Matera, la meravigliosa Città dei Sassi

Carlo Levi e Giovanni Pascoli parlando di Matera dicevano rispettivamente: “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza“; e “Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia“.

Oggi andiamo alla scoperta di Matera, la Città dei Sassi, una delle perle della Basilicata.

Una volta arrivati, il panorama che appare di fronte a noi è qualcosa di straordinariamente meraviglioso, con le abitazioni scavate nella roccia calcarea che regalano una sensazione magica. Il Sasso Caveoso è uno dei due “Sassi di Matera”, antichi quartieri costruiti nella roccia e strutturati su più livelli, seguendo una struttura verticale costituita da terrazzamenti, scalette e stradine che mettono in comunicazione tra loro i vari “vicinati”, i luoghi di aggregazione sociale dei Sassi.

DSCF8504

Inizialmente le abitazioni erano semplici grotte; poi, con i materiali di risulta dello scavo, sono stati costruiti i cosiddetti “lamioni”, ambienti con la volta a botte che avevano lo scopo di prolungare verso l’esterno la superficie della grotta. La maestosa Cattedrale di Matera, risalente al XIII secolo, è un notevole esempio di stile romanico-pugliese. La facciata principale è caratterizzata da un rosone a 16 raggi sormontato dall’arcangelo Michele e, in basso, da un portale con una statua della Madonna della Bruna (protettrice, assieme a S. Eustachio, della città di Matera) nella lunetta.
La facciata laterale della cattedrale è abbellita da due portali monumentali: la “porta dei leoni” e la “porta di piazza”, sormontata dal bassorilievo di Abramo, padre delle tre religioni monoteiste, tutte presenti a Matera all’epoca della costruzione della cattedrale. Tra le due porte è presente una monofora, finemente decorata, contenente il sarcofago del giudice Saraceno.
L’interno presenta un affresco duecentesco della Madonna della Bruna attribuito a Rinaldo da Taranto, un presepe cinquecentesco in pietra, opera di Altobello Persio, un altare dedicato a San Giovanni da Matera con un sarcofago contenente le spoglie del santo, l’affresco del Giudizio finale, attribuito a Rinaldo da Taranto.
Il campanile quadrangolare, alto 52 metri e visibile in tutto il centro storico, ha 7 campane accordate in mi bemolle. Il Sasso Barisano ha una struttura simile al Caveoso ma si differenzia da quest’ultimo in quanto le facciate degli edifici sono più curate ed evolute dal punto di vista architettonico. Il sottosuolo del centro storico di Matera è attraversato da un acquedotto scavato nella roccia, formato da canalizzazioni, vasche di decantazione e “palombari”, immense cisterne d’acqua, talmente grandi da essere definite “cattedrali d’acqua”.
Questo complesso sistema di raccolta delle acque parte dalla collina di De Montigny, dove oggi sorge il castello Tramontano, e attraversa tutto il centro storico.

La Chiesa di San Giovanni è l’unico esempio a Matera di chiesa preservata nella originaria architettura romanica sia all’interno che all’esterno. Fu completata nel 1233, inizialmente era conosciuta come Santa Maria la Nova e ospitava nove monache arrivate a Matera da Accon.
Nel ‘400 la chiesa fu abbandonata, essendo il luogo ritenuto pericoloso a causa di frequenti scorribande. Nel 1610 la facciata principale della chiesa venne inglobata nella struttura dell’ospedale costruito accanto e nel 1695 venne riaperta al culto con il nome attuale di San Giovanni Battista. Il Monterrone è una grande rupe calcarenitica situata nel cuore del Sasso Caveoso. Nella parte alta della rupe sono presenti due bellissime chiese rupestri: Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone. Santa Maria de Idris presenta una facciata costruita in muratura e una parte scavata che conserva ben poco della struttura originaria. Tra gli affreschi presenti ci sono una Madonna con Bambino e La conversione di Sant’Eustachio. Questa chiesa è collegata, tramite un cunicolo scavato nella roccia, alla cripta rupestre di San Giovanni in Monterrone, utilizzata in passato anche come battistero. In quest’ultima chiesa sono presenti numerosi affreschi databili tra il XII e il XVII secolo, tra cui un Cristo Pantocratore, San Giovanni Battista, San Nicola, un palinsesto che mostra su uno strato il volto di Sant’Andrea e su un altro i frammenti di una Vergine con bambino; in una nicchia sono visibili le figure di San Giacomo e San Pietro.
Sulla cima del Monterrone si trova una grande croce in ferro.

DSCF8500

Matera, per la particolarità e la bellezza del suo paesaggio, è stata il set di molti film girati da famosi registi, come Pier Paolo Pasolini, che qui ambientò il Vangelo secondo Matteo (1964). Vanno ricordati anche King David (1985) di Bruce Beresford e La Passione di Cristo (2004) di Mel Gibson, ma anche la fiction andata in onda su Rai 1 pochi mesi fa “Sorelle” di Cinzia Th Torrini, con Anna Valle, Loretta Goggi, Ana Caterina Morariu e Giorgio Marchesi. La vicinanza tra Basilicata e Puglia fa sì che le due regioni si influenzino a vicenda negli usi, nei costumi e nella gastronomia. La cucina materana e quella pugliese hanno diversi punti in comune, come per esempio la preparazione delle orecchiette, condite con i cavoli, le cime di rapa o con mollica di pane ed uva sultanina. Dal 15 agosto in poi a Matera si prepara il cotto di fichi, un composto che viene cucinato quando i fichi hanno raggiunto il massimo della maturazione e seguendo una procedura particolare. Il fungo cardoncello è un altro prodotto tipico della zona, mangiato crudo con ricotta, limoni e olio d’oliva o cucinato in diversi modi. Altri piatti tipici sono legati ad eventi religiosi: il Lunedì dell’Angelo si cucinano i cardi con cacio ed uova e i dolci con fichi e miele. Per gustare prelibati piatti di pesce bisogna spostarsi invece nella zona del Metapontino.

testo e foto di Francesca Monti

Rispondi