“L’Arminuta” di Donatella Di Pietrantonio (editore Einaudi) ha vinto il Premio Campiello 2017 con ben 133 voti. Al secondo posto Stefano Massini con “Qualcosa sui Lehman” (Mondadori) con 99 voti. Terzo Mauro Covacich “La città interiore” (La nave di Teseo) con 25 voti, a seguire Alessandra Sarchi “La notte ha la mia voce” (Einaudi) e Laura Pugno “La ragazza selvaggia” (Marsilio) rispettivamente con 13 e 12 voti. “Sono felice, inaspettatamente. Cosa farò ora? Berrò un bicchiere di bollicine che per me, che sono astemia, è davvero tanto”, ha detto la vincitrice.
“L’Arminuta” (la Ritornata in dialetto abruzzese) racconta la storia di una bambina nell’Abruzzo degli anni Settanta data in affido dai genitori poveri a una coppia di zii benestanti, che pensano alla fine di un percorso interiore di rispedire come un pacco la ragazzina di 13 anni alla madre e al padre biologico. Con tutto ciò che poi comporta quel ritorno.
La serata di premiazione che si è svolta al Teatro La Fenice, condotta da Natasha Stefanenko e Enrico Bertolino, ha visto anche la premiazione di Andrea Zancanaro, vincitore del Campiello Giovani con il racconto “Ognuno ha il suo mostro”, Francesca Manfredi con “Un buon posto dove stare” (La nave di Teseo) vincitrice del Campiello Opera Prima e Rosetta Loy “scrittrice raffinata, mai prona alle suggestioni delle mode passeggere”, che ha ricevuto il Premio Fondazione Il Campiello, già assegnato ad Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Claudio Magris e lo scorso anno a Ferdinando Camon.
