MITO 2017: Figlie Miracolose, con Gautier Capuçon e Jérôme Ducros

Continua la festa di MITO SettembreMusica. Mercoledì 6 settembre, alle ore 21, l’appuntamento è allo Spazio Teatro 89, un auditorium polifunzionale in grado di ospitare concerti, spettacoli teatrali, mostre ed eventi culturali, nato dall’iniziativa della Cooperativa Edificatrice Ferruccio Degradi volta a favorire la promozione culturale. Una serata che ben esemplifica il capillare coinvolgimento di tutto il territorio cittadino milanese, da sempre obiettivo del festival.

Il concerto, che sarà preceduto da una breve introduzione di Mattia Palma, è dedicato al suono caldo e avvolgente del violoncello. Sul palco uno dei più affermati talenti internazionali, Gautier Capuçon, classe 1981, esploso a fama mondiale nel 2001 con la nomina a “New Talent of the Year” ai Victoire de la Musique. Il suo violoncello è spesso protagonista di concerti con le più grandi orchestre mondiali, Berliner Philharmoniker inclusi, con i quali nel 2013 ha registrato il Concerto per violoncello n. 1 di Haydn diretto da Gustavo Dudamel per Deutsche Grammophon. Ad accompagnarlo sarà il pianista Jérôme Ducros, ospite regolare delle principali sale da concerto di tutto il mondo e qui nella doppia veste di solista e di compositore, con il suo Encore, che sarà eseguito in prima assoluta italiana.

In programma la Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte di Claude Debussy, la Sonata in sol minore op. 5 n. 2di Ludwig van Beethoven, la Sonata in sol minore op. 19 di Sergej Rachmaninov e per finire, in prima esecuzione assoluta in Italia, Encore, il brano composto dallo stesso Jérôme Ducros, che ha reso nota la sua attività di compositore soltanto a partire dal 2006. La sua scrittura di maniera ha stimolato in Francia nel 2012 una viva polemica, simile a quella suscitata vent’anni prima in Italia del gruppo dei cosiddetti neoromantici.

I quattro brani in programma sono quattro perle compositive, piccoli miracoli in grado di armonizzare due colori, timbri e suoni tra loro molto distanti come quelli del violoncello e del pianoforte. Beethoven fu il primo: nel 1796, forse per la prima volta nella storia della musica, i due strumenti sono posti sullo stesso piano, dando luogo a una sperimentazione di tipo esecutivo e compositivo. Rachmaninov, per risolvere l’antitesi, scelse la strada dell’enfasi romantica. La sua Sonata è intessuta di stereotipi perfettamente riusciti, tra i quali svetta un lirismo nostalgico e struggente. Infine Debussy, che aveva in mente di intitolare il brano “Pierrot arrabbiato con la luna”. La sua Sonata fa parte della serie di Sonate da camera, composte nel 1915, con cui il compositore intendeva, in piena guerra e non senza intenti antitedeschi, consegnare ai posteri l’essenza della tradizione musicale francese.

Il contributo musicologico da cui attinge questo testo, edito sul programma di sala, è a cura di Giulio Castagnoli.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...