Siena, la Città del Palio

Il nostro viaggio alla scoperta dell’Italia prosegue oggi in Toscana e ci porta in uno dei capoluoghi della regione del Centro Italia: Siena, la città del Palio e non solo…

Siena è una splendida città situata sulle dolci colline toscane, che attrae il visitatore con paesaggi e angoli di grande bellezza. La nostra visita alla città del Palio inizia dalla magnifica Piazza del Campo, considerata una delle più belle piazze del mondo. Ha una caratteristica forma di conchiglia a 9 spicchi, particolare che si può ammirare solo dall’alto della Torre del Mangia. Dal 1300 è il centro della vita di Siena ed ha svolto la funzione di mercato e luogo di raccolta dei senesi durante momenti politici importanti, feste e giostre. La leggera pendenza rende più imponente la sagoma del Palazzo Pubblico con la Torre del Mangia, mentre tutta la piazza è contornata dalle facciate dei palazzi nobiliari. Il rito turistico per eccellenza prevede che ci si sieda o ci si stenda a terra ad ammirare il pezzo di cielo che si apre sopra la piazza, nella quale è situata la Fonte Gaia, la più bella delle fonti d’acqua senesi. Quella che si ammira oggi in Piazza del Campo è una copia della fonte che Jacopo della Quercia scolpì tra il 1409 e il 1419.

Due volte l’anno, precisamente il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano e il 16 agosto in onore della Madonna Assunta, Piazza del Campo diventa teatro dell’evento più importante della città: Il Palio, una competizione fra le contrade di Siena nella forma di una giostra equestre di origine medievale. La corsa viene tradizionalmente chiamata “carriera”. In occasione di avvenimenti eccezionali, di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti, la comunità senese può decidere di effettuare un Palio “straordinario”, corso tra maggio e settembre. L’ultimo si è tenuto nel 2000, per celebrare l’ingresso nel Nuovo Millennio. Secondo alcune fonti, fu probabilmente in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti (1260) e dello scampato pericolo, che i senesi decisero di indire il famoso Palio. Circa una settimana prima del Palio viene presentato il drappellone che il Comune ha commissionato ad un artista locale (nel caso del Palio di luglio) o di fama internazionale (nel caso del Palio di agosto o di uno straordinario). Nel primo dei quattro giorni di festa (29 giugno o 13 agosto) si tiene la “tratta”, ossia l’estrazione a sorte e il successivo abbinamento dei cavalli alle contrade in gara. Tale operazione avviene in Piazza del Campo, e vi partecipano il sindaco di Siena, i dieci capitani delle contrade che prendono parte alla corsa, i tre “Deputati della Festa”, oltre a un segretario e a due paggetti. Vengono predisposte due urne: nella prima vengono inserite dieci ghiandine contenenti proprio i numeri dall’1 al 10 (che corrispondono ai dieci cavalli partecipanti); nella seconda, quelle con i nomi delle dieci contrade. I due paggetti vengono incaricati di estrarre una ghiandina alla volta per ogni urna: è il sindaco a leggere ad alta voce i nomi estratti e l’abbinamento ai cavalli. Sull’anello di pietra serena intorno alla Piazza, si corrono in tutto sei prove, durante le quali i fantini hanno la possibilità di conoscere meglio il comportamento del cavallo che monteranno e di farlo abituare alla Piazza, ai suoi rumori e ai ritmi propri della corsa. Tra gli appuntamenti che segnano l’avvicinarsi della “carriera” vi sono la cena della prova generale, la cosiddetta “messa del fantino” e la benedizione di cavallo e del fantino stesso. Ad ogni Palio partecipano 10 contrade, scelte a sorte e secondo un particolare regolamento che consente la costante rotazione delle partecipanti. Le contrade che corrono il Palio di Siena sono in totale 17: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone. Il Palio del 2 luglio 2014 è stato vinto dal Drago, con il fantino Alberto Ricceri detto Salasso, in sella a Oppio, mentre il Palio del 16 agosto ha visto il successo della Civetta, con il fantino Andrea Mari, detto Brio in sella a Occolè. La seconda tappa è stata la Torre del Mangia, alta 88 metri, che prende il nome da Giovanni di Duccio, primo custode che si godeva la vita spendendo tutti i suoi guadagni mangiando nelle osterie di Siena. I senesi lo avevano ribattezzato Mangiaguadagni, da cui Torre del Mangia. La leggenda racconta che durante la costruzione ai piedi della torre siano state seppellite monete portafortuna e che ad ogni angolo della torre ci siano pietre con scritte latine ed ebraiche, con il compito di tenere lontani dalla Torre tuoni e tempeste. Salendo i circa 400 gradini della Torre del Mangia si arriva alla sommità dalla quale si ha una visuale mozzafiato su Siena. Il Palazzo Pubblico è il luogo per eccellenza del potere politico della città. Infatti, dal Governo dei Nove del 1300 fino ad oggi, tutti i governanti di Siena hanno risieduto qui. E’ considerato uno dei più bei palazzi civili d’Italia, da sempre ammirato per la maestosità e l’armonia. Nel Palazzo si trova il Museo Civico di Siena, con i famosi affreschi di Ambrogio Lorenzetti che rappresentano l’Allegoria del Buono e Cattivo Governo, straordinario racconto di come il modo di governare sia l’elemento che decide il benessere o la decadenza di una società. Il Museo Civico conserva anche un’altra importante opera, la Maestà di Simone Martini, che i Nove fecero dipingere a testimonianza della grande devozione dei Senesi per la Vergine Maria.

Un altro luogo da visitare è sicuramente lo splendido Duomo. La facciata è in prevalenza di colore bianco e nero. La Chiesa è dedicata a Maria Assunta. I gioielli più importanti si trovano all’interno: il pavimento, pieno di simboli esoterici e storie religiose, con tutte le Sibille della tradizione, ma anche la Strage degli Innocenti, il Re David ed Ermete Trismegisto, la vita di Mosè e il Sacrificio di Iefte. Nella navata sinistra, si apre la Libreria Piccolomini, affrescata da Pinturicchio e subito dopo c’è la Cappella Piccolomini, dove Michelangelo lavorò dal 1501 al 1504 scolpendo le 4 statue delle nicchie inferiori. Il pulpito invece è stato realizzato da Nicola Pisano, con scene bibliche e della vita di Gesù.
Alle spalle del Duomo di Siena, si trova il Battistero costruito nel 1325. Per molti secoli qui sono stati battezzati tutti i senesi, illustri e non. Sulle tre navate sono posizionati gli affreschi di Benvenuto di Giovanni (I Miracoli di Sant’Antonio da Padova – 1460), Pietro degli Orioli (La Lavanda dei Piedi) e Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietta” (affreschi delle volte con Articoli del Credo 1447/1450). Ma il protagonista del Battistero è il Fonte Battesimale in bronzo e marmo, a cui lavorarono importanti artisti come Jacopo della Quercia, Giovanni di Turino, Lorenzo Ghiberti e Donatello, che realizzò anche gli angeli in bronzo che decorano il ciborio.

Meritano una visita la Chiesa Cateriniana di San Domenico che conserva la Testa Sacra, venerata reliquia di Santa Caterina da Siena, il complesso museale di Santa Maria della Scala, che fonde la storia antica e moderna della città con grandi opere d’arte, il Museo dell’Opera del Duomo che espone La Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro unico nella storia dell’arte, la Pinacoteca Nazionale che conserva opere di Simone Martini, di Duccio di Buoninsegna e di altri importanti artisti senesi. Se avete tempo il consiglio è di passeggiare per le stradine di Siena, tra salite e discese, girando per i suggestivi quartieri, ciascuno dei quali rappresenta una contrada del Palio, il cui stemma è spesso appeso alle finestre e alle porte delle case e dei negozi, segno tangibile dell’immensa passione dei senesi per il Palio. E per concludere in bellezza, diamo uno sguardo alla cucina locale, che offre piatti tipici come il cinghiale (Cinta alla senese), e la lepre preparata con crostini, pappardelle  e carne alla brace. I crostini possono anche essere accompagnati da salumi, pecorino, miele. Un altro piatto classico è la ribollita, mentre tra i dolci ricordiamo i cantucci, i ricciarelli, i cavallucci e il panforte, accompagnati dal Vin Santo. Tra i vini troviamo i pregiati Chianti, Brunello di Montalcino, Montepulciano e la Vernaccia di San Gimignano.

Testo e foto di Francesca Monti

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