Chi ama Dostoevskij non può perdersi Gabriele Lavia e il suo “Sogno” (di un uomo ridicolo): lo accompagna da quando ha diciott’anni, l’ha recitato nei più prestigiosi teatri italiani e in televisione. È l’opera che Lavia ha rappresentato di più e che arriva adesso, in forma di recital, al teatro Gerolamo il 7 e l’8 novembre.
Nella mia vita di teatrante ho “adattato” e “rappresentato” alcuni racconti di Dostoevskij: “Una donna mite”, “Memorie dal sottosuolo, “L’eterno marito” e “Il sogno di un uomo ridicolo”.
“Il sogno”, appunto, mi accompagna da quando avevo diciotto anni e lo lessi per la prima volta ai miei amici più cari. Poi Giancarlo Menotti lo volle a Spoleto. Fu un grande successo e il Teatro Eliseo lo volle nel cartellone della stagione e fu di nuovo un successo. Poi lo portai a lungo in tourneè con una mia compagnia.
Lo ripresi ancora tante volte, anche in forma di “recital”, soltanto con una sedia. Mi chiesero di filmarlo per la TV e vinse il primo premio come miglior opera di Teatro portata in televisione. È l’opera che ho rappresentato di più nella mia vita. Più dell’”Amleto” di cui ho fatto tre edizioni diverse, in tre diverse stagioni.
Ora sono felice di riproporre “Il sogno”, in forma di recital, sul piccolo palco del Teatro Gerolamo. (Gabriele Lavia)
