Globi d’Oro 2017: “La Stoffa dei Sogni” di Gianfranco Cabiddu premiato come miglior film. Tutti i vincitori

L’associazione della Stampa Estera in Italia ha annunciato i vincitori della 57esima edizione dei Globi d’Oro, che saranno assegnati questa sera durante la cerimonia di premiazione a Villa Medici a Roma. “La Stoffa dei Sogni” di Gianfranco Cabiddu con Sergio Rubini e Ennio Fantastichini vince il Globo d’oro come miglior film. Prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, è una produzione di Paco Cinematografica in collaborazione con Rai Cinema, liberamente ispirato a “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo e alla sua traduzione de “La Tempesta” di William Shakespeare, il film conferma che l’arte è un bene necessario per capire il mondo e questo riconoscimento dimostra l’importanza e l’attenzione che la tradizione teatrale può suscitare sulla scena internazionale.

Il Globo d’Oro come Miglior attrice è andato a Isabella Ragonese per Il padre d’Italia di Fabio Mollo, Miglior attore Renato Carpentieri per La Tenerezza di Gianni Amelio, Miglior opera prima La ragazza del mondo di Marco Danieli, Miglior commedia Lasciati andare di Francesco Amato, Miglior sceneggiatura La pazza gioia (Paolo Virzì e Francesca Archibugi). Enzo Avitabile vince per le musiche di Indivisibili di Edoardo De Angelis. Assegnati anche i due premi speciali: il Gran Premio della Stampa Estera al documentario Restaurare il cielo di Tommaso Santi e il Globo d’Oro alla Carriera al regista Dario Argento.

Quest’anno sono stati selezionati 28 lungometraggi, 72 documentari e 90 cortometraggi. L’Associazione della Stampa Estera in Italia, fondata nel 1912, conta 350 corrispondenti esteri che rappresentano media di 54 Paesi.

Questi i Premi assegnati e le rispettive motivazioni:

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO Penalty di Aldo Iuliano

Motivazione: “Per essere riuscito a concentrare un dramma enorme come l’immigrazione in soli 14 minuti grazie a una sceneggiatura pungente, un’eccellente fotografia e una virtuosa regia. Il risultato è un breve film dove i migranti interpretano se stessi e lasciano il segno”.

MIGLIOR DOCUMENTARIO L’uomo che non cambiò la storia di Enrico Caria

Motivazione: “Per aver saputo ricostruire con immagini di archivio un piccolo capitolo della grande storia, adattandolo liberamente per esaltarne la suspense e con una straordinaria capacità di sintesi”.

MIGLIOR MUSICA Enzo Avitabile per Indivisibili di Edoardo De Angelis

Motivazione: “Enzo Avitabile ha saputo scrivere una musica piena di sfaccettature, capace di completare egregiamente le emozioni suscitate dal film ‘Indivisibili’. Evocando in qualche nota, con la sua voce roca e malinconica, l’imprevedibile universo napoletano…”.

MIGLIOR FOTOGRAFIA Daria D’Antonio per La pelle dell’orso di Marco Segato

Motivazione: “Per aver trasformato una natura intatta e selvaggia in paesaggio metafisico, con immagini che mescolano con chiarezza il presente e il passato, indicando attraverso la figura del padre lo spirito dell’orso che è nascosto in ogni essere umano”.

MIGLIOR OPERA PRIMA La ragazza del mondo di Marco Danieli

Motivazione: “Marco Danieli racconta con eleganza l’emancipazione dalla religione di una giovane donna. Lo spiccato spirito di osservazione del regista dà al film un senso di autenticità che rende ancora più credibili i riti religiosi e i paradossi di un mondo a volte oscuro da decifrare”.

MIGLIOR COMMEDIA Lasciati andare di Francesco Amato

Motivazione: “Per la riuscita interpretazione della classica coppia sconclusionata nella quale entrambi i personaggi interpretano, in fondo, la parte di un Pigmalione intento a sopperire alle mancanze dell’altro. Per il tocco da maestro nell’aver saputo trasformare, con ironia e leggerezza, peccati come avarizia, incostanza e bizzarria in piccole, eterne, debolezze umane”.

MIGLIOR SCENEGGIATURA La pazza gioia di Paolo Virzì e Francesca Archibugi

Motivazione: “Per aver creato un inno cinematografico che farà impazzire di gioia generazioni di cineasti, per la magia che si crea nel pubblico che ride insieme ai protagonisti ma, soprattutto, ride di se stesso”.

MIGLIOR ATTRICE Isabella Ragonese per Il padre d’Italia di Fabio Mollo

Motivazione: “Quando un’attrice riesce, in una sola stagione, a proporre al pubblico le più disparate sfaccettature dell’universo femminile, partendo dal ruolo di madre inconsapevole, ebbene questa attrice merita il nostro riconoscimento”.

MIGLIOR ATTORE Renato Carpentieri per La Tenerezza di Gianni Amelio

Motivazione: “Per aver creato il padre ‘ameliano’ più complesso in assoluto. Con la sua grande sensibilità riesce a cambiare registro continuamente passando in pochi secondi dall’assoluta rudezza di un uomo disilluso e stanco a un sorriso pieno di dubbi e tenerezza rivolto a chi ama”.

MIGLIOR FILM La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu

Motivazione: “Per la magnifica trasposizione del verso di Shakespeare ‘Tutto il mondo è un palcoscenico…uomini e donne sono soltanto attori’. I riflessi del teatro sulla realtà in un posto sperduto dove nulla è quello che sembra, tra personaggi improbabili ma densi di esistenza. Un film che ricompone il puzzle rimettendo al loro posto colpa, vendetta, riscatto e perdono”.

GRAN PREMIO DELLA STAMPA ESTERA Restaurare il cielo di Tommaso Santi

Motivazione: “Talvolta le favole escono dai film, si fanno spazio nella realtà e mostrano che c’è ‘un mondo possibile’. Un mondo dove intesa, accordo e collaborazione fanno sì che eccellenza artigiana e tradizione italiana arrivino a restaurare un pezzo della storia comune dell’umanità. Fatti che, di per sé, sono già un piccolo miracolo”.

GLOBO D’ORO ALLA CARRIERA Dario Argento

Motivazione: “L’Associazione della Stampa Estera in Italia conferisce quest’anno il suo Premio alla Carriera a Dario Argento, maestro indiscusso della suspense e del brivido. Dario Argento definisce se stesso «il più grande assassino del cinema italiano» per i suoi 90 omicidi eccellenti messi in scena in quasi cinquant’anni di carriera. Con un tocco d’ironia e con raffinata maestria ha saputo tenere gli spettatori col fiato sospeso fino all’ultimo. Molto amato all’estero, firma le sue opere mettendo in scena le sue mani, come faceva Hitchcock con il suo profilo. A lui chiediamo di non smettere mai di terrorizzarci”.

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