“Dove cadono le ombre” di Valentina Pedicini vince il Premio del Pubblico al Festival Annecy Cinéma Italien

“Dove cadono le ombre” di Valentina Pedicini, con Federica Rosellini ed Elena Cotta, vince il Premio del Pubblico al Festival Annecy Cinéma Italien. Questa la motivazione: “Una giovane regista, Valentina Pedicini, accompagnata dalla sua attrice principale Federica Rosellini è venuta a presentare un film forte, cupo e affascinante. La regista la segue nei corridoi bui dell’istituto con una messa in scena sobria, rispettando l’essenza del personaggio. La fotografia e la direzione degli attori sono impeccabili. Sì, questo film ci ha colpiti, per la sua forma molto purificata, ma anche per l’argomento molto delicato che affronta. Abbiamo scoperto un’opera forte che, dopo la sua presentazione all’ultima Mostra di Venezia, dovrebbe trovare il suo posto nella classifica del festival quest’anno. Se la merita”.

“Dove cadono le ombre” è ispirato a una storia vera e racconta una pagina nera della recente storia svizzera, cioè il tentativo di sterminio genetico del popolo nomade degli Jenisch. Tra il 1926 e il 1973, centinaia di bambini sono brutalmente strappati alle loro famiglie e stipati in vecchi fatiscenti istituti psichiatrici dove ha luogo la rieducazione. Condannati per anni a una serie di crudeli torture fisiche e psicologiche (bagni gelati, elettroshock, sterilizzazione), molti di loro si aggrappano ai brandelli di quell’infanzia rubata. Anna (Federica Rosellini), infermiera di un vecchio istituto per anziani, è tra quelli che hanno provato a dimenticare e a ricostruire un rifugio accogliente sulle ceneri dell’ex orfanotrofio in cui è cresciuta. Ma quando dal passato riappare Gertrud (Elena Cotta), una vecchia signora dai modi gentili, tutto precipita e il nastro dell’orrore si riavvolge. Sulle pareti dell’ala ovest, la zona delle torture, riappaiono le ombre degli abusi e dei maltrattamenti, l’istituto perde dunque i contorni attuali e torna ad essere ciò che era: tempio di un progetto di eugenetica capitanato da Gertrud in persona. Anna, schiava di quel luogo e di un’infanzia dolorosa che non termina mai, riprende allora le ricerche di Franziska, un’amica d’infanzia sparita misteriosamente molto tempo prima.

Rispondi