Tropea, la perla della Calabria

Oggi andiamo alla scoperta della meravigliosa città di Tropea, la perla del turismo calabrese, che sorge a metà strada tra Nicotera e Pizzo Calabro, che delimitano la “Costa degli Dei” o “Costa Bella”. Tropea si divide in due parti: quella superiore, costruita su una roccia a picco sul mare, e quella inferiore chiamata “La marina” che si trova a ridosso del mare e del porto. Le notizie riguardo la sua fondazione sono avvolte dal mistero. C’è chi la vuole fondata da Scipione l’Africano, di ritorno a Roma dopo la vittoria su Cartagine; chi afferma che ha origini più remote che si perdono nei tempi di antiche popolazioni come gli Ausoni, i Brezii Aprustini, gli Enotri e gli Osci. Secondo la mitologia, invece, fu Ercole, di ritorno dalla Spagna, a fondare la città. Nel periodo normanno e poi in quello aragonese, Tropea acquistò un ruolo di primaria importanza nell’attività marinara. Delle varie epoche storiche, conserva tracce nel suo centro storico, uno dei più caratteristici della Calabria. E’ il comune più piccolo per estensione del Vibonese, al centro tra i golfi di Gioia e di S. Eufemia. Per la sua bellezza paesaggistica e urbanistica è visitata ogni anno da migliaia e migliaia di visitatori, provenienti da ogni parte del mondo. Tra le sue splendide spiagge ricordiamo quella del Cannone, la più piccola del litorale Tropeano, situata in una posizione nascosta dietro il molo nord del porto turistico e separata dalle altre spiagge dallo scoglio S. Leonardo; la Spiaggia della Rotonda, la più bella della città, delimitata a destra dallo scoglio di San Leonardo, la Spiaggia Marina dell’Isola, la Spiaggia della Linguata, quella del Convento, la Spiaggia Passo Cavalieri e la Spiaggia l’Occhiale.

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Iniziamo a scoprire Tropea da via Boiano, la più suggestiva delle strade della città vecchia, lungo la quale sono situate Villa Braghò e il Palazzo Toraldo di Francia, che conserva un importante archivio ed una raccolta privata di epigrafi cristiane del IV-V secolo. Di notevole interesse è il centro storico, con i palazzi nobiliari del ‘700 e dell’ ‘800 arroccati sulla rupe a strapiombo sulla spiaggia sottostante e i caratteristici portali. Alcuni sono dotati di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, che veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea. Quindi ci affacciamo da una terrazza in Corso Vittorio Emanuele e davanti a noi appare uno spettacolo meraviglioso, che sembra uscito da un sogno: il mare blu, la spiaggia bianca con la rupe sulla sfondo, e il simbolo della città, il bellissimo Santuario dedicato a Santa Maria dell’Isola, adagiato sullo scoglio di San Leonardo. Questa chiesa è di origine medievale e alcuni ritengono che sia sorta su una cella basiliana del IV secolo d. C. Nel 1077 papa Urbano II la assegnò all’abbazia di Montecassino. Rifatta in stile gotico e riconsacrata il 23 aprile del 1397, subì diversi restauri nel corso dei secoli e fu poi definitivamente ricostruita dopo il disastroso terremoto del 1905. La chiesa presenta numerose testimonianze storiche che ne hanno preservato il fascino nonostante i rimaneggiamenti subiti nel tempo. La storia del santuario infatti è raccolta in un piccolo Museo, che si trova all’interno della chiesa, dove sono conservati anche i resti di un sepolcro marmoreo del Trecento, dotato di un rilievo figurato e diverse statue di pregevole fattura. Sotto l’isola si apre un passaggio, “La grotta del Palombaro” che collega la spiaggia della Rotonda con quella della Linguata. La chiesa è meta di pellegrinaggi il 15 agosto (con processione sul mare) e l’8 settembre. La tappa successiva è stata la Cattedrale di Tropea, di fondazione normanna, restaurata nel 1926-29. Al suo interno conserva un grande Crocifisso della fine del sec. XV, detto “Crocifisso nero” dal colore del legno; il sepolcro della famiglia Gazzetta (1530), la Madonna del Popolo, la statua in marmo di Fra’ Angelo da Montorsoli (1555), il ciborio del vescovo Pietro Balbo, sopra il quale si trova la Madonna della Libertà; la Madonna di Romania, protettrice della città, venerata da secoli e proclamata patrona di Tropea. Il quadro al centro dell’abside maggiore della cattedrale di Tropea, è un rifacimento d’una Icona Bizantina più antica; l’appellativo di Romania è connesso al racconto che fa provenire il Quadro dall’Oriente. L’icona, di provenienza bizantina, databile intorno al 1330, venne trafugata da marinai tropeani ad una imbarcazione che arrivava dall’Oriente-bizantino; per questo venne denominata Madonna della Romania. Il vescovo del tempo, lo spagnolo Mons. Ambrogio Corduba, domenicano, per diverse notti avrebbe sognato la Madonna che gli avrebbe manifestato il desiderio di essere portata in processione per le vie della città, avvertendolo di un terremoto che avrebbe devastato la Calabria. Così il 27 Marzo 1638 il vescovo istituì una processione di penitenza, che coinvolse tutto il popolo tropeano. Proprio in quel momento si scatenò il terremoto che non procurò alcun danno a Tropea. Da un altro terremoto, molto più forte e tragico del precedente, furono salvati i tropeani: quello del 1783 che investì la Calabria intera, ridisegnandone l’immagine geo-fisica. Da questo avvenimento si rafforzò la devozione di Tropea per la Madonna di Romania, che venne proclamata protettrice della città e viene festeggiata il 27 Marzo. Di notevole interesse sono anche la Chiesa di San Francesco D’Assisi del XIII secolo, ricostruita nei Seicento, la Chiesa quattrocentesca dell’Annunziata, la Chiesa di Santa Maria della Sanità, la Chiesa del Calvario Rosario (1618), quella del Purgatorio (1847), la Chiesa del Carmine (1569), la Michelizia, dedicata alla Madonna della Neve, la chiesa di S. Francesco di Paola, la Chiesa del Gesù e quella di S. Caterina. Il 29 gennaio 2012 patrocinata dal Comune di Tropea è stata inaugurata la Sede Sociale con mostra permanente di Modellismo Ferroviario a cura del “Gruppo Fermodellistico Tropeano” presso la Biblioteca Comunale “Albino Lorenzo”. Da visitare inoltre il museo privato degli antichi mestieri di Calabria e delle macchine automatiche.
Tropea è dotata di un porto turistico di recente costruzione, da dove è possibile raggiungere le Isole Eolie, in particolare il vulcano Stromboli, quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale. Un’altra interessante escursione è quella a Capo Vaticano, appartenente al comune di Ricadi, che vanta panorami mozzafiato, grazie ad una costa molto frastagliata, le cui spiagge, tante piccole baie, sono raggiungibili attraverso sentieri scavati nella roccia o solo via mare, fondali ricchi di flora e fauna, dove vive la popolazione ittica più numerosa e variegata d’Italia, e il faro, da dove si può osservare tutta la costa sud Tirrenica della Calabria, le Isole Eolie e lo Stretto di Messina.

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I negozi di Tropea vendono tantissimi prodotti tipici e artigianali, tra cui la cipolla rossa di Tropea, un ortaggio DOP (denominazione di origine protetta) che si coltiva in questa zona da più di duemila anni. Fu importata dai Fenici, e da oltre un secolo contribuisce allo sviluppo socio-economico della zona. Già Plinio il Vecchio in “Naturalis Historia”, elencava trenta disturbi curabili con la cipolla e la scienza medica non lo smentisce. Oltre alle sue proprietà antisettiche, questo pregiato bulbo è impiegato in dermatologia. La dolcezza, il profumo delicato e la leggerezza, dovuti alle peculiarità morfologiche del terreno, la rendono ricercatissima e famosa in tutto il mondo. La cipolla rossa è alla base della gastronomia meridionale, in cui è servita sia cruda, sia come ingrediente principale d’insalate e condimenti vari. Altri prodotti tipici della zona sono i pomodori secchi, le melanzane, le olive, gli infilati di peperoncino, la deliziosa mousse di cipolla, da accompagnare ai formaggi, il guanxi, eccezionale salsa piccante per sughi e crostini, la ‘nduja di Spilinga, la bomba vaticana, salsa piccante a base di cipolla per crostini e pizze, il formaggio Pecorino del Poro, l’olio extravergine di oliva, i vini (come ad esempio il Bivongi, il Donnici, il Lamezia, il Pollino, il Cirò) e la fileja, la tipica pasta fresca calabrese. Di notevole importanza anche l’artigianato locale, con i pregiati manufatti in terracotta.

testi e foto di Francesca Monti

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