Inizia oggi un viaggio in cinque tappe che ci porterà alla scoperta di alcune splendide località della Sicilia. La prima tappa ci porta a Trapani e all’Isola di Favignana, la farfalla delle Egadi.
Trapani è una splendida città che si trova nella parte occidentale della Sicilia e sorge in una zona pianeggiante che si allunga a ridosso del mare e termina con due punte occupate rispettivamente dalla Torre di Ligny, edificata nel 1671 e dalla quale si gode di una panoramica incantevole della città e delle Isole Egadi, e da un lazzaretto, oggi sede della sezione locale della Lega Navale Italiana. Poco distante, in mezzo al mare, è situata la Colombaia, o “Castello di Mare” uno dei simboli della città.
Il nostro viaggio nel capoluogo siciliano inizia dal grande complesso dell’Annunziata. Alle spalle dell’altare principale si trova la Cappella della Madonna a cui si accede attraverso un arco rinascimentale. Nelle vicinanze è situato il Museo Regionale “A. Pepoli”, che ha sede nei locali dell’ex convento dei Padri Carmelitani, un grande edificio costruito nel secolo XIV, che, dopo gli ampi rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, assunse il suo assetto attuale solo nel XX secolo. È intitolato al suo fondatore, il conte Agostino Pepoli, che lo creò tra il 1906 e il 1908 e raccoglie opere della collezione privata del conte, oggetti di proprietà comunale provenienti dalle soppresse corporazioni religiose, la “quadreria” donata dal generale Giovan Battista Fardella alla sua città nel 1830, gran parte della collezione del conte Hernandez, nonché manufatti di vario tipo donati da cittadini trapanesi ed opere eterogenee acquistate sul mercato antiquario, reperti archeologici donati dal Museo Nazionale di Palermo, cimeli storici della Biblioteca Fardelliana e ceramiche dell’Ospizio Marino “Sieri Pepoli” di Trapani. È uno dei pochi musei in Sicilia a possedere una qualificata raccolta di “arti decorative e applicate”, che documenta la fervida attività dei maestri trapanesi specializzati nella lavorazione di corallo, avorio, conchiglie, pietre dure, oro e argento, attraverso presepi, oggetti con corallo, cammei e manufatti in altri materiali pregiati. Tra le collezioni di opere in corallo figurano la pregevole Lampada pensile, opera realizzata nel 1633 e firmata dal trapanese Frà Matteo Bavera, e lo splendido Crocifisso, celebrato dalle fonti per l’estrema perizia della sua fattura e l’eccezionalità delle sue dimensioni. Il Museo custodisce inoltre una sontuosa collezione di gioielli, in gran parte proveniente dal Tesoro della Madonna di Trapani, un tempo custodito dai frati carmelitani nell’attiguo Santuario di Maria SS. Annunziata. La raccolta nasce dall’omaggio di re, principi, nobildonne, prelati, semplici fedeli al celebre simulacro della Vergine, storica meta di pellegrinaggi ed oggetto di intensa devozione. Nella sezione dedicata alle arti decorative figurano anche le celebri figurine da presepe in legno tela e colla prodotte da maestri trapanesi specializzati in tale tecnica; tra questi fu famoso Giovanni Matera (1653-1718), che produsse piccoli capolavori carichi di intensa e drammatica espressività.
Nel centro storico di Trapani si susseguono una serie di chiese di notevole interesse: la chiesa di San Francesco d’Assisi, la chiesa dei Cappuccini, la chiesa di San Pietro e quella del Purgatorio.Procedendo in corso Vittorio Emanuele, si incontrano la Cattedrale, dedicata a S. Lorenzo ed edificata nel seicento su un precedente edificio trecentesco. Una delle vie più belle della città, via Garibaldi, vanta la presenza di chiese ed edifici settecenteschi, come Palazzo Riccio di Morana, coronato da statue, Palazzo Milo e la Badia Nuova (S. Maria del Soccorso), una delle chiese più antiche di Trapani, Palazzo Senatorio (o Cavarretta), la cui facciata è su due ordini scanditi da colonne e statue e la Torre dell’orologio di origini duecentesche. In via Libertà, sono situati invece la chiesa del Carmine, di stile rinascimentale fondata dai Padri Carmelitani, Palazzo Fardella e Palazzo Sanseverino.


Dopo una passeggiata lungomare e una squisita granita al pistacchio, ci siamo diretti a piedi verso la Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, che copre il territorio compreso fra le città di Trapani e Paceco e che abbiamo raggiunto a piedi dopo circa un’ora di strada.
Qui le strutture create secoli fa per la lavorazione del sale si sono fuse armoniosamente con il paesaggio naturale per dare vita ad un ambiente unico e suggestivo. La Riserva, situata nei pressi del Mulino Stella, è stata istituita nel 1995 per proteggere una delle ultime zone umide ancora presenti nella Sicilia occidentale.
Da allora i suoi 986 ettari, divisi fra riserva e pre-riserva, sono affidati alla cura del WWF Italia.
Al tramonto, quando cala il sole, ognuna delle vasche assume una tonalità diversa, dal rosa intenso al rosso e al dorato, regalando uno spettacolo molto suggestivo. Tutta questa zona è stata dedicata all’estrazione del sale dal mare, tuttavia alcune specie vegetali sono riuscite ad adattarsi e a sopravvivere, come ad esempio la Salicornia, l’Halimione portulacoides, la Suaeda, l’Atriplex alimus, la Frankenia pulverulenta, il Limonium avei e il Bupleuro, ma anche il Fungo di Malta, pianta priva di clorofilla che si trova soltanto in poche altre località del Mediterraneo.
Essendo una delle ultime zone umide sulla rotta degli uccelli migratori che si spostano da e verso l’Africa, le Saline di Trapani e Paceco rappresentano per molti di essi un importante punto di sosta e di ristoro. Il raro Tarabuso, protetto a livello internazionale, le bianche Garzette, il Pignattaio con il suo becco ricurvo, la Sgarza ciuffetto, la Spatola, la Moretta tabaccata e il Falco Pellegrinotrovano qui cibo e riparo, così come aironi e fenicotteri, falchi e gufi di palude, il Martin Pescatore, il Falco pescatore, ma anche il Cavaliere d’Italia, il Fratino e il Fraticello, l’Avocetta e la Volpaca che hanno scelto le saline per nidificare. Sui cespugli di Salicornia trova riparo e nutrimento la rara Teia Dubia, piccola farfalla presente solo nelle Saline di Trapani e Paceco e nello Stagnone di Marsala. Qui vivono infatti anche Volpi, Donnole, Ricci e Conigli e il Nono (Aphanius fasciatus), un piccolo pesce che la Comunità Europea ha dichiarato a rischio.
Diverse sono le specialità di Trapani, come il vino, i capperi, l’aglio, le arance, l’olio, la cucina è fantastica, con piatti famosi come il Cous cous di pesce, ma anche le busiate al tonno, la pasta alla norma, e poi i secondi di pesce, lo sfincione, e i dolci tipici come i cannoli, le cassate, le granite di svariati gusti, dal pistacchio alla fragola, dall’arancio al gelso, e tante altre prelibatezze.
E se si è in cerca di un souvenir originale, l’artigianato locale offre splendidi oggetti realizzati con il corallo e con la ceramica.
Il giorno seguente abbiamo deciso di visitare la meravigliosa Isola di Favignana, la più grande, la più popolata e la più famosa delle tre isole che formano l’arcipelago delle Egadi. Dal porto di Trapani, abbiamo preso un aliscafo della Siremar e dopo circa 30 minuti di traversata, circondati dal mare blu e ammaliati da alcuni delfini che giocavano tra le onde, abbiamo raggiunto Favignana, che ha una forma allungata, leggermente più stretta al centro, che ne giustifica il soprannome di “farfalla”. Qui il clima è reso quasi sempre mite da un vento fresco e leggero, lo Zefiro, detto anche Favonio, a cui si deve l’attuale nome dell’isola che invece i Greci chiamavano Aegusa, dal nome di una ninfa che abitava a Favignana.
Nella metà dell’800, Favignana assunse sempre maggiore importanza nel panorama economico della zona grazie alla famiglia Florio che vi impiantò una grande tonnara. Il palazzetto liberty di proprietà della famiglia domina l’area vicino al porto. L’isola conquista con le sue acque cristalline, le piccole baie e i fondali favolosi. Prevalentemente brulla, si estende per 19 km quadrati, è lunga 9 km e larga 4. E’ formata dalle due zone pianeggianti del Bosco e della Piana, divise da un ampio corpo montagnoso di natura calcarea, che le danno una forma di farfalla adagiata sul mare, come la definì il pittore Salvatore Fiume negli anni ‘70. Il punto più alto è Santa Caterina, su cui è situato il Castello di S. Caterina, costruito in epoca normanna dal re Ruggiero.
Favignana è famosa per le sue cave di tufo pregiato, per le sue tonnare, per lo stabilimento dove avveniva la lavorazione e l’inscatolamento del tonno, per il palazzo Florio, per il carcere San Giacomo, per il parco archeologico nella zona di San Nicola e il piccolo Museo archeologico che raccoglie antichi reperti locali. Attualmente Favignana ha circa 3300 residenti. Vicino alle sue coste si trovano alcuni isolotti e scogli: il Preveto (u Previtu), un isolotto basso, che si trova in località Pirreca, distante circa 150 metri dalla riva, vi sono ancora visibili i ruderi di una vecchia casa; Galeotta (a Liotta) e Galera (Alera): isolotti di colore nerastro, situati a sud di Favignana; scoglio Corrente (Scogghiu Currenti), così chiamato per le forti correnti sottomarine che lo circondano; scoglio Palumbo (Scogghiu Palummu) si trova tra il Preveto e Punta Lunga.
Dopo una passeggiata per le viette dell’isola e un tuffo nelle acque blu, abbiamo ripreso l’aliscafo per fare ritorno a Trapani, portando nel cuore le immagini e i ricordi di questi splendidi luoghi. E domani andremo alla scoperta di Cefalù. Stay tuned!
testi e foto di Francesca Monti
