Alla scoperta della Puglia Imperiale: Trani e Bari

Il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze dell’Italia ci porta oggi in due splendide città della Puglia Imperiale: Trani e Bari.

Antico centro marittimo e mercantile, Trani è fatta di pietra rosea estratta dal suo stesso sottosuolo e conquista il visitatore con magnifici luoghi, come la Cattedrale sul mare, il borgo antico, il quartiere ebraico con le sue tre sinagoghe, il Castello Svevo per tre quarti sull’acqua, i palazzi nobiliari, le antiche chiese e il Tribunale. La nostra visita a Trani inizia dalla Cattedrale di San Nicola che è stata fondata nell’XI secolo per accogliere le reliquie del giovane pellegrino greco, morto a Trani. Sorge sul luogo di un antichissimo episcopio, sulla cui area fu edificata l’attuale cripta dedicata a S. Maria. La Chiesa comprende diversi edifici di culto, sistemati su tre livelli: la chiesa vera e propria è quella superiore, al di sotto della quale sono situate le due “cripte” di S. Maria e di S. Nicola Pellegrino, a loro volta sovrastanti l’antico sacello di S. Leucio. Il campanile risale al XIII secolo. La Cattedrale è costituita da 42 crociere sostenute da 28 colonne in marmo greco, sormontate da capitelli realizzati con la stessa pietra. Il 25 aprile 2002 la Cattedrale di San Nicola Pellegrino è stata proclamata dall’UNESCO “Monumento messaggero di una cultura di pace”. Vicino alla Cattedrale è situato il Museo Diocesano.

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La seconda tappa è stata il meraviglioso Castello Svevo, uno degli esempi più belli di fortificazioni fatte erigere in Puglia da Federico II di Svevia. La costruzione, fondata sulla linea di costa del mare Adriatico, fu iniziata nell’anno 1233. Le opere di fortificazione del Castello, condotte da Filippo Cinardo, conte di Conversano e di Acquaviva, e dal tranese Stefano di Romualdo Carabarese, furono concluse nel 1249, come si legge in un’iscrizione sul lato nord, presso l’antica porta a mare. Dimora prediletta di Manfredi, figlio di Federico II, che vi celebrò le sue seconde nozze con la giovanissima “principessa venuta dal mare”, Elena d’Epiro, con gli Angioini fu sottoposto ad ulteriori lavori, sotto la direzione di Pierre d’Angicourt. Nel XV e XVI secolo subì deturpazioni ed aggiunte, che lo portarono alla configurazione attuale. Con Carlo V ne fu ristrutturata l’ala sud. Attualmente appartengono all’originario nucleo svevo solo il mastio con tre torri angolari e la cortina verso il mare; la parte in direzione della città è caratterizzata dall’intervento cinquecentesco. Proseguendo la visita a Trani ci siamo recati alla chiesa d’Ognissanti, meglio nota come la chiesa dei Templari, costruita nella prima metà del XII nel cortile dell’Ospitale dei Templari, ai quali appartenne fino alla soppressione dell’ordine. Si affaccia sul porto ed è riconoscibile dalle piccole absidi, ornate da un raffinato finestrone. Dopo una passeggiata sull’affascinante Lungomare Cristoforo Colombo, dove sono attraccate le imbarcazioni dei pescatori, abbiamo raggiunto la Villa Comunale di Trani, risalente al XIX secolo,  in piazza Plebiscito, affacciata sul mare e con una splendida vista sulla Cattedrale. Quindi abbiamo raggiunto Palazzo Caccetta, costruito nel 1456 su commissione di un commerciante di Trani, Simone Caccetta, esempio della neonata architettura rinascimentale in Puglia. La tappa successiva è stata la chiesa di San Giacomo, un notevole esemplare dell’architettura romanica pugliese, per la ricchezza e la singolarità del suo corredo scultoreo, proseguendo poi con la visita della Chiesa di Santa Chiara, della Chiesa di Sant’Anna, che anticamente era la sinagoga di “Scola Grande”, costruita nel 1247, e della Torre dell’Orologio, edificata a spese del Comune nell’anno 1473, che sorge accanto alla chiesa di San Donato. Infine abbiamo visitato l’abbazia di S. Maria di Colonna, che si trova fuori dalla città. Fu fondata dai Benedettini nel 1098 e data ai francescani nel 1427 a cui rimase fino alla fine del 1800 quando perse il suo uso religioso e passò al Comune. La struttura ha mura fortificate e ospita all’interno una bella chiesa romanica.
Tra le feste che si svolgono a Trani vi sono i festeggiamenti per il Patrono della città, San Nicola Pellegrino, che si celebrano tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, coronati dalla processione e accompagnati da eventi culturali e religiosi e da bancarelle in centro, luna park, fuochi d’artificio. La Patrona dei Marinai e dei pescatori, la Madonna del Carmine, viene invece festeggiata il 16 luglio. Nella chiesa della Madonna del Carmine sono custoditi gli ex voto della gente di mare graziata dalla Madonna. Si tratta di oggetti preziosi lasciati in segno di ringraziamento per la grazia ricevuta.  A maggio si tiene invece, nel Monastero di Colonna, una rinomata mostra dell’Antiquariato. Ogni martedì c’è infine un mercato in Corso Vittorio Emanuele, che ha origini antichissime, risale infatti secondo alcuni documenti storici al 1400.

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Il nostro viaggio è proseguito alla volta del capoluogo pugliese, Bari, antico crocevia del Mediterraneo, che offre al visitatore numerosi luoghi di interesse. La città è divisa in due parti distinte: vecchia e nuova. La parte nuova si è sviluppata a partire dagli inizi dell’Ottocento, quella più antica ospita i più importanti monumenti medievali e rinascimentali, tra cui la Cattedrale romanica, la Basilica Romanica di San Nicola, il Castello di Federico II e la Chiesa di San Ferdinando. Nell’esplorare la città ci si accorge che le due parti del centro urbano, antico e nuovo, sono separate da una linea ben distinta: è quella dell’ampio viale alberato di Corso Vittorio Emanuele III, che collega la Piazza Garibaldi al porto vecchio. La parte nuova si riconosce per le lunghe e larghe strade costruite durante il boom urbanistico e si estende fino alla Fiera del Levante e all’area industriale.

Bari Vecchia sorge su una sottile penisola adiacente al porto, è un labirinto di luci e vicoli irregolari. Qui si trovano 40 chiese e più di 120 templi, botteghe artigiane, giovani, pescatori, palazzi disabitati e anziani che chiacchierano seduti davanti all’uscio di casa. Suoni, colori, profumi, che rispecchiano la parte più bella, vera ed affascinante di Bari. L’elegante ingresso alla città vecchia è Piazza del Ferrarese, che deve il proprio nome al mercante Stefano Fabri, originario di Ferrara e vissuto a Bari nel XVII secolo. A sinistra della piazza si può ammirare la Sala di Murat, che ospita mostre di arte contemporanea, mentre a destra si trova il vecchio mercato del pesce al coperto. La nostra visita alla città inizia dalla Basilica di S. Nicola, dedicata al patrono della città, in stile romanico pugliese, che custodisce nella cripta interna le spoglie dell’amato santo originario dell’Anatolia, noto per aver dato vita alla figura di Santa Claus, il nostro Babbo Natale. La struttura architettonica è imponente e la basilica è un’importante meta di pellegrinaggio, sia per i cattolici romani che per quelli ortodossi, provenienti dall’Europa orientale. La Basilica di San Nicola si estende a cavallo di quattro piazze note come Corti del Catapano perché si ritiene che un tempo il palazzo del “catapano”, ovvero del governatore bizantino, sorgesse proprio lì. L’edificio presenta alcuni splendidi dettagli ornamentali, come la Porta dei Leoni sul lato nord, decorata con bassorilievi raffiguranti una serie di scene cavalleresche. Nel giorno della Festa di San Nicola, il 6 dicembre, è tradizione estrarre dalla tomba del santo un po’ di mirra, che si crede trasudi dalle reliquie, e che sia miracolosa. I contenitori con all’interno la mirra vengono poi inviati e usati in tutto il mondo.

La Cattedrale di Bari è un’altra importante struttura religiosa e architettonica, dedicata a San Sabino di Canosa, fu iniziata in stile bizantino nel 1034, ma distrutta nel 1156. Un nuovo edificio venne costruito tra il 1170-1178, in parte ispirato a quello di San Nicola. Della struttura originale rimangono solo alcune tracce della pavimentazione del transetto. L’architettura visibile oggi è quella romanica e si caratterizza per la facciata con i tre portali. La cripta ospita le reliquie di San Sabino e l’icona della Madonna Odigitria. La tappa successiva è stata il Castello Svevo-Normanno, che fu eretto da Ruggero II di Sicilia intorno a 1131. Distrutto nel 1156, fu ricostruito da Federico II di Hohenstaufen. Oggi ospita una galleria d’arte con esposizioni temporanee.

Dopo una passeggiata sul bellissimo lungomare Imperatore Augusto, ci siamo recati in Piazza Mercantile, l’antico centro commerciale, dominata dal rinascimentale Palazzo del Sedile e dalla Colonna Infame della Giustizia, che nell’antichità serviva da gogna per i cittadini che andavano in rovina finanziaria. Da vedere anche il faro, le chiese di San Gregorio, la chiesa del Carmine e la chiesetta di San Marco, nel Quartiere Veneziano, i resti della chiesa di Santa Maria del Popolo, d’età paleocristiana, e quelli della chiesa di Santa Scolastica.

Bari Nuova, risalente all’Ottocento, presenta invece importanti testimonianze artistiche come il Teatro Petruzzelli, risalente al XIX secolo, il Palazzo della Prefettura, il Teatro Piccinini e il Corso Cavour, che caratterizzano la parte più moderna della città. Da visitare anche la Pinacotecacittadina, per ammirare alcuni dipinti di pittori celebri come Tintoretto, Giordano e Bordone.

Bari è una città splendida, ricca di arte, cultura, magia e di una buonissima gastronomia, dal pesce freschissimo, ai frutti di mare, dalla carne alle verdure che vanno a comporre tipici piatti come l’ ‘ncapriata’, agnello cucinato in diverse maniere, le famose orecchiette, i cavatelli, pasta fatta in casa, la melanzanata, il tutto condito dal pregiato olio d’oliva che viene prodotto nei dintorni.

Testo e foto di Francesca Monti

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