“E’ un disco che arriva dopo un po’ di tempo in quanto non sentivo di avere ancora una direzione precisa, poi negli anni, confrontandomi con il repertorio di papà, ho capito che ciò che mi piaceva musicalmente non era lontano da casa e quindi è uscita la mia personalità”. Si intitola “Verso Casa” il nuovo album di inediti di Filippo Graziani, pubblicato da INRI Records e disponibile dal 23 ottobre su tutte le piattaforme digitali e in vinile, che arriva a quasi dieci anni dal precedente lavoro ed è nato da una nuova urgenza di scrittura e da un punto di osservazione profondamente cambiato.
La nascita del figlio Ludovico sposta lo sguardo dell’artista e il passato, più che qualcosa da ricordare, diventa materia da rileggere e comprendere per rimettersi in movimento: “Durante la pandemia ci siamo ritrovati con tanto tempo libero e quando sei fermo hai la possibilità di ragionare, così ho iniziato a tirare fuori le prime idee. Ho affittato un posto sotto casa e ho cominciato a suonare. Andare verso casa è un modo per ripercorrere i suoni della mia famiglia mettendo le mie passioni musicali, gli artisti e i periodi storici che mi hanno influenzato di più, da Neil Young a Bob Dylan, da The Band a tutto il folk americano dal tardo Sessanta alla fine degli anni Settanta. Ho trovato anche dei dischi nella collezione di papà dei quali non sapevo nemmeno l’esistenza”, ha raccontato l’artista.
Ad accompagnare l’uscita dell’album è “Selvaggio”, il nuovo singolo, che apre una finestra sull’infanzia e sull’adolescenza di Filippo Graziani, su una generazione cresciuta in un rapporto più fisico, diretto e istintivo con il mondo. È una canzone che nasce dal ricordo di una libertà appartenuta a un tempo preciso, ma anche dal desiderio che almeno una parte di quella libertà possa arrivare al figlio Ludovico di tre anni e mezzo. Nel videoclip, per la regia di Enrico Giannini, il cantautore attraversa il brano come se fosse il film della propria vita: “Ho utilizzato dei veri filmati di famiglia girati da mio padre. Quattro anni fa non lo avrei mai fatto, adesso invece mi piace mostrare anche questa parte della mia vita. Si vedono la mia casa, il mio paese, e nel testo racconto tutto quello che vorrei dire a mio figlio quando crescerà e avrà voglia magari di mettersi ad ascoltare qualcosa di mio come è successo a me con mio padre”.

Sulla cover di “Verso casa” sono raffigurate tutte le persone care all’artista: “Era da una vita che volevo realizzare una copertina con la mia famiglia allargata, ci sono mio figlio, mia moglie, il suo cane, mio fratello, mia mamma, i ragazzi della band con le loro fidanzate, volevo un disco che sapesse di casa”.
Tra le tracce c’è “Nella musica”, una ninna nanna dedicata a suo figlio Ludovico: “Essere diventato papà mi ha dato una prospettiva diversa nei confronti della vita, ho abbandonato la gioventù e sono in una fase che sto amando alla follia. Da qui è nata anche la voglia di riaprirmi nei confronti del prossimo. Nel brano c’è quello che mi sarei voluto sentire dire da papà ma purtroppo non c’è stato il tempo”.
Nel formato fisico del disco è presente anche “Le tre chiavi”, inedito scritto da Ivan Graziani, che Filippo ha scelto di inserire dopo aver ritrovato un’intervista in cui il padre raccontava l’immagine da cui nasceva la canzone: “Volevo scrivere un pezzo su un’idea di papà per unire questo suono a una sua intuizione ma non trovavo niente. Poi sono successe alcune cose strane. Ho pescato questo brano tra una quarantina di cassette e me ne sono subito innamorato, quindi è uscito fuori anche il testo e mesi dopo, quando lo avevo già registrato, mi hanno mandato un’intervista realizzata da una radio libera alla fine di un concerto del 1980-1981 in cui papà raccontava di aver visto due cani che lottavano e di aver tratto l’ispirazione per una canzone. Quindi “Le tre chiavi” doveva esserci per forza nel disco. Mi piace molto perchè è come se fosse il nonno a raccontare qualcosa a suo nipote, a trasmettergli un insegnamento di vita”.
di Francesca Monti
credit foto Fabio Cannizzo
