Viaggio alla scoperta della Sicilia: Palermo

La quinta e ultima tappa del mio viaggio in Sicilia ci porta a Palermo, una città che offre tante interessanti attrattive, come la Cattedrale di Palermo, che, nel corso dei secoli, è stata tempio, moschea e Chiesa. Pare che la Cattedrale, infatti, sorga su un antico tempio consacrato alla Vergine Maria. Nell’831, dopo l’invasione dei Saraceni, i mori trovarono la struttura troppo bella per raderla al suolo: decisero quindi di utilizzarla per le loro funzioni religiose, convertendola in una moschea, e chiamandola “Gami”. Con la conquista di Palermo da parte dei Normanni, la “Gami” ritornò al culto cristiano e dal 1100 al 1200 iniziarono i lavori di ristrutturazione, dando alla Cattedrale di Palermo una forte impronta bizantina. La facciata principale sulla via Bonello presenta decorazioni di maestri lapicidi trecenteschi e quattrocenteschi. Il fianco destro della costruzione, con le caratteristiche torrette avanzate e l’ampio portico in stile gotico-catalano, eretto intorno al 1465, si affaccia sulla piazza. Il portale di questo ingresso è opera di Antonio Gambara, eseguito nel1426, mentre i battenti lignei sono del Mirando (1432). La Madonna a mosaico è del XIII secolo; i due monumenti alle pareti, opere del primo Settecento, rappresentano Carlo III di Borbone, a destra, e Vittorio Amedeo II di Savoia, a sinistra. A destra del presbiterio si trova la cappella di Santa Rosalia, patrona di Palermo, con le reliquie e l’urna d’argento, opera seicentesca di Matteo Lo Castro, Francesco Ruvolo e Giancola Viviano, portata in processione durante la festa patronale il 15 luglio. Il culto è particolarmente vivo a Palermo, dove ogni anno, il 14 e 15 luglio, si ripete il tradizionale “Festino” che culmina nello spettacolo pirotecnico del 14 notte e nella processione in onore della Santa il 15 luglio. Il 4 settembre si svolge invece la tradizionale “pacchianata” (salita) a Monte Pellegrino, con i devoti che raggiungono il Santuario dopo una camminata di un’ora. La Chiesa della Martorana, conosciuta anche come Santa Maria dell’Ammiraglio, fu fondata nel 1143 e la costruzione originale mostra sia l’influenza bizantina, sia un’impronta chiaramente islamica. Circa due secoli dopo, le case del circondario furono destinate alle suore del convento, che sarà fondato nel 1394.

Le monache del convento hanno inventato i buonissimi dolci a forma di frutta, fatti con il marzapane che, fino al 1800 erano preparati e venduti soltanto da loro. Proprio per il monopolio su questa leccornia siciliana i dolcetti sono noti con il nome di “Frutta di Martorana”.

La Cappella Palatina si trova invece nel Palazzo dei Normanni, dove si riunisce il parlamento della regione Sicilia. Il Palazzo è una costruzione molto antica, con uno stile misto, bizantino ed arabo. I mosaici e le spettacolari decorazioni che abbelliscono la cappella sono meravigliosi e riportano il visitatore indietro nel passato, in un viaggio tra le antiche culture. Il Museo Archeologico Regionale “Antonio Salinas” è uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo. Nel 1866 una parte della Chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella fu destinata a contenere il Museo Archeologico Regionale di Palermo, ed è per questo che l’edificio ha una struttura conventuale. In seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Museo Archeologico Regionale fu ricostruito sul modello originale, conservando la sua caratteristica struttura. Le collezioni del Museo, posto su due piani, ripercorrono l’illustre storia siciliana. La cattedrale di San Cataldo (o Duomo di San Cataldo) è una chiesa inizialmente dedicata a Santa Maria Maddalena poi a San Cataldo vescovo, è ubicata in piazza Bellini ed è situata nello stesso basamento che accoglie la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio.

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Camminando per le vie di Palermo, ho raggiunto i famosi Quattro Canti, o piazza Vigliena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole, una piazza ottagonale all’incrocio dei due principali assi viari della città: via Maqueda e il Cassaro, oggi Corso Vittorio Emanuele. Piazza Vigliena è stata così chiamata in omaggio al Viceré il cui nome completo era marchese don Juan Fernandez Pacheco de Villena y Ascalon. I Quattro Canti sono i quattro prospetti architettonici che delimitano lo spazio dell’incrocio. Realizzati tra il 1609 e il 1620 e sormontati dagli stemmi (in marmo bianco) reale senatorio e viceregio, presentano un’articolazione su più livelli, con una decorazione basata sull’uso degli ordini architettonici e di inserimenti figurativi che, dal basso in alto, si susseguono secondo un principio di ascensione dal mondo della natura a quello del cielo. I quattro piani di facciata risultano così decorati: al piano inferiore, fontane che rappresentano i fiumi della città antica (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto); quindi, un ordine in stile dorico, contenente le allegorie delle quattro stagioni (rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco); l’ordine successivo, in stile ionico, ospita le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV; infine, nell’ordine superiore, le quattro sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina, patrone della città prima dell’avvento di Santa Rosalia (1624).

Un antico detto che celebrava nei Quattro canti il centro virtuale di Palermo recitava “feste e forche a Piazza Vigliena” (pubbliche feste ed esecuzioni capitali).

Il palazzo della Zisa sorgeva fuori le mura della città, all’interno del parco reale normanno, il Genoardo, che si estendeva con splendidi padiglioni, rigogliosi giardini e bacini d’acqua da Altofonte fino alle mura del palazzo reale. Attualmente la Zisa ospita il Museo d’arte islamica.

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia, e uno dei più grandi d’Europa. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro, formando un complesso architettonico di immense proporzioni. Nel 1990 il teatro è stato lo scenario di alcune riprese del film Il Padrino- Parte III di Francio Ford Coppola, con Al Pacino, Andy Garcia e Sofia Coppola in cui il Padrino Michael Corleone si reca a Palermo per assistere al debutto del figlio nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Il capoluogo siciliano è stato anche set per le riprese delle prime quattro serie della fortunata fiction “Squadra Antimafia- Palermo Oggi”, con Simona Cavallari, Giulia Michelini e Marco Bocci.

Altri luoghi caratteristici della città sono il cimitero dei frati cappuccini, conosciuto come “le catacombe”, che conserva le spoglie mortali di frati, personaggi famosi e comuni, e lo Stadio Comunale Renzo Barbera, noto anche con il vecchio nome de La Favorita, dall’omonimo parco in cui si trova, è il più grande stadio siciliano.

Imperdibile una visita ai mercati rionali di Palermo, dove il fascino del passato e della tradizione è ancora vivo. I mercati di Ballarò e Vucciria, posti rispettivamente nei pressi della stazione e della Chiesa della Martorana, sono quelli più visitati, con tantissime bancarelle di ambulanti sulle quali dominano i colori e i profumi di Palermo e della Sicilia. Gli altri due mercati sono quelli del Capo, situato alle spalle del Teatro Massimo, e di Borgo Vecchio, che si trova vicino al porto ed è aperto anche la notte. Da Palermo si possono facilmente raggiungere magnifiche spiagge come quella di Mondello o di Terrasini, e città incantevoli come Cefalù.

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