Intervista con Fred De Palma che ci presenta “Hanglover”: “Ho immaginato questo album come una festa”

di Francesca Monti

Venerdì 15 settembre esce Hanglover (Warner Music), il nuovo album di Fred De Palma, anticipato dai singoli “Adios”, “Il cielo guarda te”, certificato platino e “Ora che”, attualmente in radio. L’album, che si compone di 18 tracce, è caratterizzato da variegate influenze sonore e racconta le esperienze vissute direttamente dal rapper, dall’amore alla rivincita nei confronti dei detrattori, fino alla critica ad una società sempre più social. Un disco piacevole all’ascolto che rispecchia l’evoluzione artistica di Fred e la sua voglia di sperimentare.

Abbiamo incontrato Fred De Palma a Milano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Fred, il tuo disco “Hanglover” esce il 15 settembre. Ci racconti come è nato?

“In “Hanglover” racconto sia cose belle sia il disagio legato al successo, al sentirsi spesso fuori luogo, cercando di mettere a fuoco in particolare il rapporto tra persona e personaggio, che è poi la doppia faccia di questa vita. Questo concetto viene espresso anche nel video di Ora che, che vede protagonista una coppia dello star-system che ha gli occhi di tutti puntati addosso ovunque vada, anche al ristorante. Quando fai questo mestiere capita spesso di abbandonare la persona e vedere solo il personaggio. Quella coppia alla fine si lascia proprio a causa di ciò che succede intorno. Il disco ha un sound diverso rispetto ai precedenti lavori e nasce da un metodo di scrittura diverso. Ho smesso di scrivere per un po’ di mesi e tutto è venuto in modo naturale. Una volta scelta la base, ho cercato di imparare a memoria quello che volevo dire. Ho iniziato a creare mentalmente i miei pezzi, sembra quasi una cosa da pazzi ma mi è servita per trasmettere il messaggio che voglio mandare. È stato come un processo di scrittura mentale, un’evoluzione dal freestyle trasformato in canzone”.

Il nuovo singolo attualmente in radio è “Ora che”…

“Ho voluto dare questo titolo al pezzo per dire “E adesso cosa succede?”. E’ riferito a quel brano ma ha anche un doppio significato nel senso che mi chiedo “dopo quello che ho fatto, adesso cosa succederà?”. E’ sicuramente il pezzo a cui sono più legato. Mi piaceva il lato poetico che aveva preso, volevo raccontare il sentimento ma in un modo particolare”.

Hai parlato della dualità persona-personaggio: non hai mai avuto paura che il personaggio prendesse il sopravvento su Fred persona?

“A volte ho avuto paura che il personaggio prendesse il sopravvento sulla persona perché quando sei costantemente coinvolto in questo tipo di vita ti dimentichi di tutto il resto. Però sono sempre riuscito a mediare, a essere persona e personaggio allo stesso tempo. E’ quello che accade ad esempio a un attore: quando sei in un film ed entri nel personaggio resti sempre te stesso ma stai interpretando una parte. Se sei capace di separare queste due cose puoi controllarle, altrimenti come succede a tante persone che conosco, il personaggio ti prende completamente e ti fa perdere il contatto con la realtà”.

Cosa ti fa mantenere i piedi ben saldi a terra?

“Io cerco a volte di isolarmi perché penso che stare un po’ da solo mi faccia ricordare chi sono realmente e che cosa devo fare. Ho smesso di scrivere per un po’ di tempo perché volevo vivere di più. La musica ti toglie un po’ di tempo e di vita. Invece io ho voglia di vivere la mia vita e questo mi è servito molto perché sono riuscito a uscire dal vortice musicale e a concentrarmi sull’album”.

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Cosa ci racconti invece sulla copertina del singolo…

“Volevo un’immagine che rappresentasse qualcosa di fragile, quindi un cuore di porcellana, con delle venature d’oro, per far notare l’importanza che ha per me questa canzone. Mi piaceva molto questa copertina perchè racchiude il mio cuore”.

Come mai hai scelto questo titolo per il tuo nuovo disco? 

“È un gioco di parole con hangover e lover, perchè ho immaginato questo album come una festa. La mattina dopo tutti si svegliano e cercano di ricordare quello che hanno fatto. Questo album è una serie di ricordi di quello che ho passato nell’ultimo anno e mezzo, è stata una festa, con tanti singoli d’oro, un brano certificato platino, momenti indimenticabili. Poi nel disco si parla molto anche di amore ma soprattutto uso il termine lover nel senso di “amante di quello che mi succede”.

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Inizialmente questo disco doveva uscire a maggio 2017. Come mai è stata posticipata la pubblicazione?

“Semplicemente volevo aggiungere dei brani in più perché secondo me il disco non era completo, c’erano ancora cose da modificare. Tutti i pezzi che ho fatto sono finiti in questo lavoro visto che non arrivo a finire una canzone se non sono sicuro che il brano uscirà. Volevo aggiungere altri capitoli, soprattutto grazie alle collaborazioni che secondo me erano importanti per questo album”.

A proposito di collaborazioni, come sono nate quelle presenti nel disco?

“Uno dei miei featuring preferiti dell’album è quello con Cicco Sanchez, rapper emergente di Torino che seguo da tempo. In Almeno tu raccontiamo quello che succede quando due amici crescono facendo lo stesso percorso, ma a un certo punto uno raggiunge il successo e l’altro no. In quel caso chi ce l’ha fatta è contento ma si sente in colpa e chi non ce l’ha fatta è felice per l’amico ma nello stesso tempo si chiede “perché io no?”. Volevo descrivere questa situazione per far capire che il segreto è rimanere uniti. Sono molto felice anche delle collaborazioni con Achille Lauro in 5:30 e con LowLow e Livio Cori in Goodnite. Ho scelto di lavorare con LowLow perché mi affascina molto il fatto che abbia una follia metrica e con un brano riesca a farti appassionare a lui prima ancora che alla sua musica”.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

“Sono cresciuto ascoltando Drake, è stata la mia scuola. In questo momento è veramente il rapper numero uno anche se fa soprattutto brani d’amore”.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico e con i social?

“In Hanglover, l’intro del disco, dico queste parole “la gente prima voleva i like invece adesso li supplica è strano come io lo critichi pur facendone parte ma stare in una cornice non è essere arte”. In questo momento sui social tantissime persone si espongono allo stesso modo, e creano confusione tra chi è artista e chi non lo è. Quando dico che si cercano i like come se fosse una critica sono consapevole di far parte di quel mondo. Tutti siamo nella stessa cornice, ma non vuol dire che tutti sono artisti. Quando fai qualcosa che reputi importante per te sei curioso di vedere se è importante anche per gli altri. Ho imparato a non ascoltare troppo il pubblico fin dalle prime gare di freestyle e a non lasciarmi influenzare dal giudizio degli altri. Nella musica cerco di mantenere una certa coerenza per raccontare un’evoluzione, un cambiamento di quello che sono, restando me stesso. Sono piuttosto strano sotto certi punti di vista: un giorno posso uscire con un brano love come Ora che, il giorno dopo posso pubblicare un pezzo super ignorante pieno di punchline o reggaeton. Penso che la gente che mi segue sia un po’ confusa perché tendo a spiazzare con le mie scelte, ma credo che chi mi ascolta riconosca in me il valore emotivo”.

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Per concludere, parteciperesti ad un talent? 

“Come concorrente non lo farei mai. Mi era stato offerto in passato, ma ho rifiutato. Trovo che sia limitante per un autore nel senso che se sei un autore e sai fare musica, non potrai mai crescere perchè il talent ti lancia subito in alto e non ti permette di fare l’esperienza necessaria, sia a livello umano sia a livello professionale. E poi molta gente finisce per mettere le mani sui tuoi testi e sulla tua musica e questo ti fa perdere identità. Il discorso è diverso per gli interpreti. Ad esempio ricordo Marco Mengoni agli esordi. Lui ha una voce meravigliosa e magari se non avesse fatto un talent non avrebbe avuto la possibilità di emergere”.

E nelle vesti di giudice?

“Come giudice cercherei di tirar fuori la personalità dei concorrenti. Li farei lavorare più su se stessi che su quello che hanno intorno in modo che la musica che faranno nella vita sarà quella che vogliono veramente fare”.

Fred De Palma incontrerà i fan negli store delle principali città italiane. Questi gli appuntamenti: 15 settembre – Torino, La Feltrinelli ore 15 e Genova, Mondadori ore 18:30; 16 settembre – Varese, Mondadori ore 15 e Milano, Mondadori Duomo ore 18: 17 settembre – Brescia, Mondadori ore 15 e Verona, La Feltrinelli ore 18:30; 18 settembre – Firenze, Galleria del disco ore 15 e Lucca, Sky Stone ore 18:30; 19 settembre – Bologna, Mondadori ore 15 e Padova, Mondadori ore 18:30; 20 settembre – Latina, La Feltrinelli ore 15 e Roma, Discoteca Laziale ore 18; 22 settembre – Bari, La Feltrinelli ore 15 e Lecce, La Feltrinelli ore 18:30; 23 settembre – Rozzano (MI), Media World cc Fiordaliso.

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