Intervista con Max Laudadio, che interpreterà il Genio in “Aladin – Il musical”: “E’ una grande sfida e un cerchio che si chiude”

“Sono partito dal teatro, ho preso parte a diversi musical quando ero più giovane, poi la vita ti porta a fare altro, ma la passione per questo genere teatrale è rimasta dentro, l’ho sempre coltivata, ho continuato a studiare e sono contento che sia arrivata questa opportunità”. Max Laudadio interpreterà il Genio nella celebre opera “Aladin – Il musical” scritto da Stefano D’Orazio con le musiche dei Pooh, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, per la regia di Luca Cattaneo, che debutterà ad ottobre 2024 nei principali teatri italiani.

In questa piacevole chiacchierata l’attore teatrale, conduttore tv e radiofonico, attore nonché inviato di Striscia la notizia ci ha parlato del Genio, di come si sta preparando, dei ricordi legati a Stefano D’Orazio e dei tre desideri che vorrebbe vedere esauditi.

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credit foto © Niccolo Cambi/Massimo Sestini

Max, in “Aladin – Il musical” sarà il Genio, cosa rappresenta per lei interpretare questo personaggio?

“E’ una grande sfida perchè quindici anni fa, quando “Aladin” debuttò per la prima volta, mi presentai ai casting per il ruolo del Genio. Siamo arrivati al callback finale io e Roberto Ciufoli e poi presero lui, evidentemente per grande merito. Quindi era qualcosa rimasto in sospeso e quando mi hanno richiamato per propormi questa parte mi ha sorpreso perchè nel frattempo sono accadute altre cose nella mia vita professionale. Sono felicissimo di interpretarlo. E’ una bella esperienza anche perchè il Genio balla, canta, recita, è quindi un ruolo complesso e ho già iniziato le prove perchè al debutto ad ottobre voglio arrivare molto preparato”.

Possiamo dire allora che è una sorta di rivincita interpretare il Genio…

“E’ un cerchio che si chiude. Sono partito dal teatro, ho preso parte a diversi musical quando ero più giovane, poi la vita ti porta a fare altro, ma la passione per questo genere teatrale è rimasta dentro, l’ho sempre coltivata, ho continuato a studiare e sono contento che sia arrivata questa opportunità. Quando ho comunicato la notizia a mia figlia che ha 21 anni mi ha detto: “papà, hai 50 anni, è l’ultimo colpo”. Speriamo proprio di no (ride)”.

Tra i musical che ha interpretato ci sono “Caino e Abele” e “Studio 54” di cui ha curato anche la regia…

“E’ stata una bella esperienza perchè non era il classico musical, c’era un corpo di ballo di grandissimi professionisti, un cast attoriale di alto livello, era una sfida importante in quanto era il primo musical interattivo che arrivava in Italia. Alla fine del primo atto chiedevamo alla gente in sala di alzarsi e trasformare il teatro in una discoteca. Questo esperimento è stato fatto al Teatro Nuovo di Milano. Ai tempi non c’era l’abitudine alla partecipazione totale ma fu un successo, facemmo venti repliche continuative con spettatori che tornavano anche due sere di fila per vedere lo spettacolo”.

Teatro Nuovo di Milano che purtroppo ha chiuso i battenti…

“E’ un grande peccato, ai tempi facemmo anche un servizio con Striscia la notizia per garantire e tutelare l’apertura del Teatro Nuovo perchè c’era già un progetto per un supermercato e si riuscì a bloccarlo grazie a Vittorio Sgarbi, che mise un veto culturale decretandolo teatro storico. Sono rimasto a bocca aperta quando l’ho visto chiudere, mi è dispiaciuto molto”.

Purtroppo oggi il business sembra avere più importanza della cultura…

“E’ la mentalità della società in cui siamo nati, cresciuti e in cui viviamo. Dobbiamo insegnare ai nostri figli che questa non è la strada giusta e che vanno tutelate arti come il teatro, il cinema, la recitazione, il canto, il ballo, che portano ad aprire il cuore e sono un dialogo diretto con l’anima. Si sta invece un po’ perdendo l’abitudine a questo”.

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credit foto © Niccolo Cambi/Massimo Sestini

Le va di regalarci un ricordo di Stefano D’Orazio?

“Ho un ricordo molto bello, ho avuto anche l’opportunità di collaborare insieme a lui e ai Pooh in varie occasioni al Teatro di Brescia, e poi ci siamo rivisti al provino per il musical “Aladin”. Era una persona meravigliosa, è stato un grandissimo batterista ma è stato anche capace di reinventarsi scrittore e autore di questo musical e di altre bellissime opere. Un artista con la “a” maiuscola riesce a fare tutto, lui lo era. Conoscevo bene anche Manuel Frattini, il grande dispiacere che ho è non poter fare questo spettacolo con loro ma spero che da lassù siano felici e fieri di come lo porteremo in scena”.

Uno spettacolo che vanta le musiche dei Pooh…

“La colonna sonora è pazzesca. Quando i grandi artisti decidono di dedicarsi e prestarsi ad un’altra arte come può essere il teatro non può che uscire un prodotto di altissimo livello. E’ un onore e una sfida in più avere la difficoltà di dover rappresentare uno spettacolo scritto così bene. Quando abbiamo fatto i casting ho voluto essere presente ogni giorno dalle 8 del mattino  con il regista, il coreografo e il direttore musicale, e ho voluto vedere tutti i candidati perchè credo sia importante creare una squadra affiatata in quanto il livello di preparazione che ci viene richiesto è molto alto. E’ stata quasi completata la selezione. I ragazzi sono cresciuti notevolmente, le scuole di preparazione per i musical sono eccellenti”.

Come si preparerà per vestire i panni del Genio?

“Le prove inizieranno a settembre, debutteremo ad ottobre ma io a maggio inizierò la sezione di ballo con la coreografa, a giugno e luglio quella di canto e a luglio e agosto con il regista ci occuperemo della recitazione. E’ il periodo in cui sono più libero non andando in onda Striscia la Notizia”.

A proposito di Striscia la Notizia, qual è il servizio che le ha dato maggiore soddisfazione realizzare?

“Io mi occupo di truffe, inganni, di aiutare le persone ma il servizio che mi ha dato più soddisfazione in questi 23 anni di Striscia la Notizia è quello di un ragazzino in sedia a rotelle che respirava con il respiratore attaccato alla gola e doveva cambiare questo tubicino di cartone tutti i giorni ma spesso non glielo consegnavano. Per lui era di vitale importanza. Fare questo servizio, risolvere dopo cinque ore il problema e vedere la felicità negli occhi di questo giovane è stata una spinta oltre ogni limite, è un sogno che ti permette di dire faccio un lavoro che può aiutare le persone ed è un dono grandissimo”.

Se lei fosse il Genio quali sono i tre desideri che vorrebbe esaudire?

“In primis oggi vorrei vivere in un mondo dove ci fosse la pace, dove fossimo capaci di ascoltarci, di stare insieme e condividere. Non accetto la violenza, il sopruso, l’egocentrismo, non mi appartengono. Come secondo desiderio, essendo io una persona molto felice, vorrei che tutto rimanesse così com’è. Il terzo lo lascio a ciascuno dei lettori che leggeranno questa intervista sperando che si realizzi”.

di Francesca Monti

credit foto © Niccolò Cambi/Massimo Sestini

Si ringrazia Stefania Scarpetta

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