Ovazioni al teatro alla Scala per Onegin

di Emanuela Cassola Soldati

Standing ovation, per Onegin, al teatro alla Scala di Milano, per il capolavoro del coreografo sudafricano John Cranko, uno dei balletti più toccanti e drammatici del ‘900, trasformato, nel 1965, in “dramma in danza”, dai versi dell’omonimo romanzo di Puskin, per il Balletto di Stoccarda, riveduto, quattro anni dopo per New York.

Il dramma puskiniano, rimane un esempio di costruzione narrativa al “anello” o a nodo, nel quale, le attrazioni asincroniche dei due amanti protagonisti, s’incontrano per poi ravvedersi e nuovamente allontanarsi, in uno spazio tempo, nel quale viene giustificata anche una morte a duello, in nome dell’amore.

Lo stile inconfondibile di Cranko, apparentemente, semplice nella composizione strutturale coreografica, si avvale di rotondità e legazioni scivolate del movimento, che rendono calzanti i dialoghi dei personaggi, attraverso l’interpretazione viscerale degli interpreti. Oltre il tecnicismo mero e puro della danza.

bolle-nunez in onegin

Apre e chiude le danze di questo cartellone, la coppia di étoile Roberto Bolle e Marianela Nunez, ospite.

Al teatro alla Scala, il titolo debuttò solo nel 1993 in un’edizione nella quale i ruoli di Tat’jana e Onegin, erano interpretati da Carla Fracci e Rex Harringtton. Da allora, l’opera di Cranko, è tornata più volte al Piermarini, segnando nel 2010 , l’esordio di un giovane Bolle, impegnato a prepararsi a Stoccarda, per entrare nel ruolo sofferto e gelido del protagonista.

foto Onegin.-R.-Bolle-

2010-12, sono gli anni nei quali Bolle danza con Maria Eichwald e Alessandra Ferri, arrivando poi a formare una partnership naturale, con MarianelaNunez, argentina, étoile del teatro Colon e PrincipalDancer del Royal Ballet di Londra, insieme per la prima volta in questa edizione scaligera.

Sulle note delle musiche di Cajkowskij,  gli arrangiamenti di Kurt Heinz Stolze, la direzione impeccabile del maestro Felix Korobov, “bacchetta”, del teatro Musicale Accademico Stanislavskij e Mosca, per la prima volta alla Scala, alla guida dell’orchestra del teatro alla Scala. Il Corpo di Ballo e i suoi solisti diretti da Frédéric Olivieri, si calano perfettamente nelle dinamiche dei personaggi del romanzo di Puskin, esaltandone caratteristiche e note di colore dei personaggi.

Onegin, balletto narrativo, in tre atti e sei quadri, richiede spessore e carattere nei ruoli, così come per ilpersonaggoi di Lenskij, di cui ricordiamo nel 1993, l’interpretazione di Massimo Murru, come pure, per OL’ga, il Principe Gremin, la vedova Larina e la nutrice, si sono esibiti, in questa settima rappresentazione: Claudio Coviello, MikZeni, Agnese di Clemente, Beatrice Carbone e Monica Vaglietti.

Una chiave poetica e narrativa moderna quella del coreografo Cranko creata ed ispirata al poema russo di Puskin, ambientata nell’800 imperiale di S.Pietroburgo, tanto perfetta da non essere ancor oggi riusciti a rimaneggiare o ricrearne altri inediti.

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