Quando in famiglia si rompe l’equilibrio, il disastro è servito con un sorriso amaro. Carlo Buccirosso torna a farci divertire e riflettere con il nuovo spettacolo “Qualcosa è andato storto!, in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 29 ottobre all’8 novembre. Tra vizi, virtù e piccolezze di una famiglia comune travolta dalla malattia e dagli interessi materiali, l’attore, autore e regista racconta una storia in cui tutti in qualche modo possono rispecchiarsi.
Corrado Postiglione, modesto avvocato di provincia al servizio di una clientela sempre piuttosto popolare, si dedica spesso con zelo alle frequenti vicissitudini dei propri familiari, impelagati in controversie e liti di varia natura ed entità, per risolvere le quali è costretto a fare di necessità virtù. Quando tutto sembra poter andare per il meglio, arriva l’imponderabile, la malattia della mamma, la vera patrona della casa, che da sempre aveva indirizzato e condizionato la vita dei figli, ma non quella della sua amata nipote, un’anima ribelle pronta a mettersi contro il mondo intero pur di difenderla agli occhi di tutti. Un intero nucleo familiare improvvisamente si ritrova alle prese con le incognite dell’eredità, legittima o testamentaria che sia.
Carlo, torna sul palcoscenico del Teatro Manzoni di Milano con “Qualcosa è andato storto”, da lei diretto, scritto e interpretato. Ci racconta com’è nata l’idea di questo spettacolo?
“Nasce dalla voglia di raccontare le dinamiche degli ambienti familiari. L’idea di partenza è l’effettiva storia di una delle attrici della mia compagnia, la più giovane ma che ha già fatto parecchi spettacoli con me, che ha un rapporto un po’ complicato con i propri genitori e ha una nonna che vive in campagna e che va a trovare molto spesso, tanto che la sua casa è diventata una sorta di nido per lei. Ho poi romanzato questa storia, che può essere quella di tante altre ragazze. Matilde, interpretata da Elvira Zingone, rappresenta proprio quest’anima bianca che vuole un bene da morire alla nonna Maria, impersonata da Tilde De Spirito, la quale afferma di essere stata abbandonata dalla famiglia. Bisogna vedere però se questa nonna vive in campagna da sola perché è stata davvero abbandonata oppure perché ha scelto di stare lontana dai suoi cari. Spesso gli ambienti famigliari si deteriorano con il passare del tempo, quasi sempre per ragioni economiche dovute alla divisione di patrimoni, di eredità. Volevo quindi raccontare una storia dove tutto va storto, non soltanto qualcosa”.

Lei interpreta Corrado, soprannominato zio Dodò, che viene definito l’avvocato delle cause perse ed è poco considerato anche dai suoi famigliari. Che cosa la affascina di questi personaggi che apparentemente sono schiacciati dalla vita, indossano la maschera del perdente, ma nella realtà poi non sono esattamente così?
“Corrado è un avvocato di terza categoria, senza offendere chi svolge questo mestiere che è sempre importante e dignitoso. La clientela che lui nomina ogni tanto ci fa pensare che siano delle cause un po’ difficili che deve affrontare. Quella che però è persa in partenza è la causa con i suoi familiari, determinata da questi attriti, da questi gravi contrasti. Corrado ha due sorelle, Nora e Amalia, interpretate da Stefania Aluzzi e da Fiorella Zullo, che hanno una vita scombinata. E’ una famiglia un po’ complicata. Ci sono anche Matilde, la figlia di una delle sorelle, suo padre Vittorio, impersonato da Gino Monteleone, e Bruno, il figlio di Corrado (Fabrizio Miano). Infine c’è un elemento estraneo a tutta la famiglia, Ernesto, un parrucchiere (Matteo Tugnolo) che viene da Bologna, è il fidanzato di una delle sorelle e rappresenta un motivo di grande divertimento, perché si trova di fronte ad un ambiente assolutamente ostile, imprevedibile e invalutabile”.
Prima ha citato la nipote Matilde, l’unica che si allea con lo zio, che sta dalla sua parte. Che valore ha all’interno dello spettacolo questo legame generazionale che si viene a creare tra di loro, tra due persone che si distinguono dagli altri?
“Innanzitutto è l’amore che Matilde prova verso la nonna che la porta non proprio ad allearsi, ma a stare accanto a questo zio avvocato e poi addirittura esecutore testamentario delle volontà della nonna stessa. I due si avvicineranno perché hanno capito che la loro unione potrà portare a qualcosa di buono. Corrado infatti si erge a vigilante nel momento molto delicato in cui la madre di questi tre fratelli comincerà a dare segni di cedimento a causa della malattia. Lo spettacolo è molto divertente”.

“Qualcosa è andato storto” affronta delle tematiche quali la malattia, le liti famigliari, la solitudine, in cui tutti possono rispecchiarsi …
“Quando scrivi una commedia parti con un’idea precisa ma non sai quale strada prenderai per raggiungere l’obiettivo, quindi ti trovi di fronte a dei bivi, delle traverse e ad argomenti che non ti saresti mai aspettato, come in questo spettacolo ad esempio il gioco in famiglia. Il cognato di Corrado, che è il papà di Matilde, ha una tabaccheria e oggi non sono più quelle di un tempo che erano chiamate sali e tabacchi. Il mio personaggio nella commedia dice infatti che si dovrebbero chiamare “entri e non sai quando esci, con tutti quei giochi che trovi lì dentro sono veri e propri casino”. Pertanto ho sfiorato questo argomento che può anche poi determinare, al di là del valore del danaro, la distruzione di una famiglia”.

Partendo dal titolo della commedia, “Qualcosa è andato storto”, le chiedo se c’è stato un momento nella sua vita artistica in cui ha pensato qualcosa è andato storto e poi invece si è rivelato una fortuna?
“Proprio in questo periodo qualcosa sta andando storto, però non ti posso ancora dire se sia stata una fortuna. Continuamente la vita ha questi momenti. L’ottimismo ti fa pensare che potrebbe poi tramutarsi in un colpo di fortuna e il pessimismo che invece è soltanto qualcosa che è andato storto”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Manola Sansalone
credit foto Gilda Valenza
