Davide Peron: Mi rifugio in tour 10°: l’ultima tappa domenica 6 agosto a Solagna

Dopo la straordinaria presenza di pubblico nelle precedenti tappe accompagnato dal coro IMT Vocal Project del maestro Lorenzo Fattambrini (sono transitate oltre 2.000 persone nel solo rifugio Campogrosso), in questa ultima data Davide sarà in scena con l’attrice Eleonora Fontana per la data “evento speciale” con la presenza della scrittrice Raffaella Calgaro, autrice del libro “Adele Pergher profuga. Una storia dimenticata”.
“Questo è il decimo anno. Dieci anni di musica sui monti. Dieci anni di condivisione con amici che stimo. Dieci anni di gioia in cui la natura incontra l’arte. Dieci anni di meraviglia a guardare il cielo da un punto privilegiato. Il modo migliore per dire grazie è regalare alla musica una voce: e la migliore è quella che sa portare questi luoghi alla loro origine, quella che porta la gente ad unirsi nel canto e a condividere emozioni… è la voce di un coro. La voce di una preghiera”, spiega Davide Peron.
5a tappa
Domenica 06/08 ore 14.00
Rifugio Alpe Madre • Solagna (VI)
Evento Speciale: Reading musicale
“Dall’altopiano alla pianura. Adele Pergher, storia di una profuga”
con Eleonora Fontana e Davide Peron
Ospite: Raffaella Calgaro | scrittrice e autrice del libro “Adele Pergher profuga. Una storia dimenticata”

“Quando tutto è pronto e senti nelle braccia il peso della tua vita, allora la prima cosa che ti viene da fare è…trattenere le lacrime.

Quello che c’è li dietro è un ricordo, il ricordo di una vita che ci apparteneva e che ora non è più nostra.

Dobbiamo andare a prendere il treno. Le valigie sono pronte, le cose dei bambini ci sono, devo solo trovare la forza di muovere i piedi e andare alla stazione.

Ma i piedi non si muovono. Sono radici che tentano di rimanere salde al terreno, a questa vita racchiusa in questa valigia che pesa nella mia mano.

E’ una scelta. Vivere o morire?

Vivere ti viene subito da rispondere. Vivere.

Anche a costo di dimenticare chi eri, chi sei stato per tanto tempo.

E cerchi di pensare alla nuova vita che avrai, scacciando la malinconia.

Ma la verità è che non puoi dimenticare il passato.”

Tra le tante tragedie che hanno caratterizzato la prima guerra mondiale vi è il profugato: donne, vecchi e bambini sono stati costretti a lasciare la propria terra, il proprio paese perchè bombardato o raso al suono dall’artiglieria nemica.

Tra le tante storie che sono state raccolte, vi è quella di Adele Pergher, costretta a lasciare la sua Sleghe (Asiago) per andare a Milano.

Tante sono le difficoltà che ha dovuto affrontare: il marito lontano in cerca di fortuna, dimenticare un figlio nella culla durante la fuga, trovarsi in una città dove tutti parlavano Italiano e lei conosceva solo il cimbro, il lavoro nella polveriera… ma nonostante questo la speranza di poter tornare un giorno al suo paese, ai suoi monti, non è mai svanita.

E’ una storia di dolore, ma anche una storia di speranza e di amore.

E’ la storia di una donna forte che non conosce resa.

E’ la storia di una profuga.

Eleonora Fontana è diplomata presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica del Teatro Stabile del Veneto diretta da Alberto Terrani, dove ha seguito master con attori di spicco a livello nazionale quali Orsini, Lojodice, Albertazzi. Precedentemente ha frequentato l’Accademia Veneta dello Spettacolo di Vicenza di Theama Teatro. Ha frequentato laboratori con Alessandro Gassman, Andrea Pennacchi; Thierry Parmentier e Laura Pulin per la teatro-danza. Attrice della compagnia professionista Teatro della Gran Guardia- ISD Teatro di Padova che da trent’anni gestisce la “Rassegna Nazionale del Teatro Ragazzi” in Italia, si occupa di formazione per bambini e adulti. Lavora non solo in teatro, ma anche al cinema e nella pubblicità (è nel cast degli attori anni ‘80 della fiction Rai “Di padre in Figlia” con regia di Riccardo Milani, è la Co-protagonista in “Oscar”, lungometraggio per la regia di Dennis Dellai; è nel cast degli attori in “Venezia Impossibile” con regia William Carrer; è la Testimonial del Manifesto “Arte per l’Evoluzione” regia di Luigi Alberton). Crede nell’idea “Arte non come fine, ma come mezzo”: attualmente impegnata con lo spettacolo “Faceless-una lotta contro il bullismo”inserito nelle rassegne di Teatro Sociale con repliche a livello nazionale. L’ultima produzione a tematica sociale è “Mirrors: un racconto sulla dismorfo fobia” regia di Andre Pennacchi e Lorenzo Maragoni.

Davide Peron evidenzia in ciò che suona e canta le radici della propria terra legata al lavoro, inteso non come bieco guadagno ma come attività reiterata nel tempo, onesta e faticosa caratterizzata dalle bellezze naturali, soprattutto quelle montane. Le sue canzoni si nutrono di semplicità, naturalezza, pulizia nella costruzione di musiche e testi. Affiora, forte, nei suoi testi anche l’impegno sociale: “La pallottola” uno dei pezzi di più marcato impegno civile, è stato scelto come inno da LIBERA (coordinamento Veneto), l’associazione italiana di Don Luigi Ciotti che si batte contro tutti i generi di criminalità organizzate. Ha quattro album all’attivo: “Davide Peron” (1998), “Aria buona” (2008), “Fin qui” (2012) e “Imbastir Parole” (2014). Ha aperto concerti a Eugenio Finardi, a Marco Ferradini, Mariposa e alla stella internazionale Willie Nile. Durante il 66° Festival di Sanremo del 2016 è stato scelto come ospite al convegno “Dolore e Creatività Musicale” tenuto nel palazzo Bellevue. Prosegue un’intensa attività concertistica dando vita anche al conosciuto “Mi rifugio in tour”, percorso musicale-naturalistico estivo a tappe in alcuni rifugi di montagna delle Piccole Dolomiti, dove si esibisce regolarmente con la sua band acustica in originali concerti tra prati e vette. Ha portato le sue canzoni in festival nazionali ed internazionali (“Sommerfest” Hannover-Germania, “Plai Festival” Timisoara-Romania, “MadameGuitar” Tricesimo UD, “Acoustic Guitar Meeting” Sarzana SP, “Meet” Milano, “Doremifair” Cerea VR), e in eventi in cui si trova a collaborare con personalità di spicco che lottano in prima fila contro tutte le criminalità organizzate. A fianco all’attività di cantautore svolge anche il lavoro di educatore-pedagogista in una comunità specialistica per pazienti con disabilità mentali.

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