Si è spento a 69 anni, a Palermo, versatile attore di cinema, teatro e serie tv Luigi Maria Burruano. Nato da una famiglia borghese nel capoluogo siciliano il 20 ottobre 1948, aveva iniziato la sua carriera nel cabaret, passando poi al teatro dialettale con “La coltellata”, insieme all’attrice Rori Quattrocchi, poi compagna nella vita che gli darà una figlia, Gelsomina. Il suo esordio sul grande schermo avviene nel 1970 nel lungometraggio di Dacia Maraini “L’amore coniugale” con Tomas Milian e Macha Méril.
Zio dell’attore Luigi Lo Cascio, protagonista del film su Peppino Impastato “I Cento Passi” (2000) di Marco Tullio Giordana, Burruano interpretò il ruolo del padre del giovane che a Cinisi sfidò la mafia ed il boss Gaetano Badalamenti, finendo ucciso. Per questa interpretazione fu candidato al Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista; e ha ricevuto un’altra nomination per “Liberi” del 2003.
Aveva avuto anche una piccola parte in due film di Giuseppe Tornatore, “L’uomo delle stelle” (1995) e “Baarìa” (2009); in “Quo Vadis, Baby” di Gabriele Salvatores aveva interpretato il capitano Contini.
Per quanto riguarda il piccolo schermo, aveva preso parte a importanti serie come “Piovra 8” (1997), “I giudici – Vittime eccellenti” (1999), “L’attentatuni” (2001), “Il Commissario Montalbano” (2001), “Incantesimo” (2001), “Turbo” (2001), “Blindati” (2003), “Un caso di coscienza” (2003), “Salvo D’Acquisto” (2003), “Il Maresciallo Rocca” (2003), “Paolo Borsellino” (2004), “Mio figlio” (2005), “Nebbie e delitti” (2005), “L’onore e il rispetto” (2006), “R.I.S. – Delitti imperfetti” (2006), “48 ore” (2006), “Raccontami” (2006-2007).
