Whitney Houston, il canto del cigno

di Carlo Zannetti

“Il canto del cigno” é un’espressione che nel gergo del tanto spietato, quanto affascinante mondo dello spettacolo, descrive l’ultimo capolavoro di grande successo pubblicato da un artista. E’ una “perla” che precede la fase di declino di una carriera. Un’antica leggenda . E’ la favola del cigno che non sarebbe da considerarsi un animale muto, perché in grado di cantare una stupenda, disperata e lacrimosa canzone, poco prima di morire. Quando penso a questa vecchia mitologia, chissà perché, mi viene in mente lei , la sua voce e la sua fantastica interpretazione , anche se questo  é  il caso di un brano eccezionale che non prelude ad un vero e proprio tramonto.

Era il 1992. La canzone  “I will always love you” usciva come colonna sonora di un film intitolato “The Bodyguard – Guardia del corpo”. Lei era l’infinita, Whitney Houston.

L’interpretazione é incommensurabile, la sua voce é una sinfonia di suoni che dipinge una passionalità non comune e che forse tradisce, quella forte sensibilità emotiva che contraddistingue le persone molto vulnerabili, anzi, troppo vulnerabili.

Quel 1992, per Whitney  fu un anno di grandi decisioni e di accadimenti che avrebbero influenzato in modo cruciale il corso  della sua vita privata e  di riflesso avrebbero anche stravolto  quello della sua attività professionale. In quel periodo stava preparando il matrimonio con un uomo che aveva conosciuto tre anni prima, che si chiamava e si chiama Bobby Brown, un cantante con una voce bellissima e con un comportamento molto strano. Un uomo del quale lei si era innamorata.

Nello stesso anno scoprì anche di aspettare una figlia.

Chissà a chi pensava la  celeberrima cantante statunitense quando cantava quella “I will always love you” che in italiano si traduce in “ Io ti amerò per sempre”. Forse a Michael Jackson con il quale ebbe un’intensa storia d’amore durata due anni.

In realtà si trattava di una reinterpretazione di un magnifico brano scritto nel 1974, da una donna di nome Dolly Parton, una cantautrice statunitense che si conquistò l’appellativo di “Regina del Country” per via dei suoi innumerevoli successi ottenuti in quel genere musicale, con singoli ed album ai vertici delle classifiche americane.

Fu proprio l’attore Kevin Costner che recitava insieme a Whitney in quel film ad indicare quella canzone al regista Mick Jackson.

“Se io dovessi rimanere con te, finirei solo per intralciare il tuo percorso. Quindi andrò via, anche se io so che penserò a te ad ogni passo della mia strada. Ed io…per sempre ti amerò. Dolci ed amari ricordi, é questo tutto quello che porto con me. Quindi addio, per favore non piangere, perché entrambi abbiamo capito che io non sono la persona di cui tu hai bisogno. Ed io…ti amerò per sempre. Spero che la vita ti tratti con gentilezza, spero che tu possa avere tutto ciò che sognavi e ti auguro gioia, felicità ma soprattutto ti auguro di amare. Ed io…ti amerò per sempre”. (I will always love you).

Whitney Houston, é stata una delle donne di maggior successo discografico del mondo, con un complessivo di album e di singoli venduti , pari a circa 200 milioni di copie. Un’ artista che ha conquistato il cuore di milioni di persone  e che ha vinto sei Grammy Awards .

Sono da ricordare altri suoi successi memorabili come : “You give good love”, “I wanna dance with somebody”, “Greatest love for all”, “Saving all my love for you”, solo per citarne alcuni.

Ma nel 2012 il dramma. Il signor Robert Barisford Brown in arte Bobby Brown piangeva a dirotto perché sua moglie era stata trovata morta in un hotel di Beverly Hills. Whitney aveva solo 48 anni. Erano stati sposati la bellezza di  quattordici anni ed il 4 marzo del 1993 avevano avuto anche una figlia che si chiamava Bobbi Kristina Brown.

Bobby era disperato.

Le lacrime lavano solo la superficie esterna degli occhi ma non possono cancellare le brutte immagini che rimangono imprigionate per sempre nella pupilla. In quel caso i suoi occhi avevano fotografato le fasi di un’assurda violenza sfogata nei confronti della moglie e di se stesso. Immagini nere che rimarranno impresse nei suoi occhi e nella sua coscienza per sempre. Bobby era ed é responsabile di alcuni maltrattamenti subiti dalla fragile Whitney ed aveva avuto denunce, oltre a relative condanne, per i suoi folli comportamenti derivati dall’abuso di sostanze stupefacenti.

La violenza  attuata nei confronti delle persone e degli animali é una cosa orrenda.  Un atto ignobile di cui pentirsi per tutta la vita. E’ meglio pensarci prima.

Nel 2015 se ne é andata anche la loro figlia, morta all’età di soli 22 anni.

Un’altra triste storia , che per l’ennesima volta rinnova in noi  il ricordo di tante altre vicende simili a questa, che hanno visto superstar del mondo dello spettacolo alle prese con una lacerante, sfortunata e deludente vita privata.

E’ il successo che a volte può trasformarti in un malvestito solitario senzatetto che si rispecchia nel lucido vetro della lussuosa vetrina di uno dei più grandi e famosi negozi di costosissimi abiti alla moda in un inverno newyorkese.

Ma quando ascolto la sua voce, la leggenda del canto del cigno  continua a rimbalzare nella mia mente.  Un cigno di nome Whitney, un simbolo di arte raffinata e di vera purezza di cuore.

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