ha incontrato la cantautrice casertana Angela Napoletano. Il suo ultimo brano, Prosciutto, dalla melodia catchy e dal piglio radiofonico, si inserisce nel giocoso filone culinario della canzone d’autore italiana, quello – per intenderci – che annovera successi come ‘A pizza di Aurelio Fierro, Viva la pappa col pomodoro (scritta da Lina Wertmüller e musicata da Nino Rota),Il peperone di Edoardo Vianello, La trifola di Fred Buscaglione, Ma che bontà di Mina (della quale Prosciutto condivide lo spirito dissacrante), la meno nota-forse- ma altrettanto efficace Che novità di Claudia Cantisani.
Preludio al nuovo album di inediti, che uscirà su etichetta La Stanza Nascosta Records, Prosciutto è un assaggio di ironia e versatilità vocale.
Il singolo Prosciutto fa giocosamente leva sul bisogno di autenticità. Secondo lei è possibile un ritorno alle cose semplici, in un mondo così ridicolmente imbellettato?
Assolutamente sì, bisogna fare scelte in quella direzione, individualmente, proprio perché alcune mode influenzano verso l’opposto. Credo sia un esigenza – tuttavia – di molti riscoprire la semplicità.
Prosciutto ha l’immediatezza e la forza per essere usato anche come jingle pubblicitario, non trova?
Certo, non è nato per quello ma sembra sia comunicativo in quel senso. Chi lo ascolta oppure vede il videoclip non nasconde la voglia di consumare un panino al prosciutto!
Per lei meglio il fine dining o la cucina della nonna?
Non c’è nulla di meglio della cucina genuina della tradizione, d’altronde anche le esperienze stellate partono dalla cucina della nonna, sia pur stravolgendola… e raramente con buoni risultati.

I suoi studi e la sua produzione si muovono nel segno della contaminazione e della sperimentazione… Nella performance canora le viene naturale improvvisare?
Sì, improvviso naturalmente da quando ero bambina e lo facevo anche sulla musica dance. Oggi, dopo l’ascolto di tanta musica e nello studio della composizione, la mia mente musicale appare molto più ampia rispetto al solo “cantato”,la voce diventa un vero strumento non solo di parole ma anche di melodie. Sono affascinata dagli arrangiamenti e molto più ispirata e guidata da tutti i timbri presenti in un brano.
In studio è una da buona la prima?
Capita, certamente…ma al limite anche la seconda e la terza vanno registrate per non avere rimpianti e poter confrontare.
Ci dà qualche anticipazione sul nuovo album?
Ci sono tracce a cui sono legata profondamente. Le melodie e le parole sono frutto di questi anni vissuti, di nuove esperienze fortissime. Nel caos della vita veloce di tutti i giorni, nell’inseguire l’ultima notifica, nel restare sempre connessi con il mondo intero ho cercato di raccogliermi e di ripulire tutta la superficie per non perdere il sogno da bambina, ovvero ascoltarmi e darmi tempo.L’amore è il tema principale dell’album, la forza che muove tutto, ciò che spinge oltre, che dona coraggio.La pace dopo il tormento, quella pace che a volte la musica può dare, anche se non tutta!
Il palco che sogna di calcare?
Seguendo la tradizione italiana ho sognato e provato ad essere tra i giovani del Festival di Sanremo… ma possono esserci tante occasioni straordinarie anche meno ambite o famose, mi piacerebbe scoprirle, chissà…
Qual è secondo lei lo stato della canzone d’autore in Italia?
Credo ci sia tanta musica emergente di qualità in giro, peccato però che i canali del mainstream costituiscano un monopolio e non facciano divulgazione e cultura.C’è uno stallo.Prevale musica a bassa frequenza che rende gli ascoltatori più depressi e arrabbiati. Secondo il mio parere la musica invece dovrebbe sortire l’effetto contrario.

Quali sono i suoi riferimenti artistici?
Sono cresciuta con le belle voci, ma anche le anime sensibili. Cantautori italiani, bossa nova, il pop italiano ed internazionale, il funk, il jazz.
Billie Holiday, Whitney Houston, la nostra Elisa, Lucio Dalla, Fabi, Gazzè, The Doors e Jim Morrison mi hanno letteralmente stregata negli ultimi anni, poi c’è Lui, Pino Daniele… per citarne alcuni. Della nuova scena seguo solo Madame, che apprezzo molto come autrice.
Nei testi delle sue canzoni confluiscono, oltre ad esperienze di vita, anche suggestioni letterarie o filmiche?
Assolutamente sì. Mi sono ispirata ad alcune letture per la scrittura di brani come Distanti (che si rifà a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estès), Perduta (che richiama L’amica geniale di Elena Ferrante), contenuti nel mio EP Napobloone.
Definirebbe la sua una scrittura intimista?
Se dovessi definirla una musica epica e pubblica credo mi sbaglierei… è una scrittura più rivolta verso l’interno. Può esserci sicuramente una comunanza di sentire che amplia la platea degli spettatori e trascende la dimensione individuale, ma sempre a partire dall’ascolto di se stessi.
Ha qualche aneddoto sulla sua esperienza a MSC Crociere?
Ce ne sono molti! La vita di bordo è una vita sospesa tra il voler fare e l’attesa continua di poterlo fare. Il viaggio in Brasile è stato un sogno ad occhi aperti. Proprio in Brasile ricordo che cercavo un negozio di strumenti musicali appena arrivata. Non usavo ancora smartphone quindi chiedevo informazioni a Rio de Janeiro senza conoscere nemmeno la lingua… E’ stata un’esperienza molto divertente! Alla fine sono comunque riuscita a raggiungere la famosa Rua da Carioca.
Tra le sue collaborazioni artistiche ce n’è una che ricorda con particolare orgoglio?
L’aver studiato con Gianny Desidery la teoria e il solfeggio e l’aver incontrato il maestro Diego Caravano in Conservatorio sono motivi di orgoglio per la mia formazione. Sono grata a tutte le persone coinvolte nel mio lavoro discografico, con le quali ho collaborato o collaboro e con le quali ho condiviso esperienze musicali e di vita. Considero la mia famiglia musicale una seconda casa, dove la mia anima può nutrirsi, e questo vale per gli artisti e i musicisti a me vicini e per quelli che mi hanno ispirato da lontano con la loro opera, toccandomi nel profondo.
di Clara Lia Rossini
credit foto Romolo Manno
