Berlino, tra passato e futuro

La sesta tappa del nostro viaggio alla scoperta delle città del mondo ci porta a Berlino, una capitale che racchiude il passato e il futuro, l’antico e il moderno.

Ecco alcune cose da vedere.

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Alexanderplatz: il nome di questa piazza prende spunto dallo zar Alessandro I che visitò la città di Berlino nel 1805. Erich Honecker, ex Ddr, decise all’inizio degli anni ‘70 di trasformare la piazza nel simbolo della gloria socialista e distrusse la sua struttura originaria, per farla diventare un capolavoro del kitsch comunista: palazzi e viali fra cui spicca l’enorme sfera del Fernsehturm, la Torre Televisiva, alta 368 metri e l’Orologio.

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L’antico Municipio di Berlino: costruito in mattoni di terracotta nel corso del 1860. L storia della città è qui illustrata fino a quella data con una serie di 36 bassorilievi sulla sua facciata. Durante l’epoca comunista l’edificio era adibito all’amministrazione municipale della Berlino Est, ed era chiamato Rotes Rathaus (Municipio Rosso), dal colore della facciata.

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Nel 1991 anche gli amministratori comunali della Berlino Ovest si trasferirono qui dal proprio municipio, il Rathaus Schöneberg.

La Porta di Brandeburgo, simbolo di Berlino.

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Durante la Guerra Fredda, quando il Muro divideva la città in due, la Porta di Brandeburgo era situata nella cosiddetta Terra di Nessuno. Alta 26 metri, larga 56, è l’unica rimasta fra le 18 che un tempo consentivano l’accesso alla città. Queste imponenti colonne hanno accompagnato Berlino in tutta la sua storia: scenario privilegiato da Hitler per le parate e le fiaccolate che celebravano il Reich nazista, con l’innalzamento del Muro la celebre porta si ritrovò a metà strada tra Est e Ovest, tra la libertà e la dittatura. Questo monumento costruito sull’asse che attraversa Berlino da Est a Ovest, simboleggiò la potenza dell’impero prussiano, la divisione dell’Europa (il muro di Berlino passava a suoi piedi) e la riunificazione.

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Il Monumento all’Olocausto. Terminato nell’anno 2005, il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, meglio conosciuto come museo dell’Olocausto o della Shoah, è un campo di 2711 stele disposte in file ondulate su 212.000 m², progettato e inaugurato nel 2005 da Peter Eisenmann. Nel sotterraneo è situato il Centro di documentazione degli ebrei morti nella shoah.

Il Reichstag: incendiato da Hitler, divenuto sovietico nel 1945, il Reichstag ospita nuovamente il Parlamento tedesco, il Bundestag, sotto la cupola in vetro di Sir Norman Foster (1998) che rappresenta i principi di trasparenza e di democrazia della nazione. E’ certamente il monumento più simbolico di Berlino insieme alla porta di Brandeburgo. Il Reichstag svolge da 40 anni la sua funzione di sede del Parlamento tedesco. Di stile neo-rinascimentale, l’edificio misura 137 metri di lunghezza per 97 metri di larghezza. Simbolo della Germania unificata, il Reichstag è decorato con i blasoni di ogni regno e ducato che compone l’impero. Prima dell’incendio del 1933 ad opera dei nazisti, il Reichstag era sovrastato da una cupola imponente alta 72 metri. Nel 1916 fu aggiunta la dedica “Dem Deutschen Volke” sul frontale del Reichstag. In occasione della caduta di Berlino nel 1945, il Reichstag fu trasformato in campo trincerato dalle ultime unità tedesche, e preso d’attacco dalle truppe sovietiche. La sera del 30 aprile 1945, la bandiera rossa venne issata sul vertice del Reichstag e successivamente bombardata.
La sua ricostruzione è iniziata nel 1957 per completarsi nel 1972. Dopo la riunificazione delle due Germanie e la designazione di Berlino come nuova capitale, il Reichstag è stato modernizzato per accogliere nuovamente il Parlamento della Repubblica Federale, il Bundestag.

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Il Duomo di Berlino, costruito tra il 1895 e il 1905. E’ una cattedrale luterana, in stile rinascimentale italiano. Fu distrutta durante la seconda guerra mondiale dalle forze inglesi e rimase un rudere fino al 1973, anno nel quale iniziarono i lavori di restauro. Al suo interno vi sono tantissimi dettagli vittoriani, statue di eminenti protestanti tedeschi, sale da concerto ed una cripta che ospita i sarcofagi della dinastia degli Hohenzollern. E’ possibile visitare la Galleria del Duomo, raggiungibile salendo 270 gradini.

Da vedere la Nuova Sinagoga, centro ebraico conosciuta come la Neu Sinagogue o Centrum Judaicum, costruita alla fine del secolo XIX, il Palazzo di Charlottenburg, costruito nel 1699, antica residenza degli Hohenzollern, in cui meritano sicuramente una visita la Galleria di Pittura Romantica e i Giardini. Uno dei migliori esempi di architettura barocca in Germania, il castello venne costruito per volere di Sophie Charlotte, una donna bella e intelligente, patrona della filosofia e delle arti e moglie di Federico III, principe di Brandeburgo. Da non perdere la Neue Flügel (Ala Nuova), con gli Appartamenti di Stato di Federico il Grande, il Neue Pavillon (Nuovo padiglione), costruito da Schinkel nel 1824 per Federico Guglielmo III, che lo preferì al palazzo principale, gli enormi giardini del XVIII secolo con il Belvedere, che contiene una collezione di porcellane di Berlino e il Mausoleo reale. E poi ancora meritano una visita la Colonna della Victoria, che si trova nel cuore di Tiergarten, nel centro della rotonda Grosser Stern; la Chiesa di San Nicolás; Tiergarten, il parco più famoso della città, che occupa più di 200 ettari; la Nuova Guardia, opera del famoso architetto tedesco Friedrich Schinkel, di proporzioni classiche, una delle sue creazioni più interessanti; la Chiesa di Santa Maria, in stile gotico e di culto protestante; Friedrichswerdersche Kirche, una delle chiese più belle di Berlino; Piazza di Gendarmenmarkt, la Piazza dei Gendarmi, magnifica, tanto per la sua bellezza come per la sua grandezza; l’Olympiastadion, dove l’Italia ha vinto il Mondiale di calcio nel 2006.

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Potsdamer Platz: Nel 1920 la piazza era fulcro della metropoli più vivace d’Europa, dove si trovavano cafè letterari, alberghi, cabaret e dove ogni giorno transitavano circa 600 tram, tanto che qui fu montato il primo semaforo del mondo. Dall’inizio della guerra in poi, invece, Potsdamer divenne la terra di nessuno nella parte ovest di Berlino. Nella seconda metà degli anni ‘90 è ricominciata la sua rinascita ed è divenuta il più grande cantiere aperto d’Europa che attualmente ospita cinema, uffici, appartamenti e il Festival Internazionale del cinema di Berlino. Qui si trovano anche numerosi grattacieli, tra cui il Sony Center.

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Checkpoint Charlie invece era il punto di confine che serviva da porta di accesso tra le due zone della città. Poco dopo la costruzione del Muro di Berlino, il presidente americano John F. Kennedy ordinò che venissero costruiti tre posti di blocco in diversi punti per permettere al corpo diplomatico, agli stranieri in visita a Berlino e alle forze alleate di entrare liberamente a Berlino Ovest. Checkpoint Charlie era il più famoso dei tre e prende il nome dallo spelling dell’alfabeto fonetico americano della NATO (gli altri erano infatti chiamati Checkpoint Alpha in Helmstedt e Checkpoint Bravo a Dreilinden, a sud-est del Wannsee). I sovietici semplicemente lo chiamavano Punto di Passaggio Friedrichstraße, nel centro, mentre i tedeschi dell’Est ufficialmente lo hanno denominato Grenzübergangsstelle (valico di frontiera) Friedrich-Zimmerstraße. Il Checkpoint è stato oggetto di molti film e romanzi di spionaggio e venne rimosso nel giugno del 1990, al completamento della Riunificazione tedesca. Oggi, una linea di mattoni traccia il percorso che fu del Muro. L’originale cabina di controllo è stata trasferita nel Museo degli Alleati a Zehlendorf, mentre la torre di guardia è stata rimossa nel 2000 per far posto a negozi ed uffici. Nel museo vengono documentati gli eventi dell’epoca, come anche gli ingegnosi tentatavi di fuga verso l’Occidente. Il famoso caffè e punto di osservazione Cafe Adler è situato proprio sul punto di controllo, da dove si guardava per vedere cosa accadesse oltre il muro ad est.

La East Side Gallery è uno dei pochi pezzi superstiti del muro rimasti ancora in piedi e relativamente intatto. Tecnicamente, è solo una sezione all’interno del muro, non un vero e proprio Grenzmauer, cioè muro di confine. É situata lungo le rive del fiume Sprea, a Friedrichshain vicino alla Ostbahnhof (stazione est). La galleria d’arte venne creata nel 1990 in occasione del crollo del Muro ed offre opere di un gruppo internazionale di artisti che hanno espresso le loro reazioni alla manifestazione del 1989 nei dipinti che coprono la sezione del Muro che ha finito per essere appunto conosciuta come East Side Gallery. Come detto, del simbolo della divisione delle due Germanie, il Muro di Berlino, restano solo pochi pezzi. Fu costruito in seguito alla decisione, presa con la conferenza di Yalta, di dividere la Germania in 4 settori amministrati dalle principali nazioni vincitrici della guerra: Francia, Regno Unito, URSS, USA.
La dimensione del blocco URSS era però di gran lunga la maggiore, al punto che i 3 settori restanti erano praticamente circondati dal blocco sovietico. Inoltre, se inizialmente il muro non poneva restrizioni alla circolazione, in seguito, con la guerra fredda, anche questa fu limitata e controllata. Furono circa 2-3 milioni i tedeschi che migrarono dall’ovest all’est nel dopoguerra fino al 1961.

Nel 1962 venne costruito un secondo muro, più difficile da scavalcare, che di fatto interruppe questa migrazione. In realtà non mancarono comunque i tentativi di attraversamento, ma per la difficoltà i fuggitivi rinunciavano o venivano uccisi. La caduta del muro, il 9 novembre 1989, sancì l’inizio della riunificazione.

L’Isola dei Musei è un progetto ambizioso di costruzione di un complesso di musei, riuniti su un’isola (Museumsinsel), che conta cinque edifici distinti: l’Altes Museum, l’Alte National, il Neues Museum, il Bode Museum e il Pergamonmuseum. Il nome di quest’ultimo trae spunto dall’antica e misteriosa città di Pergamo in Anatolia, l’odierna Turchia, da cui provengono la maggior parte delle opere esposte. La collezione del museo è vastissima. Alte Nationalgallerie ospita invece una delle più vaste collezioni della Germania delle opere d’arte del XIX secolo e rappresenta lo spirito artistico del Paese con la scultura che personifica l’arte, posta in cima al timpano della facciata dell’edificio. La presenza di bellissimi affreschi, di tappezzerie pregiate in tessuto e delle eleganti scalinate in marmo, proietta il visitatore in un’atmosfera d’altri tempi, perdendosi tra le 440 tele e le 80 sculture che vanno dal periodo di Goethe fino all’inizio dell’epoca Moderna.

La Chiesa della Rimembranza (Gedachtniskirche) è stata costruita da Guglielmo II tra il 1891 e il 1895. La guerra ha danneggiato notevolmente la chiesa che non è stata volutamente restaurata ed ora è stata adibita a luogo di commemorazione.

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Lo Zoo di Berlino, in tedesco Zoologischer Garten Berlín, è uno dei giardini zoologici più grandi in Germania e con la maggiore quantità di specie animali nel mondo. È ubicato nell’antico distretto di Kurfürstendamm, oggi incorporato nel distretto di Mitte della capitale tedesca, vicino alla stazione di treni, S-Bahn, Zoologischer Garten.

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Insieme all’acquario, lo zoo è uno dei posti di maggior interesse turistico di Berlino. Una curiosità: il numero della linea della stazione Zoologischer Garten del Metro di Berlino ha lo stesso nome della banda irlandese U2 che ha scritto una canzone conosciuta come Zoo Station contenuta nell’album “Achtung Baby”. Lo zoo di Berlino ospita anche i panda, animali presenti in pochissimi zoo del mondo, oltre a rinoceronti bianchi e neri, leoni, canguri, ippopotami e tantissime altre specie provenienti dai cinque continenti.

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È anche il più visitato di tutta l’Europa con 2,6 milioni di visitatori da tutto il mondo.

Testo e foto di Francesca Monti

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