“La mia idea di Arte”, il documentario in cui Papa Francesco spiega la sua visione dell’arte

“Dio non conosce la nostra attuale cultura dello scarto. Dio non scarta nessuna persona, cerca tutti, ama tutti”, sono queste le parole di Papa Francesco nel documentario “La mia idea di Arte”, spiegando la sua appassionante visione dell’arte, quale strumento di evangelizzazione e di contrasto alla cultura dello scarto. Prodotto dai Musei Vaticani e distribuito da Corrado Azzollini e Giulio Violati per Draka Distribution, per la regia di Claudio Rossi Massimi, “La mia idea di Arte” porterà lo spettatore lungo la galleria d’arte ideale del Pontefice. Il documentario è stato autorizzato all’iter per la presentazione ai premi Oscar® 2018. Papa Francesco traccia un itinerario ideale di capolavori, interpretati quali simboli del tema della Misericordia: il Torso del Belvedere, la Dea che allatta un bambino, il Buon Pastore, l’Obelisco di San Pietro, San Pietro in Cattedra, le Opere di Misericordia, la Deposizione del Caravaggio, la Cappella Sistina, il Cristo Operario e la Vergine di Lujan di Alejandro Marmo fino alla Renault 4 donata al Pontefice dal parroco veronese don Renzo Zocca. “I musei devono accogliere le nuove forme d’arte. Devono spalancare le porte alle persone di tutto il mondo. Essere uno strumento di dialogo tra le culture e le religioni, uno strumento di pace. Essere vivi! Non polverose raccolte del passato solo per gli ‘eletti’ e i ‘sapienti’, ma una realtà vitale che sappia custodire quel passato per raccontarlo agli uomini di oggi, a cominciare dai più umili”, ha detto il Pontefice. Ad approfondire gli aspetti divulgativi e artistici delle singole opere saranno Tiziana Lupi, autrice del documentario, e Sandro Barbagallo, curatore delle Collezioni Storiche dei Musei Vaticani. Il documentario è tratto dall’omonimo volume (ed. Mondadori – Musei Vaticani, curato da Tiziana Lupi) in cui, per la prima volta, Papa Francesco ha esposto la sua visione dell’arte donandole anche una valenza sociale, volta al recupero della dignità degli emarginati che vivono nelle periferie del mondo, non solo quelle geografiche ma anche quelle esistenziali.

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