Dopo aver girato un po’ per il mondo, torniamo in Europa e precisamente a Parigi, la romantica capitale della Francia. Ecco alcune cose da vedere.
La Cattedrale di Notre Dame de Paris. La sua costruzione iniziò nel 1163 per volere del vescovo Maurice de Sully e fu ultimata nel 1345. E’ veramente bellissima sia all’interno sia all’esterno. Con preziosi rosoni e forme melodiose, questa chiesa rappresenta uno dei monumenti più belli di Parigi.

Durante la rivoluzione francese numerosi furono i danni arrecati alla chiesa, come la decapitazione o distruzione di quasi tutte le statue, e lo smontaggio della guglia. Nell’800, il successo del romanzo di Victor Hugo “Notre Dame de Paris” con la struggente storia d’amore tra Esmeralda e il “Gobbo” Quasimodo, riaccese l’interesse per la cattedrale spingendo il governo a decretarne una completa ristrutturazione. L’opera venne affidata alla cura di Eugène Viollet-le-Duc e di Jean-Baptiste Lassus. Anche le vetrate sono state rifatte più volte nel corso del tempo: quelle odierne non hanno soggetti figurati e sono colorate a ricordo dell’atmosfera luminosa che regnava nella cattedrale medievale.

Il Museo del Louvre (ingresso 9 euro). Per vedere tutte le opere bisognerebbe dedicargli un giorno intero, ma avendo poco tempo visito le sale situate al primo piano, dedicate all’antichità egizia, greca e romana, quelle dove si trovano i dipinti spagnoli e italiani. Davanti a me compare la mitica Gioconda di Leonardo, bellissima e misteriosa allo stesso tempo. Poi proseguo nelle sale dedicate al design e alle arti grafiche dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania, delle Americhe e dell’Islam. Con la scala mobile salgo al piano superiore per vedere le due piramidi, che attraggono sempre un gran numero di visitatori. La piramide di vetro è stata costruita per volere dell’allora Presidente della Repubblica Francese, François Mitterand ed inaugurata nel 1989. Passando attraverso i giardini delle Tuileries, si può ammirare l’Arco du Carrousel, costruito nel 1805 per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte. Al termine dei bellissimi giardini si arriva agli Champs Elysées e a Place de la Concordia.
Gli Champs Elysées costituiscono una delle passeggiate più celebri al mondo. Questa lunga strada si divide in due parti, quella prossima alla place de la Concorde è caratterizzata da giardini che ospitano quattro ristoranti (Ledoyen, Laurent, Gabriel, Elysées-Lenôtre), due teatri (Marigny e Rond-Point) ed un padiglione dedicato a ristorazione e spettacolo (Espace Cardin). A partire dalla rotonda chiamata del Rond-Point, importante snodo del traffico in questa zona di Parigi, lo scenario cambia e inizia un défilé di palazzi, ristoranti e negozi. In questa zona, si trovano boutique d’alta moda, eleganti saloni d’automobili, diversi cinema e il famoso Lido, uno dei più celebri cabaret parigini.
Place de la Concorde, qui si trovano l’obelisco di Luxor e la maestosa ruota panoramica alta 60 metri.
L’Arc du Triomphe, alto 50 m e largo 45 m, è stato voluto da Napoleone I nel 1806 e dedicato alla Grande Armata. Ispirato agli archi dell’antichità, su questo monumento emblematico sono scritti i nomi illustri della nazione e ospita la tomba del milite ignoto, la cui fiamma è rinnovata tutte le sere. Dalla terrazza è possibile ammirare, di giorno e di sera, un panorama unico sui Campi Elisi.
Les Invalides, voluti da Luigi XIV, sono un complesso di edifici, che comprende l’Hotel des Invalides, il Dome e la Chiesa di Saint Louis.
La Torre di Saint Jacques la Boucherie, presso Place du Chatelet, è tutto ciò che resta dell’omonima chiesa, distrutta nel 1797.

La Tour Eiffel, simbolo di Parigi, è bellissima e spettacolare, soprattutto di sera quando si illumina di blu. Eretta nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale, creata dall’Ing. Gustave Eiffel, è alta 320 m, ed è formata da un intreccio di 15000 pezzi metallici, saldati insieme, pesa 7000 tonnellate e poggia su quattro pilastri con basi di cemento. E’ composta di tre piani, il primo a 57 m d’altezza, il secondo a 115 m, il terzo a 274 m. Vederla la sera illuminata di blu, scintillare al chiaro di luna è uno spettacolo incantevole. Il luogo migliore per ammirarla in tutto il suo splendore è la terrazza del Trocadéro che le sta di fronte. Sotto la Torre si stendono i verdi Champs de Mars, giardini con aiuole fiorite, piccoli laghetti e viali.
Montmartre è uno dei quartieri più pittoreschi della città, dove si incontrano artisti che dipingono all’aria aperta. Montmartre è stato per lungo tempo un villaggio separato da Parigi. Sull’origine del nome si fanno due ipotesi; potrebbe derivare da Mont Martis (il monte di Marte), poiché la collina fu la sede di un tempio dedicato a Marte, dio della guerra, sotto il periodo romano; secondo un’altra ipotesi il nome deriva da mont du martyre (il monte del martirio), perché, secondo la leggenda, fu il posto in cui fu decapitato Saint Denis, primo vescovo di Parigi, attorno al 250 d.C. L’area si sviluppò come il centro dell’intrattenimento decadente alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, rappresentato dai cabaret del Moulin Rouge e de Le Chat Noir (il gatto nero è tra l’altro il simbolo non ufficiale di Montmartre); in questo stesso periodo Montmartre fu il luogo prediletto da vari pittori, tra cui Pissarro,Toulouse-Lautrec, Steinlen, Van Gogh, Modigliani e Picasso. In seguito, la collina è stata soppiantata, come quartiere dei pittori, da Montparnasse.

Sacrè Coeur, la bellissima chiesa, in stile romanico e bizantino, è stata eretta nel 1876 e consacrata nel 1919. Percorrendo la maestosa scalinata si arriva alla facciata della chiesa, preceduta da un portico a tre arcate, sopra il quale si trovano le statue equestri del re Luigi il Santo e di Giovanna d’Arco. La basilica, in stile romanico-bizantino, è il risultato di un “voto nazionale” promosso dalla chiesa cattolica per espiare i crimini della Comune di Parigi e a tal fine la nuova costruzione, realizzata interamente con donazioni private, fu edificata nel cuore del quartiere dal quale erano partiti i moti rivoluzionari. Una curiosità: la pietra utilizzata per la sua costruzione, quella di Château-Landon, ha la caratteristica di produrre, a contatto con l’acqua piovana, una sostanza bianca (la calcina) che rende impermeabile tutto l’edificio. Immancabile la salita alla cupola che si raggiunge attraverso 300 scalini ripidi e stretti, infatti una volta arrivati in cima si può ammirare un panorama a 360° semplicemente meraviglioso. L’ingresso alla Basilica è gratuito, l’accesso alla cupola si trova all’esterno della chiesa sulla sinistra ed è a pagamento, € 5.

Il Moulin Rouge, fondato nel 1889, deve il suo nome alle strade di gesso che si trovavano anticamente in quella zona. Qui nacque il can can e proprio nel Moulin Rouge è stato girato l’omonimo film di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman ed Ewan McGregor. Il Moulin Rouge nacque sull’onda del successo del Moulin de la Galette, un ristorante danzante ricavato nel 1870 dentro un vecchio mulino a vento nella parte alta di Montmartre. Il successo del Moulin Rouge fu immediato, anche per il repertorio di danze e spettacoli, assolutamente rivoluzionari per quei tempi, che ebbero, nel 1898, un ritrattista d’eccezione come Henry de Toulouse- Lautrec, che trovò nel locale molte fonti di ispirazione e ritrasse molti degli abituali frequentatori del locale, in particolare la ballerina Louise Weber soprannominata “La Goulue” (la golosa). Durante gli inizi del XX secolo, il suo repertorio si trasformò parzialmente lasciando grande spazio all’operetta e aprendo la strada verso il successo a Mistinguett, oggi riconosciuta a giudizio unanime come la più famosa vedette del locale parigino. Con la diffusione del cinema, verso la fine degli anni Trenta, la fama del Moulin Rouge, sembrò offuscarsi, ma si trattò solo di un periodo transitorio. Già nel secondo dopoguerra, gli astri nascenti della canzone francese Edith Piaf e Yves Montand concorsero ad accrescere nuovamente la notorietà di questo luogo che è ormai entrato nel mito.
Il Panthéon è il luogo dedicato alla memoria degli uomini e delle donne che hanno segnato la storia francese a partire dalla Rivoluzione, in cui riposano i grandi personaggi della patria: Voltaire, Rousseau, Zola, Pierre e Marie Curie.
La Madeleine, nata come chiesa nel 1764, ma più volte modificata nella struttura e nella funzione. Napoleone volle trasformarla in un tempio laico dedicato alla celebrazione del suo esercito, la Grande Armée, dandole la forma di un tempio greco e successivamente venne di nuovo e definitivamente riconvertita in chiesa. All’esterno, si svolge il mercato dei fiori e si trovano diversi negozi di “alta gastronomia”

La Senna, attraversa Parigi e per ammirare la città da una prospettiva differente è possibile navigarla su uno dei famosi Bateaux-mouches.
La Saint Chapelle, arricchita da un eccezionale complesso di vetrate, fatta edificare nella metà del XIII secolo da Luigi IX. Concepita come un reliquiario monumentale, essa accoglieva allora la Corona di spine del Cristo. Decorata da un complesso unico di quindici vetrate e da un grande rosone che forma veri e propri muri di luce, la Sainte-Chapelle rappresenta uno dei gioielli del gotico francese. Infine la Conciergerie, nell’Île de la Cité, eccezionali sale gotiche del primo palazzo reale parigino e ricostruzione delle prigioni del tribunale rivoluzionario.
Da vedere lo storico teatro dell’Opera di Parigi, Place de la Bastille, Place Vendome, il Palazzo dell’Eliseo, residenza del Presidente Macron.

La reggia di Versailles: fatta costruire da Luigi XIV comprende l’appartamento reale, il Museo Storico, la Cappella e gli incantevoli giardini, che occupano un’area di 100 ettari. Qui si trovano moltissime vasche e statue, il Bacino delle Ninfe di Diana, quello dei Dragoni, di Nettuno, il bacino di Apollo, di Latona, il bosco di Domes.
Versailles è il riflesso immediato di questo sovrano e della sua personalità. La visita a Versailles è divisa in tre itinerari: il Castello, il Parco, il Trianon. Luigi XIV si definiva Re Sole e considerava il suo corpo il “Celeste Corpo Reale”. Le stanze sono intitolate ai pianeti e gravitano intorno al Salone di Apollo (Dio del Sole) che serviva da Camera del trono del Re. La visita di questo itinerario inizia dalla Cappella di San Luigi, bianca e dorata, capolavoro di Mansart. Da qui si accede ai saloni dedicati ai pianeti: sono sette ed ognuno aveva una funzione particolare. Il salone dedicato a Diana conteneva un biliardo, gioco in cui Luigi XIV era un campione. Seguono i saloni dedicati a Marte e Mercurio e subito dopo quello del Trono. La grandezza e lo sfarzo di Versailles si scoprono subito dopo, nel Salone degli Specchi che occupa l’intera ala che dà sul giardino. Qui ce ne sono 17, uno di fronte ad ogni finestra. La Galerie des Glaces è seguita dal Salone della Pace e subito dopo da quello Della Regina. Questo salone, composto di 4 stanze, venne abitato da tutte le regine di Francia. Continuando ancora si arriva al Salone delle Battaglie, 33 dipinti che illustrano le vittorie militari francesi, dal 496 al 1809. Nel salone ci sono 82 busti di uomini di guerra e 16 medaglie di bronzo in onore degli eroi morti per la Francia. Quando gli abitanti del Castello diventarono circa 20.000, il Re Sole si fece costruire una residenza poco distante. Era il Grande Trianon, un palazzo in marmo rosa della Linguadoca e marmo verde dei Pirenei. Gli affreschi vennero realizzati da pittori specializzati in botanica e il giardino conteneva circa 96.000 fiori e due milioni di vasi. Dopo la Rivoluzione, il Grande Trianon divenne una delle residenze preferite di Napoleone. Negli anni del 1960 Charles de Gaulle lo fece restaurare. Il Piccolo Trianon venne fatto costruire da Luigi XV, figlio del Re Sole, per incontrare segretamente la sua concubina favorita, Madame de Pompadour che purtroppo non vide mai la fine dei lavori. Spostando enormi masse di terreno e drenando immense paludi, André le Notre creò un percorso nella natura diviso in due assi principali. Il primo parte di fronte al Salone degli Specchi, con la fontana di Apollo che guida il carro del sole (allegoria di Luigi XIV) e continua con le immense vasche del Grand Canal. Tutti i grandi scultori dell’epoca, compreso Bernini, parteciparono alla creazione delle sculture del giardino. I simboli della mitologia si confondono con le favole. Le 32 fontane corrispondono ad altrettante favole di Esopo. L’idea fu di Charles Perrault. Le statue sono circa 300, a cui bisogna aggiungere strani elementi, come il boschetto di conchiglie, il giardino di pietra e le stravaganti lampade.
Testo e foto di Francesca Monti
