Australia, la magnifica terra Down Under: alla scoperta di Melbourne, Sydney, Adelaide

Oggi vi porto in un posto veramente speciale: l’Australia. In questa prima parte andremo alla scoperta di Melbourne, Sydney, Adelaide e dintorni.

“Somewhere over the rainbow, Way up high, There’s a land that I heard of once in a lullaby…Somewhere over the rainbow Skies are blue And the dreams that you dare to dream really do come true”, cantava Julie Garland nel Mago di Oz.

E’ vero, a volte anche i sogni che sembrano impossibili diventano realtà, regalandoti momenti indescrivibili che non potrai mai cancellare dalle pagine del cuore. Il mio sogno era l’Australia, la terra dei canguri e dei contrasti, quelle praterie infinite, che vedevo nel telefilm “Le Sorelle McLeod” e immaginavo di attraversare a cavallo, e quel cielo blu che si specchia nell’oceano nella baia di Sydney. Non so come sia nato il mio amore per questa meravigliosa terra, ma il desiderio di arrivarci nonostante la distanza è cresciuto giorno dopo giorno, finchè dopo quattro anni di attesa e di risparmi, finalmente il 15 luglio 2008, esattamente 9 anni fa, sono partita da Milano Malpensa con un volo Qantas e dopo due scali, a Londra e Hong Kong, e circa 27 ore di volo sono arrivata a Melbourne. Nonostante il viaggio lunghissimo, la gioia per essere atterrata nella terra Down Under era talmente tanta che non mi sembrava nemmeno di essere stata un giorno intero sull’aereo.

Dopo aver trascorso la notte all’ostello Ritz for Backpackers, nel quartiere di St.Kilda, è iniziato il mio viaggio alla scoperta di Melbourne (capitale dello stato del Victoria), una città multietnica, dove si fondono le tradizioni, i colori, i sapori di 140 paesi diversi. Per ogni quartiere c’è un’origine etnica, Carlton ad esempio è un piccolo frammento d’Italia. Melbourne è ricca di negozi, caffetterie nascoste, ristoranti raffinati, è la città dei festival e degli eventi sportivi. E’ attraversata dal fiume Yarra, che divide la città in 2 parti collegate tra loro, grazie ad una serie di piccoli ponti, dalle forme e dimensioni più disparate. Fu inizialmente chiamato “Birrarung” dal popolo dei Wurundjeri che occupò per primo la Yarra Valley, prima dell’arrivo degli inglesi. Acquisì invece il nome Yarra nel 1835, poiché si pensava erroneamente che questa fosse la parola che in lingua aborigena significasse “fiume”. Dopo aver camminato un po’ per il centro della città, verso mezzogiorno sono salita sulla Skydesk, una torre altissima, dove da una piattaforma al 55° piano, raggiungibile in pochi secondi attraverso un ascensore, si ha una panoramica della città a 360°. Uno spettacolo incantevole. Ci sono tantissime cose da vedere a Melbourne. Il Royal Exhibition Building, ad esempio, è stato il primo edificio in Australia ad essere riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’eredità mondiale. La sua costruzione è stata ultimata nel 1880 in occasione della “Melbourne International Exhibition”. Di fronte all’edificio si trovano i Carlton Gardens, anch’essi patrimonio dell’Unesco. In St Kilda Road, si trova invece lo Strine of Remembrance (Santuario o Sacrario delle Rimembranze), uno dei più grandi monumenti di guerra di tutta l’Australia. È stato costruito per commemorare tutti gli uomini e tutte le donne dello stato del Victoria che hanno combattuto nella Prima Guerra Mondiale. Presto però il monumento ha assunto la funzione di ricordare tutte le 60.000 persone australiane che morirono in guerra. La forma dello Shrine of Remembrance ha tratto ispirazione da quella del Mausoleo di Alicarnasso, antica città greca(corrispondente all’attuale Bodrum, in Turchia) in cui si trovava il mausoleo omonimo dove Artemisia II fece costruire la monumentale tomba per il marito Mausolo, intorno al 350 a.C. Da vedere il Melbourne Exhibition Centre, che ospita migliaia di grandi mostre ed esposizioni, la State Houses of Parliament, la sede del Parlamento dello stato del Victoria, i Royal Botanic Gardens di Melbourne, con più di 10000 specie vegetali e oltre 50 mila piante, tra cui alcuni alberi di grande valore culturale, in uno spazio di ben 35 ettari. Alcune di queste piante sono rare, se non addirittura estinte nella natura selvaggia dell’Australia e del resto del mondo. Melbourne Central è invece il fulcro dello shopping, degli uffici e dei trasporti pubblici della città. Al di sotto di un grande cono di vetro è collocata la torre, costruita nel 1890. Poco distante dal centro città si trova Albert Park, un sobborgo caratterizzato da strette strade, caffè all’aria aperta e molti parchi. Il parco principale, chiamato South Park fino al XIX secolo, quando fu rinominato dal principe Albert, è sede del gran Premio di Formula 1 di Australia. La sua particolarità è quella di essere costituito da normali strade cittadine durante tutto l’anno, e di trasformarsi invece in circuito in prossimità dell’evento, attraverso il montaggio di tribune per ospitare il pubblico e il ripristino dei cordoli in prossimità delle curve. Il circuito si snoda intorno al bellissimo Albert Park Lake, particolarmente apprezzato dai pescatori della zona. Per godere di una vista spettacolare sulla città è possibile salire sull’Eureka Tower. Questo splendido grattacielo raggiunge l’altezza di 300 metri, ed è il più alto di tutto l’emisfero australe. Collocato nel cuore del quartiere di Southbank, a pochi passi dal fiume Yarra, offre una visione a 360° dell’intera città, della baia, di tutti i monumenti e degli altri grattacieli principali. In lontananza è possibile addirittura scorgere le montagne.

Una terrazza panoramica collocata all’89º piano permette ai visitatori di godere di un panorama unico, specialmente durante il tramonto del sole e alla sera, quando la luce del sole viene rimpiazzata da una miriade di luci colorate. Il Queen Victoria Market è invece il grande mercato all’aria aperta che da 130 anni costituisce la meta degli abitanti di Melbourne e di molti visitatori stranieri, che vi si recano per ammirare le opere dell’artigianato locale, tra le quali soprattutto i famosi boomerangs, e acquistare souvenirs di ogni genere e valore. Per gli appassionati di sport, tre sono i luoghi imperdibili: il Telstra Dome, questo enorme stadio ospita gli eventi sportivi più importanti della città. Le squadre di Richmond e di Melbourne disputano proprio qui le loro partite della AFL, lega di football australiano, sport tipico dell’Australia e unico al mondo. Il Flemington Racecourse è il luogo d’incontro e scenario di entusiasmanti corse di cavalli, ed è dimora della Melbourne Cup, la più grande e prestigiosa corsa di cavalli australiana. La prima Melbourne Cup è stata assegnata nel 1861, e l’ippodromo è divenuto oggi un patrimonio di eredità nazionale. Il Melbourne Cricket Ground infine è la sede del Melbourne Cricket Club, la più importante squadra della città. È lo stadio più grande di tutta l’Australia, ed è in grado di ospitare ben 90.000 spettatori. Questo stadio ospita ogni anno il “Boxing Day Test Match”. Durante l’inverno, esso diventa anche dimora dello sport più famoso della nazione, il football australiano. Per gli amanti del gioco, è d’obbligo una visita alla Crown Towers e al Casino, un complesso di divertimento e intrattenimento, collocato sulla sponda sud del fiume Yarra, che attira ogni giorno ben 20.000 visitatori da tutto il mondo. Immancabile una visita alla Cattedrale di Saint Paul e a Federation Square, una delle principali piazze di Melbourne.

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E’ arrivato il momento di prendere l’aereo, il mezzo più utilizzato dagli australiani per gli spostamenti interni, viste le grandi distanze che separano le principali città del Continente, per andare nella splendida Sydney. Con il Subbus ho raggiunto l’aeroporto di Avalon, e dopo un volo di un’ora e mezza con la compagnia Jetstar sono atterrata nella capitale del New South Wales. Guardando dal finestrino dell’aereo, erano le 8 del mattino, ho visto la baia e le vele dell’Opera House… tante volte mi ero immaginata come sarebbe stato quel momento in cui avrei finalmente visto quel panorama, ma ammirare il sole che si tuffava nell’oceano con l’Harbour Bridge che osservava la scena era veramente impagabile. Sydney è semplicemente favolosa. Lasciati i bagagli all’ostello Great Aussie Backpackers, a piedi ho raggiunto la baia. Lo scenario è magico, regala emozioni indescrivibili, lascia senza parole. Non riesco ancora a credere di essere in Australia, mi sembra di vivere un sogno. Davanti a me compare l’Harbour Bridge, il famoso ponte che collega la parte vecchia e quella nuova, e la maestosa Opera House con le sue “vele”. Il teatro dell’opera di Sydney costituisce una delle più significative architetture realizzate nel XX secolo e rappresenta un’icona per l’intera Australia. Situato nella baia di Sydney, dotato di un parco di divertimenti a sud e di un grande parcheggio per le autovetture accessibile da Macquarie Street, l’edificio rappresenta una meta imperdibile per i turisti. L’Opera House, progettata dall’architetto danese Jørn Utzon, venne inaugurata dalla regina Elisabetta II il 20 ottobre 1973. L’apertura fu trasmessa in televisione, con fuochi d’artificio e l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven. Nella sala dei concerti si trova il Grande Organo a canne, dotato di 10.500 canne, installato nel 1979. Dal 17 al 20 luglio 2008 a Sydney si è celebrata la Giornata Mondiale della Gioventù. C’era un’atmosfera incredibile, milioni di persone provenienti da tutto il mondo venute in Australia per pregare insieme al Papa Benedetto XVI, artisti di strada, aborigeni che allietavano i turisti con il suono del loro tipico strumento, il didgeridoo. Ho partecipato alla Via Crucis, con le stazioni poste nei luoghi più suggestivi della città e alla Santa Messa nella spianata di Randwich Racecourse. Due eventi bellissimi. Sydney è accogliente, frizzante, solare, vivace, splendida in ogni angolo, dalle vie della moda, come Pitt Street, George Street e la Strand Arcade, una galleria con negozi e caffè, dove sono venduti i tipici cappelli australiani, gli Akubra Hat, alla zona di Harbourside, in cui si possono acquistare souvenirs a prezzi economici. Bellissima la zona di Darling Harbour, una delle maggiori aree di negozi, ristoranti e attività di svago di Sydney. King Street Wharf offre invece una vasta selezione di ristoranti di classe. Cockle Bay Wharf infine è caratterizzata da passeggiate a bordo della baia, con caffé all’aperto, bar e ristoranti. Dall’altro lato dello specchio d’acqua si erge l’Harbourside Shopping Centre, con negozi, ristoranti e fast-food. Assolutamente consigliato un giro nel pittoresco quartiere di The Rocks, la parte storica della città, ricca di testimonianze storiche risalenti all’epoca della deportazione, è un labirinto di vie di arenaria, vicoli ciechi e giardini interni, in cui si affollano negozi, magazzini e case a schiera edificate all’inizio del XIX secolo. The Rocks in passato accolse lavoratori portuali e stivatori, ma oggi è una calamita che attira visitatori internazionali che si riversano nei numerosi negozi, boutique, pub e ristoranti del quartiere. Circular Quay è il punto centrale della città, da dove partono i ferries per spettacolari tour lungo la baia o per escursioni, come ad esempio al famoso Taronga Zoo, che ospita specie animali da tutto il mondo, inclusi gorilla, scimpanzè, oltre alla fauna australiana. Immancabile una visita all’Acquario di Sydney, dove si possono ammirare migliaia di coloratissimi pesci della Barriera Corallina, tra cui il pesce Pagliaccio, che ha ispirato il film di animazione “Nemo”, tartarughe, pinguini, leoni marini, coralli, pletipus. Imperdibile anche il Wildlife Park, in cui è possibile accarezzare e fare una foto ricordo con i koala e le iguane, e vedere i canguri, i wallabies, l’echidna, i serpenti, gli anfibi, spettacolari farfalle, uccelli stranissimi. Con una card dal costo di circa 40 euro è possibile visitare l’Acquario, il Wildlife Park e la Tower of Sydney, (nota anche come torre del centro o torre della AMP), un altro elemento celebre del panorama di Sydney, il secondo edificio più alto dell’emisfero australe, dalla quale si può vedere la città a 360°. Il fiume principale di Sydney è il Parramatta, che entra nel golfo da ovest. Bellissimi i Botanic Garden. Un particolare mi ha colpito: ai Botanic Garden, un cartello recita all’incirca così: “Calpestate l’erba, annusate i fiori, ascoltate il canto degli uccelli e abbracciate gli alberi”, siamo proprio in un altro mondo rispetto all’Italia. Maestosa la Cattedrale di St. Mary, l’edificio sacro cattolico di Sydney, la chiesa madre dell’arcidiocesi della città. La cattedrale è dedicata a Maria, aiuto dei cristiani, patrona dell’Australia. L’edificio, imponente costruzione neogotica caratterizzata da alte guglie e torri, si erge nel centro cittadino, in College Street. La cattedrale di Sydney venne insignita del titolo di basilica minore nel 1930 da Pio XI. Splendide le vetrate colorate, con raffigurazioni di storie della vita di Cristo, della Vergine e dei santi, realizzate tra il 1880 e il 1930 dalla Hardman & Co. Tra le opere d’arte custodite nella cattedrale vi sono gli oli su tavola delle stazioni della Via Crucis, del 1885, una copia della Pietà di Michelangelo, nel transetto ovest, e la tomba dell’Unknown Soldier (milite ignoto), sopra la quale è posta una scultura bronzea raffigurante un soldato morto, opera di G.W.Lambert, commissionata dai marinai e soldati cattolici nel 1928 e inaugurata dall’arcivescovo Kelly il 26 luglio 1931. Per rilassarsi al sole e fare un tuffo nell’oceano, due sono le spiagge nei pressi della capitale: Bondi e Manly. Bondi Beach è facilmente raggiungibile dal centro di Sydney, con cui è collegata anche dal trasporto pubblico. La spiaggia è lunga circa un chilometro, con sabbia fine delimitata ai lati da due scogliere ed è ogni anno è meta di appassionati del surf. Manly Beach è la spiaggia preferita degli abitanti di Sydney. A pochi minuti dalle incantevoli bellezze naturali di Manly, si trovano originali negozi e boutique e una vivace scena gastronomica che permette di fare una sorta di tour della cucina di vari paesi gustando i sapori di tutto il mondo. E di sera è d’obbligo una passeggiata a Kings Cross, il quartiere dei divertimenti più famoso d’Australia. L’atmosfera è animata da locali notturni, musica dal vivo e molteplici attività. In alternativa ci sono la zona di Darlinghurst Road e i locali più chic di Potts Point e Woolloomooloo. Per comprare del buon pesce a prezzi bassi, andate invece al Fish Market, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Una bellissima escursione da fare partendo da Sydney è quella alle Blue Mountains, una regione con paesaggi scenografici, gole boscose e foreste incontaminate, immerse in una bruma azzurra, da qui il nome Blue Mountains. Si trovano a circa 120 km a ovest di Sydney e sono state designate Patrimonio dell’umanità in virtù delle ampie foreste di eucalipto e della biodiversità naturale.
Il pino di Wollemi, la specie di albero più antica al mondo, ad esempio, cresce solo nelle Blue Mountains. La densità della foresta in questa regione è tale che questo albero di 40 metri, che prosperava indisturbato in una valle isolata a meno di 200 km da Sydney, non fu individuato fino al 1994. La formazione rocciosa più celebre della regione, un trio di pinnacoli, è chiamata Three Sisters (tre sorelle); la vista migliore è quella osservabile da Katoomba, il maggiore di 26 paesini e cittadine di questa regione montuosa, che comprendono Wentworth Falls (vicino alla bellissima cascata che porta lo stesso nome), Faulconbridge e Katoomba. La cittadina di Blackheath, ricca di storia coloniale, è famosa per il Festival dei rododendri (Rhododendron Festival), che si tiene ogni anno a novembre. Acquistando un tour organizzato al prezzo di circa 45 euro, ci sarà la possibilità di visitare anche il complesso Olimpico, composto dallo stadio e da tutti gli altri siti che hanno ospitato le Olimpiadi di Sydney 2000.

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La terza tappa del mio viaggio è stata Adelaide, una città piccola ma carina, capitale del South Australia, dove sono ancora vive le tradizioni europee, testimoniate dagli edifici coloniali. Ricca di parchi e chiese, è sede del Museo del Sud Australia, dove sono conservati tantissimi oggetti della cultura aborigena. Adelaide è spesso chiamata la Cittàdelle Chiese (City Of Churches), anche se questo è un riflesso più dell’antica Adelaide che non della situazione attuale. Una voce popolare afferma che per ogni chiesa che veniva costruita, veniva fatto anche un bar per i bisogni dei meno pii. Fin dalle sue origini, Adelaide attrasse immigranti da molte nazioni, in particolare tedeschi che scappavano dalle persecuzioni religiose. Gli immigranti portarono con sé parti di alberi di vite che permisero di fondare le famose zone di produzione vinicola di Barossa Valley. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Italiani, Greci, Olandesi, Polacchi e altri popoli europei si trasferirono ad Adelaide per iniziare una nuova vita, mentre dopo la Guerra del Vietnam arrivarono gli asiatici. Tutte queste culture si fusero insieme formando una ricca e variegata cultura culinaria. Da vedere Victoria Square, il cuore della città. Attorno alla piazza si sono conservati molti edifici governativi, eretti in epoca coloniale, come il Municipio (1866) e la Edmund Wright House, in origine la sede della Bank of South Australia (1887). A ovest della piazza ha sede il Central Market, da oltre 100 anni il più importante centro commerciale della città. Nelle strade intorno al mercato, ristoranti e caffè offrono gustosi esempi di cucina internazionale e multietnica. I grandi magazzini, le boutiques e i negozi di artigianato si trovano nella galleria Adelaide Arcade, su Rundle St, a pochi passi dalla stazione centrale. I più importanti musei della città sono: il Migration and settlement Museum, che testimonia le vicende legate all’immigrazione delle genti provenienti da ogni parte del modo per iniziare in Australia una nuova vita, e il South Australian Museum, sulla centrale North Terrace, ospita diverse collezioni con sale dedicate alla storia naturale del paese e all’arte australiana; di fama internazionale è la ricca collezione di reperti e manufatti aborigeni. Nel centro di Adelaide si possono osservare i quattro maialini in bronzo, che rappresentano uno dei simboli della città, da non perdere la zona dell’Università e il Festival Centre, con il Tulya Wodu Park, caratterizzato da bellissimi cigni neri, fontane, barche, che di sera si illuminano, creando un’atmosfera romantica, e dal lento scorrere del Torrens River. Da Adelaide con l’aereo o il traghetto è possibile recarsi a Kangaroo Island, una delle più belle isole australiane, abitata da canguri e leoni marini e caratterizzata da paesaggi meravigliosi e da una natura incontaminata.

Dopo aver visitato il porto di Adelaide, dove a mezzogiorno è possibile andare a vedere i delfini, prendendo una barca, la Port Princess Dolphin Cruises, con il bus mi sono recata a Glenelg, un piccolo paesino sull’oceano, con una spiaggia bianca, palme e una miriade di negozietti, circa 250, che costeggiano la strada principale, la Jetty Road. Interessante il Museo Marittimo, dove è conservata la torcia delle Olimpiadi di Sydney 2000. Il giorno seguente con il treno sono andata a Gawler, a 42 Km da Adelaide. Dal finestrino si potevano osservare vaste praterie, mucche, pecore, cavalli e mulini a vento, quello scenario che ho visto tante volte nel mio telefilm preferito, “McLeod’s Daughters”, girato proprio in questo grazioso paese. Al Pioneer Park è possibile rilassarsi e fare yoga, mentre percorrendo Murray Street si possono fare acquisti nei vari negozi. E proprio in una lavanderia situata in questa strada ho visto esposto l’abito da sposa utilizzato in un episodio della settima serie del telefilm, oltre a numerose foto degli attori protagonisti. Dopo aver preso i bagagli ho lasciato l’ostello Tatts for backpackers e ho raggiunto l’aeroporto. La prima parte del mio viaggio in Australia, alla scoperta delle grandi città del sud, è terminata, ora inizia la seconda, ancora più bella, dedicata alle meraviglie della natura. Domani vi porterò alla scoperta dell’Ayers Rock e di molto altro. Stay tuned!

Testo e foto di Francesca Monti

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