Dal 21 al 27 agosto in Alta Irpinia, si terrà la quinta edizione dello Sponz Fest, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela, che avrà come titolo “All’Incontre’R – Rivoluzioni e mondi al Rovescio”. Musica, danza, teatro, letteratura, cinema, escursioni, degustazioni enogastronomiche saranno gli ingredienti del Festival che animerà le terre dell’Alta Irpinia.
Così Vinicio Capossela ha presentato la nuova edizione dello Sponz Fest: “Nel centenario del più grande evento del ‘900, la Rivoluzione Russa, lo Sponz Fest, giunto alla quinta edizione, vuole cambiare mano e diventare mancino, porsi dalla parte “altra” dell’abitudine e fare una sperimentazione del rovesciamento del mondo. Rivoluzione è il giro che compie su se stesso il pianeta intorno al sole, rivoluzione è girare al contrario, scardinare l’ordine a cui siamo assuefatti, rivoluzione è ribaltare il punto di vista in modo da potere osservare le cose dal punto contrario. All’incontrè è il grido di battaglia delle quadriglie comandate da sposalizio dell’Alta Irpinia. Nel momento culminante del rito dionisiaco della fertilità, quando altro non si può fare per aumentare l’euforia, il Dio della dissipazione – che fa cadere “sponzati come baccalà” – ordina l’insensato: cambiare il giro di danza. Più forte non si può andare, più baccano non si può fare, non si può aumentare il numero dei convitati… ecco arriva allora l’ordine capriccioso, che rompe l’ordine e crea nuovo disordine, che rinnova la vitalità, il ri–Creo (nuova creazione del mondo)…e così si urla: “Contrè!!! Girè!!! All’incontrè”. Ma siccome la lettera eRRe in queste lingue ispide, forgiate con la zappa, sostituisce vocali e aggettivi, ecco che all’esortazione si aggiunge anche la erre finale. All’incontrè‘Я! con la erre capovolta, come spesso vengono capovolte dai vecchi contadini la esse e la zeta, per dare un effetto straniante, quasi cirillico, all’alfabeto conosciuto. In questa eRRe rovesciata, che celebra il Rovescio alla lettera, stabiliamo il punto di contatto tra una terra svuotata, rivoltosa, ispida e ribelle e un paese lontano, protagonista della più grande rivoluzione. Ora che la politica ha perso la rappresentatività degli ideali e si è ridotta, nel migliore dei casi, ad amministrazione di consenso, vogliamo restituire l’afflato ideale a una manifestazione popolare che riprende il ribollire della materia bassa. Lo Sponz Fest è nato in un piccolo paese dell’Alta Irpinia per darsi un’occasione di pratica di comunità. Lo sponzamento è la perdita della rigidità, l’ammorbidirsi nel bagno di sudore liberatorio della festa, del ricreo, del sacro tempo dell’inutile. Le società arcaiche e il mondo contadino conservavano ancora nei geni il bagliore dei grandi riti dissipatori dell’antichità, che rinnovavano la terra scuotendola. Questa ri-creazione non è solo fisica, ma anche ideale. Viene dalla circolazione a piede libero delle idee, che si ingigantiscono nel grande vuoto. Il vuoto può essere una risorsa, se non è riempito d’ immondizia. Le terre dell’interno sono il nostro scheletro e il nostro polmone di aria e d’immaginazione. Sono il luogo fondante della nazione, la radice in cui affonda la nostra ombra. Per questo lo Sponz Fest vuole essere un’occasione ideale di tutta questa Italia interna. All’incontrè’Я è, per esempio, andare proprio in quei luoghi da cui la gente se ne è andata. Già questo è un rovesciamento del mondo, un piccolo atto che può generarne altri”.
