Presso Cinema Spazio Oberdan Milano, dal 3 luglio al 12 settembre 2017 Fondazione Cineteca Italiana presenta TITOLI IMPOSSIBILI, quarta delle sette mostre progettate da Fondazione Cineteca Italiana per il 2017, una delle tante iniziative per festeggiare insieme al pubblico i suoi primi 70 anni di vita.
Protagonisti di questa esposizione sono i manifesti cinematografici, formidabili veicoli di promozione e anche specchio in cui si riflettono i costumi, la moda, i gusti di un’epoca. Tra le migliaia di posters che la Cineteca conserva, gli esemplari qui esposti, tutti provenienti dalla Danimarca, illustrano quel cinema di genere che ha caratterizzato tante opere, italiane e straniere, prodotte fra gli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900.
I 29 manifesti in mostra fanno parte di un lotto omogeneo, frutto di una donazione, che ne comprende oltre 200, e hanno caratteristiche comuni: uniformità storico-geografica, dimensioni classiche, forte impatto visivo. I cartellonisti non lesinano nell’uso di colori sgargianti e caratteri tipografici marcati; lo stile incisivo, spesso affine al fumetto, è funzionale allo scopo promozionale e riflette a volte una interpretazione molto personale delle vicende del film. Può capitare che il nome del regista sia scritto in piccolo, o addirittura assente, e si preferisca lasciar parlare le immagini, come in Susanna – Bringing up Baby (1938) di Howard Hawks, con in primo piano Katharine Hepburn e Cary Grant insieme al terzo protagonista, Baby, un cucciolo di leopardo che strizza l’occhio. A volte opera di anonimi disegnatori, altre volte firmati, nei manifesti più riusciti contenuto e grafica si sposano richiamando in modo sintetico e simbolico il soggetto del film.
Alla mostra è abbinato il gioco “Indovina il titolo”: il primo che segnalerà a info@cinetecamilano.it il titolo italiano corretto e l’anno del film di cui abbiamo omesso la didascalia nel manifesto esposto in mostra avrà in regalo una T-shirt di Cinemology.
L’inaugurazione della mostra avverrà lunedì 3 luglio al termine della proiezione di Susanna (1938) di Howard Hawks, prevista per le ore 18.30.

Lunedì 3 luglio 2017 – Cinema Spazio Oberdan Milano
h 18.30 Susanna (Bringing up Baby)
R.: Howard Hawks. Sc..: Dudley Nichols, Hagar Wilde. Int.: Katharine Hepburn, Cary Grant, May Robson, Charles Ruggles, Barry Fitzgerald. USA, 1938, 102’, v.o. sott. it.
David, giovane e serioso paleontologo, è tutto preso dai suoi progetti professionali (il principale è quello di ricostruire lo scheletro di un grosso dinosauro) e sta per sposare la pedante segretaria. Ma nella sua vita entra come un ciclone Susan, eccentrica ragazza della buona società che manderà in fumo i suoi piani.
Al termine del film, inaugurazione e visita alla mostra TITOLI IMPOSSIBILI.

Formidabili veicoli di promozione pubblicitaria, i manifesti di cinema sono uno specchio dove si riflettono i costumi, la moda, i gusti di un’epoca, e spesso costituiscono, per la rarità o il riconosciuto valore artistico, un oggetto da collezionismo. Le cineteche li conservano, li classificano e ne fanno oggetto di studio per la ricchezza e la varietà di informazioni che forniscono sulla storia di un film. Insieme alle fotografie di scena, alle sceneggiature e ai carteggi, ai pressbook, ai ritagli stampa e a molto altro ancora, i manifesti di cinema sono una parte importante di ciò che nel linguaggio degli addetti ai lavori si definisce col termine ‘metadati’ o più comunemente, con una espressione piatta e non troppo felice, ‘materiale non-filmico’.
I poster che interpellano lo spettatore dalle pareti di Spazio Oberdan segnano anche una tappa della nostra storia che ci piace ricordare ora, nell’anno del settantennale: con quella mostra infatti la Cineteca inaugurava nell’ottobre 2006 l’apertura del cinema Area Metropolis 2.0 a Paderno Dugnano, una doppia sala che, con i suoi 40.000 visitatori l’anno, è divenuta punto di riferimento per il cinema di qualità in tutta l’area nord Milano, oltre che presidio imprescindibile nella Regione per la didattica e l’educazione all’immagine.
Tra le migliaia di poster che la Cineteca conserva, gli esemplari qui esposti illustrano quel cinema di genere che ha caratterizzato tante opere, italiane e straniere, prodotte negli anni tra i Cinquanta e i Sessanta del ‘900. Una galleria di “titoli venuti dal freddo”, per l’esattezza dalla Danimarca, non tutti distribuiti nel nostro paese.
