Intervista con Orietta Berti: “Quando si è innamorati del proprio lavoro tutto diventa più facile”

Ci sono artisti che attraversano le generazioni e altri che le uniscono. Orietta Berti appartiene a questa seconda categoria. Con sessant’anni di straordinaria carriera alle spalle, costellata di successi intramontabili, l’icona della musica italiana continua a stupire e a reinventarsi senza mai perdere la propria identità.

L’ultimo tassello di questo percorso è “Maledetto settembre”, il nuovo singolo dal ritmo reggaeton nato dall’amicizia con Nina Zilli e Danti. Un brano che esorcizza il rientro alla routine autunnale con la consueta leggerezza e ironia che la contraddistinguono.

In quest’intervista Orietta Berti ci ha parlato, con la consueta disponibilità, della genesi di “Maledetto settembre” ma anche del nuovo libro “Natale flambè” in uscita il 17 novembre, delle sue nipotine, della partecipazione come ospite fissa a “Che Tempo Che Fa”, regalandoci anche un ricordo di Wilma De Angelis.

Orietta, è uscito il suo nuovo singolo “Maledetto Settembre” con Nina Zilli e Danti. Com’è nata questa collaborazione?

“Con Danti lavoro da tempo per preparare il cofanetto per i miei sessanta anni di carriera e un giorno, tra un ascolto e l’altro, gli ho chiesto se Nina Zilli, che è una bravissima artista ed è anche la sua compagna, fosse disponibile per un duetto con me. Nina è venuta in studio mentre stavo registrando altri brani e abbiamo cantato insieme “Maledetto settembre” ma, pur essendo soddisfatte del risultato, ci siamo rese conto che mancava una terza persona, così ho pensato a Danti. E’ una collaborazione che è nata spontaneamente tra colleghi con cui mi trovo bene sia a livello lavorativo che umano”.

E’ un brano che ironizza sul fatto che quando si rientra dalle vacanze a settembre non si ha voglia di lavorare, di fare nulla …

“Se i mesi di maggio e giugno per la nostra mente sono i più belli perchè la fantasia vola pensando alle vacanze, ai posti in cui andremo a rilassarci e divertirci, a settembre si rientra a scuola, si ritorna alla realtà, ai pensieri, e per chi lavora nel settore dello spettacolo nascono anche idee nuove”.

Qual è l’antidoto quindi per sconfiggere questa malinconia? Come si può riuscire, e lei ne è l’esempio, a mantenere l’energia e l’entusiasmo durante i mesi autunnali e invernali portando dentro di sè un po’ d’estate?

“Bisogna essere innamorati del proprio lavoro, quando si fanno le cose con passione tutto diventa più facile. Ovviamente non tutte le situazioni purtroppo lo permettono. Anche nel campo dello spettacolo ci sono problemi, dubbi, la nostra fantasia a volte viene spezzata da un “no” e poi siamo sempre sotto esame, come i ragazzi che vanno a scuola, perché ogni singolo che pubblichiamo è sottoposto al giudizio delle radio e del pubblico e quindi aspettiamo i voti (sorride)”.

Ci sono stati nella sua carriera dei “no” che ha ricevuto e che le hanno dato più fastidio?

“Penso che quando si ricevono dei “no” ci sia sempre una ragione. Nel periodo in cui ero sotto contratto con una casa discografica ricevevo più spesso “no” che “sì”, ora sono 46 anni che produco da sola i singoli e i dischi pertanto i “no” possono arrivare dal mio manager Pasquale Mammaro, da mio marito o dai miei figli, oppure dai collaboratori. Sono una donna che ha sempre ascoltato molto le persone che hanno più esperienza di me nel loro lavoro e quindi mi piace discutere sulle scelte da prendere. In certe situazioni è sempre meglio pensare prima di accettare o di dire un “no”. Quest’anno ad esempio ci siamo confrontati sull’inserimento nel mio singolo “QCPF (Quadri Cuori Picche Fiori)” con Il Rosso di un’identità e artista virtuale, IAEM, creata interamente attraverso l’intelligenza artificiale. L’ho utilizzata per due anni ascoltando i provini adattati alla mia tonalità vocale e imparando da lei tante canzoni, quindi mi ha facilitato nell’intonazione e volevo vederla cantare con me anche con sembianze umane. Alla fine ho vinto io ed è stata una novità, anche perchè sono la prima artista in Italia a duettare ufficialmente con un’identità virtuale generata dall’IA”.

“Maledetto Settembre” è accompagnato da un video molto carino e divertente, tra avatar, spiagge, auto, aerei. Quanto si diverte a sperimentare non solo nella musica ma anche nei video, nei look?

“Tantissimo. Prima di iniziare le riprese facciamo delle riunioni con il regista, gli autori, i produttori e gli interpreti e ognuno porta le proprie idee. Il video di “Maledetto settembre” con l’aereo, le auto, le spiagge è davvero molto carino. E poi compare anche Frank Gramuglia, un comico fortissimo, che si mette in posa come se fosse un classico lavoratore che non ha voglia di cominciare a lavorare”.

In una precedente intervista ci ha raccontato che le sue nipotine Olivia e Ottavia cantano le sue canzoni, cosa le hanno detto quando hanno ascoltato “Maledetto settembre”?

“Omar, mio figlio maggiore, mi segue nei concerti e nelle partecipazioni televisive, mentre Otis, il secondogenito e papà delle mie nipotine, viene con me in sala di registrazione, quindi quando rientra a casa fa ascoltare in anteprima a Olivia, sette anni, e Ottavia, quattro anni e mezzo, le nuove canzoni, così capiamo subito se possono piacere anche ai bambini. Ogni giorno si divertono a fare la baby dance con i pezzi di nonna Orietta e non appena parte la prima nota cominciano a ballare. Non so come riescano ma imparano in pochissimo tempo i testi dei brani. A loro piace tanto anche guardare in tv i cartoni animati e le serie con gli animali che compiono le stesse azioni degli esseri umani, fanno il bagno, scrivono, giocano, si mettono a tavola. Le mie nipotine, essendo ancora piccole, non sanno che è l’intelligenza artificiale a farli muovere, quindi mi chiedono perchè i miei quattro gatti non si comportano allo stesso modo di quelli dei cartoon e io rispondo che non sono stati abituati (ride)”.

E’ stata la madrina ufficiale di un contest itinerante, il Gin Tabar Karaoke Tour, che ha unito il Gin Tonic e la musica. Che esperienza è stata?

“E’ stata una bella esperienza. Il tour ha toccato diverse città italiane, alla fine abbiamo scelto una ragazza di Milano, Chiara, che ha portato due brani di Adele e in finale “Mi sei scoppiato dentro il cuore” di Mina, ha una voce molto bella, con una grande estensione vocale. Una volta terminata la promozione di “Maledetto settembre” le farò sentire alcuni brani, sceglierà quello che le piace di più e faremo un feat che sarà incluso nel mio nuovo disco. E’ il premio che ho deciso spontaneamente di dare alla vincitrice del concorso perché mi piace poter aiutare i giovani”.

Nel 1961 lei ha partecipato alla sua prima manifestazione canora, il concorso Voci Nuove Disco d’Oro a Reggio Emilia con “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli. Che ricordo ha di quel momento?

“Ricordo che avevo una grande paura e mi tremavano le gambe al solo pensiero di esibirmi in un luogo così importante come il Teatro Municipale di Reggio Emilia. In quell’occasione ho conosciuto Giorgio Calabrese, autore di trasmissioni televisive e dei testi delle canzoni di Bindi, all’epoca direttore artistico della Karim, e mi ha proposto un contratto discografico. Da lì è iniziata la mia carriera. Sono poi passata alla Polydor con cui ho inciso le canzoni di Suor Sorriso, e nel 1965 ho vinto Un Disco per l’estate con “Tu sei quello”. Sono stata fortunata a incontrare Giorgio Calabrese”.

Tornando al presente, la vediamo anche sul Nove come ospite fissa a “Che Tempo Che Fa” la domenica e a “Il tavolo di Che Tempo Che Fa” il mercoledì …

“La domenica a “Che Tempo Che Fa” leggo e commento con Mara Maionchi le notizie e i fatti bizzarri della cronaca all’interno di una rubrica divertente in stile telegiornale che si chiama “Mara & Orietta News”. A “Il Tavolo di Che Tempo Che Fa”, invece, ci sono tanti ospiti del mondo del teatro, dello spettacolo, dello sport, della musica, comici, per cui si crea un clima piacevole e leggero”.

Con Mara Maionchi aveva condiviso l’esperienza di “Quelle brave ragazze”, insieme anche all’indimenticabile Sandra Milo …

“Quelle brave ragazze è stata una serie stupenda, che ha ricevuto tanti premi. Non avevamo un copione da seguire, giravamo per le città e dicevamo quello che pensavamo, in maniera spontanea. Ci siamo divertite molto. Mara e Sandra hanno poi fatto anche la seconda edizione insieme a Marisa Laurito, a cui non ho preso parte perchè in quel periodo ero opinionista a Il Grande Fratello. Se dovessero rifare in futuro questa serie parteciperei nuovamente molto volentieri”.

Il 17 novembre uscirà invece per Mondadori il suo nuovo libro “Natale flambè”, cosa può anticiparci a riguardo?

“Il mio nuovo libro parlerà dei mestieri, delle tradizioni, delle cose che non esistono più. Nel tempo anche il mondo della musica è cambiato profondamente, nel modo di cantare e di promuovere un progetto. Oggi si inventano storie con l’intelligenza artificiale, si realizzano video su TikTok. A me piace la tradizione e la porto nel cuore, però non odio il futuro, anzi voglio scoprire le novità. Ho dedicato “Natale flambè” alle mie nipotine, cercando di spiegare, con la mia ironia emiliana-romagnola, un mondo che non hanno mai visto e che non esiste più, per far conoscere loro ciò che non hanno vissuto».

Le va di regalarci un ricordo di Wilma De Angelis, recentemente scomparsa?

“Essendo di due generazioni musicali differenti, ho incontrato alcune volte Wilma De Angelis al di fuori del lavoro in quanto eravamo entrambe amiche di Paolo Limiti e abbiamo condiviso dei pranzi con lui. Era una donna carina, educata, gentile, positiva, sempre sorridente, ed era una bravissima cantante”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Mauro Caldera

credit foto ufficio stampa

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