THE BOYLERS: il nuovo singolo è “Western People”

Il nuovo singolo della band veneta The Boylers si intitola “Western People”. Quando si attacca a suonare questo pezzo dal vivo la situazione degenera e si scatena il delirio: volano sedie e cadono spettatori. Ancora non è chiaro cosa ci sia di western in quel riff, ma di sicuro se circolassero rivoltelle da queste parti, tutti sparerebbero in aria.

Un brano rock sincero, edonista, senza fronzoli e dalle esplicite sfumature punk!

Il singolo è presentato in pieno stile Boylers, in altre parole senza seguire le regole: Western People arriva ai media con altre tre canzoni, estratte dall’atteso album di debutto Tropic Of Dancer: Fast Fuck, Soul Medicine, Remember To Forget. Una sorta di EP virtuale, perché un solo brano non era abbastanza!

 


BIO

Pulsioni.

È questo il carburante che alimenta il motore dei The Boylers fin dal 2009, quando Nicola Lodo (basso), Diego Avanzo (chitarra) e Fabio “Pastina” Benetti (batteria) fondano una band votata al solo desiderio di emulare le divinità del Rock n Roll, della New Wave e del Post Punk.

Il gruppo prende coraggio, si concretizza nella realtà che circonda l’umida e nebbiosa cittadina di Adria (Rovigo…), ma lo scorrere del tempo vuole presto una metamorfosi della formazione: Mirco Bellini si conferma come frontman, a Christian e Nicola subentrano Marco Nichil (chitarra) e Mattia Buzzarello (basso).

Ci vuole un po’, ma la boy band di Bollitori comincia a macinare idee, finché, fra una bevuta e una diffida, fra una festa degradante e un’altra bevuta, saltano fuori i primi riff, le prime storie da urlare, i primi pezzi.

Il progetto non si ferma mai: negli anni si susseguono i live, il duro lavoro in sala prove, le prime demo low budget.

Non tardano ad arrivare difficoltà e delusioni, ma sono quelle a ispirare e motivare quei cinque, perché se gli remi contro, quelli poi vogliono spaccare di più.

E con l’impegno arrivano le soddisfazioni: fanno da spalla un paio di volte a Marky Ramone, agli Hot Head Show e ai White Cowbell Oklahoma; nel 2015 Emergenza Festival li decreta una delle migliori band del Veneto, mandandoli a suonare al Viper Club di Firenze e all’Alcatraz di Milano, dove si aggiudicano il decimo posto. Gasati, carichi e pronti, in due giorni registrano il loro primo disco “Tropic of Dancer” al “Go Down Studio” e sono pronti a lanciare il loro primo video ufficiale.

E comunque, nelle paludi della bassa, se suoni è davvero dura: quello è il delta del Po, mica del Mississippi…

 

 

 

Pulsioni. È questo il carburante che alimenta il motore dei The Boylers fin dal 2009, quando Nicola Lodo (basso), Diego Avanzo (chitarra) e Fabio “Pastina” Benetti (batteria) fondano una band votata al solo desiderio di emulare le divinità del Rock n Roll, della New Wave e del Post Punk.

Il gruppo prende coraggio, si concretizza nella realtà che circonda l’umida e nebbiosa cittadina di Adria (Rovigo…), ma lo scorrere del tempo vuole presto una metamorfosi della formazione: Mirco Bellini si conferma come frontman, a Christian e Nicola subentrano Marco Nichil (chitarra) e Mattia Buzzarello (basso).

Ci vuole un po’, ma la boy band di Bollitori comincia a macinare idee, finché, fra una bevuta e una diffida, fra una festa degradante e un’altra bevuta, saltano fuori i primi riff, le prime storie da urlare, i primi pezzi.

Il progetto non si ferma mai: negli anni si susseguono i live, il duro lavoro in sala prove, le prime demo low budget.

Non tardano ad arrivare difficoltà e delusioni, ma sono quelle a ispirare e motivare quei cinque, perché se gli remi contro, quelli poi vogliono spaccare di più.

E con l’impegno arrivano le soddisfazioni: fanno da spalla un paio di volte a Marky Ramone, agli Hot Head Show e ai White Cowbell Oklahoma; nel 2015 Emergenza Festival li decreta una delle migliori band del Veneto, mandandoli a suonare al Viper Club di Firenze e all’Alcatraz di Milano, dove si aggiudicano il decimo posto. Gasati, carichi e pronti, in due giorni registrano il loro primo disco “Tropic of Dancer” al “Go Down Studio” e sono pronti a lanciare il loro primo video ufficiale.

E comunque, nelle paludi della bassa, se suoni è davvero dura: quello è il delta del Po, mica del Mississippi…

 

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