Intervista con Mauro Ermanno Giovanardi: “La mia generazione è un omaggio sincero agli anni ’90”

di Francesca Monti

Il 22 settembre esce “La mia generazione” (Warner Music), il nuovo disco di Mauro Ermanno Giovanardi, un viaggio negli anni ’90, un omaggio a quel peiodo d’oro, attraverso tredici canzoni che hanno lasciato un segno nella storia della musica, a cui il cantautore ha dato un nuovo vestito, con sfumature e colori diversi, ma con un sound contemporaneo. Nel disco figurano prestigiose collaborazioni, da Rachele Bastreghi in Baby Dull, singolo attualmente in radio, a Samuel in Cieli neri, a Manuel Agnelli in Huomini.

Abbiamo incontrato Mauro Ermanno Giovanardi a Milano per parlare del disco “La mia generazione”. Ecco cosa ci ha raccontato.

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Il 22 settembre esce il tuo nuovo disco “La mia generazione”. Ci racconti come hai scelto i brani da inserire nella tracklist?

“Sono partito per tutti dal testo, volevo fare un disco che scansasse la retorica del revival, della nostalgia. Per far questo era necessario mettermi a disposizione di ogni singolo brano come un attore fa con i ruoli che deve interpretare. Per essere credibile, volevo che le canzoni fossero aderenti a me, volevo un omaggio sincero a un periodo storico, sottolineando l’importanza di quel momento musicale e la qualità di quei pezzi”.

Come hai lavorato sulla destrutturazione delle canzoni in modo da renderle aderenti a te?

“È stato come un percorso di remix ma con un processo inverso, perchè in alcuni brani non abbiamo tolto musica ma l’abbiamo messa. I pezzi che originariamente erano lavorati al campionatore avevano pochissimi accordi. Era la metodologia minimale in voga quel tempo. Quando abbiamo riaperto tutti i brani, abbiamo fatto un lavoro che tenesse conto anche della mia voce e abbiamo riscritto quasi tutto per farli diventare miei. In alcuni casi abbiamo proceduto per addizione, in altri per sottrazione”.

Qual è stato il brano che ti ha creato più difficoltà?

“Aspettando il sole è il brano che mi ha fatto penare più di tutti. Volevo assolutamente inserire nel disco questo pezzo, c’erano delle intuizioni di scrittura che mi piacevano molto, ma non sapevo se ce l’avremmo fatta. In studio avevo messo un punto di domanda accanto alla canzone, non ci ho dormito la notte per capire come fare quel pezzo. Sono molto soddisfatto del risultato. Sono partito creando un vestito musicale con quel sound blues prima di Johnny Cash, senza chitarre elettriche. Alla fine è stato il primo pezzo che ho registrato. Ho fatto sei mastering, volevo che la voce fosse uno schiaffo ma che non perdesse il beat”.

Nel disco ci sono diverse collaborazioni, ad esempio con Manuel Agnelli e Samuel. Come si sono sviluppati questi duetti?

“Mi sembrava originale per rappresentare quella scena musicale, far cantare a Manuel e Samuel una canzone di altri artisti e non una del loro repertorio. Io e Manuel siamo compagni di merende dal 1996, abbiamo condiviso tantissime cose e secondo me Edda è stato importantissimo perché ha ribaltato il modo di cantare. Senza saperlo siamo tutti andati a lezione da lui, per cui la mia versione di Huomini non poteva essere che un duetto con Manuel Agnelli”.

C’è un brano che ti ha dato più emozioni?

“Corto maltese mi ha fatto scendere una lacrimuccia. Quando la sento mi sembra di essere diventato un cantante vero”.

I tuoi colleghi hanno già ascoltato le tue versioni dei loro brani? 

“Ogni artista ha ascoltato le canzoni una volta finite, perché volevo vedere il loro stupore e la loro reazione. Tutti mi hanno fatto i complimenti, da Manuel a Cristiano. Anche Mara degli Ustmamo che non sentivo da tempo, mi ha telefonato dicendomi che le è piaciuta molto la versione di Baby Dull cantata con Rachele Bastreghi. Dal mondo social invece ho ricevuto molte critiche. Oggi ci sono parecchi haters soprattutto in rete e spesso molti ragazzi mi hanno offeso anche pesantemente. Sono consapevole che la mia versione sia coraggiosa e possa avere spiazzato, ma ne vado fiero”.

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Da questo disco sono rimasti fuori dei pezzi?

“Sono rimaste fuori molte cose, soprattutto in dialetto. Lavoro molto sull’espressione della voce, quindi non potevo mettere brani ad esempio in napoletano o in piemontese, in cui non sono padrone della lingua”.

Cos’è cambiato oggi musicalmente parlando rispetto agli anni d’oro della tua generazione? 

“Credo che tutte le rivoluzioni possono accadere per mille congiunture astrali. Quella stagione è irripetibile per molti motivi. Tre sono stati i fattori principali: noi artisti avevamo capito che era importante cantare e farsi capire nella propria lingua, le major si erano accorte di un sottobosco musicale molto ricco; il pubblico che, fino a quel momento aveva ascoltato solo musica inglese e non aveva quel genere di riferimento in italiano. Noi stessi ci siamo stupiti siamo di essere passati da concerti con trenta persone a palchi con cinquecento mila spettatori. Era un periodo in cui c’era voglia di cambiamento. Poi è arrivato internet. Allora andare ai concerti era più importante di un like. Certo, a quei tempi, la discografia aveva più soldi da investire. Oggi il giorno stesso che esce un disco lo trovi scaricabile in rete. È cambiato il rapporto con la musica, è meno sacrale”.

Per quanto riguarda i live, hai già pensato a come rendere al meglio le sonorità del disco?

“Sì, partiamo da Sant’Agata Bolognese l’11 novembre e poi faremo concerti sia nei club sia nei teatri. Sarà un live della mia generazione, non potendo fare un’enciclopedia, mci saranno una ventina di brani, i tredici del disco e altri sette che non ho potuto inserire nell’album. Ci saranno degli ospiti, alcuni miei compagni di avventura, che inviterò, ma anche artisti con cui non ho duettato nel disco”.

Mauro Ermanno Giovanardi incontra i fan in due appuntamenti negli store: il 22 settembre a  Roma a La Feltrinelli di Via Appia (ore 18) e il 25 settembre a Milano a La Feltrinelli di Piazza Piemonte (ore 18:30).

Questa la tracklist de La mia generazione: 1. Aspettando il sole  (Neffa e i Messaggeri della Dopa), 2. Lieve (Marlene Kuntz), 3. Huomini (Ritmo Tribale), 4. Non è per sempre (Afterhours), 5. Cose difficili (Casinò Royale), 6. Baby Dull (Üstmamò), 7. Forma e sostanza (C.S.I.), 8. Lasciati (Subsonica), 9. Cieli neri (Bluvertigo), 10. Corto Maltese (Mau Mau), 11. Stelle buone (C. Donà), 12. Nera signora (La Crus), 13. Il primo Dio (Massimo Volume).

 

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