Intervista con la pianista e compositrice Giuseppina Torre, eccellenza italiana nel mondo

di Francesca Monti

Giuseppina Torre, pianista e compositrice ragusana, è uno straordinario esempio di eccellenza italiana che ha conquistato l’America con il suo grande talento. La sua storia ha il sapore di una favola, è stata scoperta tre anni fa dagli organizzatori dei “Los Angeles Music Awards”, che avevano notato un suo brano su iTunes, e ben presto si è fatta conoscere in tutti gli Stati Uniti, esibendosi davanti ai registi Sorrentino, Bertolucci e Muccino e ricevendo prestigiosi premi (quattro Los Angeles Music Awards, due International Music and Entertainment Awards e due Akademy Awards of Los Angeles).

Il primo album di Giuseppina Torre si intitola “Il Silenzio delle Stelle”, pubblicato da Bideri e distribuito su etichetta Sony Classic, disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme di streaming. Nel disco sono presenti collaborazioni e ospiti eccellenti, quali il Solis String Quartet, Consiglia Licciardi, Michele Signore e Fabrizio Bosso. La produzione artistica e gli arrangiamenti del disco sono a cura del Maestro Mimmo Cappuccio. Le composizioni di Giuseppina Torre sono rivolte al mondo dell’introspezione nel tentativo di andare oltre al visibile, traducendo in musica gli stati d’animo, le emozioni e i sentimenti nei quali ognuno di noi può riconoscersi.

Giuseppina Torre suonerà in quattro suggestivi luoghi d’Italia per presentare il nuovo disco: il 25 giugno inPiazza Vescovado a Casertavecchia (Caserta), il 1° luglio insieme al NeftiraString Quartet al Museo Archeologico dell’Antica Nola a Nola (Napoli), il 15 luglio presso il vestibolo della Reggia di Caserta, il 28 luglio al Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento.

 

COVER Il silenzio delle stelle GIUSEPPINA TORRE - web

Giuseppina,  partiamo dal tuo album d’esordio, “Il Silenzio Delle Stelle”. Ci racconti com’è nato questo progetto?

““Il Silenzio delle Stelle” è il riassunto di me stessa. In esso sono contenute tutte le mie emozioni, le mie inquietudini, le mie speranze. È un viaggio immaginario dentro il labirinto del cuore per arrivare nei meandri più nascosti e reconditi di esso. È un album rivolto al mondo dell’introspezione che, attraverso la mia ricerca interiore tradotta in musica,  stimola l’ascoltatore ad andare a fondo nella propria anima, lì  dove risiedono le emozioni sedimentate da tempo a causa della frenesia della nostra vita. Ascoltare questo album sarà come sfogliare le pagine di un libro, il libro della nostra vita vissuta”.

A cosa ti ispiri per comporre un brano?

“Tutta la mia musica rispecchia il vissuto della mia vita e in essa si trova tutto il mio mondo. Nasce come per magia, sento l’esigenza di sedermi al Pianoforte e far fluire le emozioni. Il momento che preferisco affinché la magia si realizzi è la notte, quando il tempo è come se si fermasse. Non sei assillato dagli impegni, dallo scorrere delle lancette dell’orologio. Sei avvolto in un “nido ovattato” e ti ritrovi solo con te stesso,  spesso a fare il resoconto della giornata o della tua vita. Riaffiorano le inquietudini, i tormenti, le domande alle quali vorresti dare risposte ma che spesso risposta non troveranno. È in questa dimensione di  “no-tempo” notturno che è più facile far fluire le emozioni e comporre. Ci sono composizioni che nascono di getto e vedono la luce in una sola notte come ad esempio “Dove sei” e “Il Silenzio Delle Stelle”, altre invece che necessitano di più riprese”.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

“Al primo ascolto le mie composizioni rivelano la mia formazione classica. Adoro Mozart e Bach. Il mio riferimento tra i compositori contemporanei è Ludovico Einaudi, il quale ha saputo sviluppare un linguaggio musicale ricco di riferimenti alla tradizione classica, ma attento alle avanguardie e alle suggestioni della musica pop e folk”.

Con quale artista ti piacerebbe collaborare in futuro?

“Ecco, infatti, mi piacerebbe tantissimo collaborare con lui”.

Come ti sei avvicinata al pianoforte?

“La passione per la musica è nata insieme a me. Con il pianoforte è stata un’attrazione fatale, lo considero il prolungamento della mia persona. Un mio zio mi regalò un pianoforte giocattolo quando avevo appena quattro anni. Con esso riuscivo, ad orecchio, a riprodurre tutte le musiche che ascoltavo alla radio, con lo stupore dei miei genitori che da quel momento assillai chiedendo mi portassero da un maestro di Pianoforte. Cedettero per sfinimento e da quel momento non abbandonai più la musica. Negli anni l’hobby si trasformò in studio serio e professionale con il mio Maestro Sergio Carrubba, che mi ha accompagnato fino alla laurea. In seguito mi sono perfezionata con i Maestri Giuseppe Cultrera e Francesco Nicolosi e, successivamente, ho intrapreso la carriera di concertista, dapprima come interprete di musica classica e poi delle mie composizioni”.

Sei un’eccellenza italiana nel mondo, in America in particolare hai un grandissimo successo e hai vinto importanti riconoscimenti. Quali differenze hai riscontrato tra l’Italia e gli Stati Uniti a livello di prospettive musicali?

In America ho ricevuto le attenzioni che in Italia non ho avuto. Mi è stata data una possibilità che si è concretizzata con dei riconoscimenti importanti  che dal 2012 sono proseguiti negli anni con la vittoria di 4 Los Angeles Music Awards, 2 I.M.E.A. e 2 Akademia Awards of Los Angeles, di cui l’ultimo vinto nel Gennaio di quest’anno. Mi sono trovata catapultata in una realtà che pensavo potessi solo sognare, trovandomi a calcare i RedCarpet più importanti di Los Angeles e suonare nei luoghi che hanno fatto la storia della musica internazionale come l’Avalon Theatre. Ricordo ancora l’emozione del mio primo “the winner is…” e le gambe tremanti mentre salivo sul palco per ricevere l’Awards. Tanta fu l’emozione che riuscii a pronunciare solo un “thank you so much”. Negli Stati Uniti ho vissuto le esperienze artistiche più emozionanti della mia vita e sarò sempre riconoscente all’America e a quella fetta di fan che dal 2012 è andata crescendo e mi segue con affetto e ammirazione. Ed è sempre grazie all’America che in Italia si sono accorti di me e si sono aperte quelle porte che mi hanno dato la possibilità di pubblicare il mio primo album “Il Silenzio Delle Stelle”. Purtroppo in Italia c’è troppa pigrizia e troppa superficialità nei confronti della musica di nicchia come la mia. Un esubero di talent che hanno modificato anche il modo di approcciarsi alla musica che è fatta di tanta gavetta, sudore e fatica e non di successo immediato e purtroppo fatuo ed evanescente”.

Giuseppina Torre - WEB

Hai composto la colonna sonora del docu-film “L’amore dopo la tempesta” dedicato ai sopravvissuti della Shoah trasmesso su Rai 1 e ti sei esibita per Papa Francesco in occasione del Concerto dell’Epifania. Che emozioni ti hanno regalato queste due esperienze?

Quando mi contattò la segretaria del giornalista di Rai 1 Roberto Olla, stentavo a crederci. Roberto Olla mi raccontò che rimase folgorato all’ascolto de “Silenzio delle Stelle” durante un passaggio radiofonico su Radio 2. Mi sentii onorata della sua richiesta di sottolineare in musica le immagini di un sopravvissuto alla Shoah: Sami Modiano. Il risultato è stato da brividi. In seguito questo documentario è stato proiettato anche  all’Auditorium Parco della Musica di Roma nella Sala Petrassi. Esperienza altrettanto importante fu il Concerto dell’Epifania, suonare davanti al Papa sembrava un sogno ad occhi aperti, dato che sono mie le musiche contenute all’interno del dvd-documentario tratto dal libro di Papa Francesco, “La mia idea di Arte”,  prodotto dal Vaticano e Corrado Azzollini, distribuito da Draka che verrà presentato il 27 Giugno presso i Musei Vaticani”.

Cosa vedremo nel tuo tour “Piano Live – Il Silenzio Delle Stelle”?

“Il “Piano live – Il Silenzio delle stelle” toccherà delle location suggestive. Lo start sarà il 25 Giugno presso Casertavecchia in Piazza Vescovado, poi l’1 Luglio a Nola presso il Museo Archeologico per proseguire nella incantevole Reggia di Caserta il 15 Luglio, per poi approdare nella mia terra d’ origine, la Sicilia, dove suonerò il 28 Luglio nello stupendo Parco Archeologico di Agrigento ai piedi del Tempio di Giunone. Tutti i live inizieranno con l’esecuzione de “Il silenzio delle stelle”, la mia composizione pluripremiata e che ritengo il mio portafortuna. Assistere al mio live sarà come vivere un viaggio emozionale – musicale nel labirinto del cuore, esplorando i meandri più nascosti di esso. L’ascoltatore attraverso la mia musica farà un viaggio tra ricordi ed emozioni sedimentate nel cuore che, a causa della nostra vita frenetica,  non ascoltiamo o non vogliamo ascoltare”.

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