di Francesca Monti
“Verso le meraviglie” (INRI/Distribuzione Artist First) è il nuovo disco degli STAG, la band romana nata dal progetto musicale solista di Marco Guazzone. Dopo il brillante debutto nel 2012 con “L’Atlante dei Pensieri”, il nuovo album è disegnato come una mappa per intraprendere un bellissimo viaggio interiore verso lo stupore, chiave preziosa per imparare ad amare il nostro mondo e modo di essere.
Anticipato a dicembre dal singolo “Mirabilia” nelle radio, insieme al videoclip diretto da Luciano Melchionna, l’album della talentuosa band presenta un’immagine di copertina fortemente simbolica: una cartina geografica anticata, su cui si staglia la nobile sagoma di un cervo (in inglese “stag”), che racchiude un veliero spinto dai venti e una bussola per orientarne la direzione, e che stringe tra i denti due romantiche rose rosse e foglie colorate dal tempo delle stagioni. In simultanea con l’uscita dell’album, è arrivato nelle radio anche il secondo singolo “Vienimi a cercare” con l’attrice Matilda De Angelis, conosciuta sul set di “Tutto può succedere”. Nella seconda stagione della stessa fiction Rai, gli STAG hanno partecipato nuovamente alla colonna sonora, oltre a recitare in un episodio la parte di se stessi, suonando “Slay tilling”, terzo singolo in radio dal 1° giugno.

“Verso le meraviglie”, il vostro nuovo album, è una sorta di mappa per intraprendere un viaggio verso i luoghi dell’anima. Voi li avete visitati?
“Assolutamente, questi luoghi sono emozioni, tappe e momenti che abbiamo realmente vissuto e abbiamo scelto di condividere raccontandoli nelle nuove canzoni. La vita di un musicista è piena di soddisfazioni e traguardi ma anche di ostacoli e difficoltà e in questo album abbiamo voluto scrivere, proprio come in un diario di viaggio, tutte le esperienze fatte in questi anni, sia musicalmente che umanamente. Le “meraviglie” non le abbiamo ancora raggiunte però, è solo la direzione dove abbiamo puntato la bussola, per essere sicuri di andare nel verso giusto.”
Se la musica è un viaggio allora può contribuire ad annullare i confini geografici e le barriere mentali che ancora esistono?
“Crediamo fortemente che la musica abbia il potere di far viaggiare da fermi. Basta mettersi sul divano e ascoltare un disco. Se si chiudono gli occhi si può viaggiare lontanissimo, scoprendo mondi e universi ancora inesplorati. Allo stesso modo la musica ci insegna che non esistono confini tra generi e stili, ed è proprio questa la sua bellezza, essere universale”.
Cosa ci raccontate riguardo la copertina del disco?
“In copertina, come sul primo album c’è il nostro logo, un cervo incastonato tra due rose. Su “L’Atlante Dei Pensieri” il cervo era composto da nebulose e galassie mentre qui, in “Verso Le Meraviglie”, è un insieme di simboli e immagini che sono indizi da decifrare, proprio come in una mappa per trovare il tesoro”.
Com’è nata la collaborazione con Matilda De Angelis per il secondo singolo “Vienimi a cercare”?
“Abbiamo conosciuto Matilda sul set della fiction “Tutto Può Succedere”, alla quale abbiamo collaborato sia in veste di musicisti per la colonna sonora, quindi scrivendo alcune canzoni e selezionando brani di altri artisti, che in veste di “attori”. Nella prima stagione infatti compariamo proprio come noi stessi, come band, e durante le riprese con Matilda è scattato qualcosa di magico. Infatti oltre a essere una bravissima attrice è anche un’incredibile musicista. Ci siamo piaciuti subito e quindi le abbiamo proposto di collaborare. Da lì poi è nata l’idea del duetto su “Vienimi A Cercare” e in un pomeriggio abbiamo registrato le voci del brano che insieme si intrecciavano perfettamente, ci abbiamo messo pochissimo, quando si dice “buona la prima”…”.
Avete scritto il brano “To The Wonders”, per la colonna sonora del film “Un Bacio” di Ivan Cotroneo e partecipato alla colonna sonora della serie “Tutto può succedere”, oltre a recitare in un episodio la parte di voi stessi, suonando “Slay tilling”. Che esperienze sono state?
“Il mondo del colonne sonore è un’esperienza ci sta facendo crescere moltissimo. Oltre a permetterci di arrivare ad un pubblico più grande e diverso dal nostro, ci offre la possibilità di sperimentare e trovare nuovi stimoli e ispirazione. Siamo molto grati di queste importanti collaborazioni con il cinema e la tv soprattutto perchè concepiamo sempre la nostra musica in maniera ‘cinematografica’, ovvero come la colonna sonora di un’immagine o di un’emozione”.
C’è un artista con cui vi piacerebbe collaborare in futuro?
“Ultimamente stiamo ascoltando molto il lavoro del rapper e produttore Salmo. Nel suo ultimo disco, “Hellvisback”, c’è una cura dei suoni e degli arrangiamenti davvero avvincente e dal vivo suona sempre accompagnato da incredibili musicisti, cosa abbastanza inusuale per le esibizioni rap. Ci affascinano molto le contaminazioni tra generi e stili quindi sarebbe interessante collaborare con un artista distante dal nostro mondo musicale come lui, per creare un risultato inaspettato e originale”.

Quali sono le ispirazioni musicali e non che vi hanno influenzato nella scrittura dei testi del nuovo disco?
“Musicalmente questo nuovo lavoro è stato influenzato principalmente da due gruppi: gli Alt-J, che abbiamo ascoltato tanto in fase di registrazione e i Radiohead, il cui ultimo disco, A Moon Shaped Pool, ha ispirato molto alcune nostre scelte sonore durante le sessioni finali di missaggio dell’album. A livello letterario c’è un libro da cui abbiamo preso molta ispirazione ed è il “Trattato Sul Funambulismo” di Philippe Petit in cui l’essenza del funambolismo, quest’arte affascintante ed effimera, viene raccontata come l’arte di vivere. L’uomo che sa camminare sulla corda, cammina anche sulla corda metaforica della vita tesa sulle difficoltà quotidiane. Il forte carattere poetico e filosofico di quest’opera è stato di grande aiuto per raccontare attraverso i nostri testi il meraviglioso e complesso viaggio che deve affrontare un musicista”.
Come si è formato il vostro gruppo e come mai avete scelto di chiamarvi STAG?
“Ci siamo conosciuti tutti e quattro grazie alla musica. Veniamo da ambienti prettamente musicali come il Conservatorio e il Saint Louis ed è stata proprio l’esigenza di creare una band a farci incontrare. L’amicizia è nata dopo, e a forza di suonare insieme siamo diventati una famiglia, dove si litiga e si discute, ma soprattutto si crea e si pianifica il futuro insieme”.
Quali sono i vostri progetti per l’estate?
“Suoneremo in giro per l’Italia, tra Roma, Milano, Padova, Rimini, Lugano e tante altre città. Inoltre accompagneremo Levante nel suo tour estivo aprendo alcune sue date. E tra una data e l’altra, come sta già succedendo, scriviamo qualche brano nuovo”.
