Mare cristallino, sole, spiagge bianche e tanti tesori culturali da scoprire…in una parola Sardegna. Si conclude oggi il nostro viaggio alla scoperta di alcune località di questa meravigliosa isola. Oggi andiamo ad Olbia, città ricca di storia e cultura e a San Teodoro. Numerosi e interessanti sono i siti archeologici presenti nel capoluogo sardo: Riu Mulinu (Cabu Abbas), complesso costituito da un piccolo nuraghe ubicato sulla vetta del colle e da una muraglia lunga 220 metri; la tomba dei Giganti di Su Monte de S’Abe; il Pozzo Sacro nuragico di Sa Testa, importantissimo monumento sacro dell’età del bronzo tardo, è anche l’unico esempio visitabile del genere per tutta l’area della Sardegna Orientale; le Mura Puniche tra Via Torino e Via Acquedotto, il Castello di Pedres e quello di Sa Paulazza; l’Acquedotto Romano, la fattoria romana di S’Imbalconadu lungo la strada che porta a Padru, risalente probabilmente al II secolo a.C., che era destinata alla coltivazione di cereali, all’allevamento di bestiame e alla caccia. Ma a Olbia si trovano anche edifici ottocenteschi quali la biblioteca Simpliciana e il Palazzo Comunale, chiese monumentali come la splendida Basilica minore di San Simplicio, dedicata al patrono della città, martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano nel 304. Costruita in stile romanico per iniziativa dei giudici di Gallura, è costituita quasi interamente di blocchi di granito locale e conserva al suo interno importanti resti degli affreschi originari. Immancabile una visita alla Chiesa di San Paolo, eretta nel XVIII secolo, che sorge nel punto dell’acropoli della città antica, ricalcando il sito su cui era posto il tempio punico e romano dedicato al dio Ercole. Da visitare inoltre il museo archeologico recentemente inaugurato, situato sull’isolotto di Peddone, lungo la strada che porta agli imbarchi passeggeri dell’Isola Bianca ed antistante il centro Storico cittadino.
E dopo un’immersione nella cultura, è d’obbligo un po’ di shopping in Corso Umberto, in via Regina Elena e in via Aldo Moro, tra caffè, ristoranti, pizzerie e negozi molto carini. Tra questi, c’è un negozio di artigianato sardo, con splendidi oggetti realizzati con il sughero (prodotto tipico della Sardegna) che consiglio di visitare per acquistare dei bellissimi souvenir. Il proprietario si chiama Edoardo Buchicchio ed è un maestro nella lavorazione del sughero, utilizzato per realizzare cartoline, zoccoli, portamonete, per abbellire penne, portachiavi, bottiglie. Il signor Edoardo svolge da molti anni questa professione con grande passione e grande bravura, creando prodotti originali e di pregiata fattura.
La cucina locale propone piatti a base di carne, pesce, formaggi, come il capretto al mirto, la zuppa cuata, la zuppa gallurese e la mazza frissa ovvero semolino fritto che somiglia molto alla panna alla fine della sua preparazione, la pasta con i ricci di mare, o con il sugo di bottarga, le Ortiadas, frittura di anemoni o attinie passate nella semola e nell’olio di rosmarino, cozze gratinate, crude, semplicemente arricchite con limone, o bollite. Altro piatto tradizionale nella cucina olbiese è la Burrida: gattuccio lessato e condito con salsa a base di fegatini di pesce, oppure piatti più elaborati come spigole ed orate, zuppe di pesce, crostacei, cicale, aragoste e capre di mare. Tra i dolci al miele da provare le seadas e le tiliccas. Olbia è uno degli snodi fondamentali del turismo in Sardegna, e dista poche decine di chilometri dalle principali città mondane come Porto Rotondo, Porto Cervo e la Costa Smeralda, o dalle splendide spiagge di Golfo Aranci. Dal porto di Olbia è possibile prendere un traghetto per andare a visitare la bellissima isola di Tavolara. Stupende anche le spiagge di Olbia, nella zona nord, come Pittulongu, chiamata anche La Playa, è il lido prediletto dagli olbiesi, con sabbia bianca e tante piccole conchiglie, il Pellicano, Lo Squalo, Mare Rocce o Bados, al confine con Golfo Aranci, o a sud, come Lido del Sole, di notevole interesse naturalistico vista la presenza di fenicotteri rosa, aironi e varie specie di flora autoctona, le Saline, Marina Maria, Punta Trofino.
A circa 30 km da Olbia si trova San Teodoro, facilmente raggiungibile con i bus Arst. Questa splendida città è un mix di tradizione e di avanguardia, di natura selvaggia e di panorami mozzafiato. Il Monte Nieddu domina la piana di San Teodoro e parte della costa gallurese, la sua vetta più alta, Punta Magghjóri, è a 970 metri sul livello del mare. La laguna di San Teodoro, è invece un prezioso ecosistema che ospita un grande patrimonio biologico di flora e fauna. Nel suo ambiente abitano la spigola, l’orata, l’occhiata, ma anche il fenicottero rosa, il cormorano, l’airone, la folaga, il martin pescatore, il gheppio, il falco di palude e tante altre specie di fauna palustre e marina. La laguna è visitabile percorrendo alcuni percorsi, a partire da nord oppure da sud. In città si trova anche un piccolo ma importante museo archeologico, in località Niuloni, che raccoglie le testimonianze concrete del passato. I reperti provengono quasi interamente dai fondali marini delle coste di San Teodoro, talvolta anche a pochissimi metri di profondità e da donazioni dei cittadini. Gli oggetti ritrovati e catalogati coprono un arco temporale che va dal periodo punico passando per la prima età imperiale, il medioevo fino all’età moderna. Di grande valore il tremisse aureo d’età bizantina, trovato al centro del paese, il frammento di elmo romano ed il tesoretto, le anfore.
Il museo ospita anche una piccola ma nutrita sezione naturalistica con una stupenda collezione di conchiglie provenienti da tutti i mari del mondo e pannelli informativi.
Infine la natura dell’Area Marina Protetta, tra lecci e sughere, cascate e pinnacoli granitici plasmati dal vento.
E per finire le magnifiche spiagge come Cala d’Ambra, La Cinta, Cala Brandinchi, Baia Salinedda, Cala Ginepro, Cala Girgolu, Salina Bamba, Lu Impostu, La Punta di l’Aldia, Costa Caddu e la bellissima L’Isuledda, che ho raggiunto dopo una camminata di circa quaranta minuti, percorrendo sentieri sterrati, immersa nella profonda pace della natura, inebriata dal profumo del mirto e dei fiori, e dai colori intensi della vegetazione. Poi finalmente la spiaggia solitaria, di sabbia bianca, che si tuffa nel mare blu, con il sole che si specchia nelle acque cristalline, creando uno spettacolo ancora più suggestivo. Resto ancora qualche minuto a guardare questo incanto della natura, prima di lasciare questo paradiso naturale e fare ritorno a casa.
Testo e foto di Francesca Monti

Hola
Muy motivante tu redaccion y hay demasiadas cosas que
no sabia que me has enseñado, esta maravilloso..
te queria agradecer el espacio que dedicaste,
con unas infinitas gracias, por enseñarle a personas como yo jajaja.
Adios