Intervista con il cantautore Francesco Bellucci: “Il disco Siamo Vivi nasce dal bisogno di raccontare la vita”

di Francesca Monti

Si intitola “Siamo Vivi” il nuovo album del giovane e talentuoso cantautore modenese Francesco Bellucci. Anticipato dal singolo Vivere Davvero, che nella scorsa stagione ha riscosso un ottimo successo in termini di classifiche e passaggi radio, Siamo Vivi, prodotto da Eric Ombelli e Francesco Bellucci, contiene 12 tracce in cui vengono affrontati diversi temi, dalla tecnologia che condiziona la nostra società alla vita di tutti i giorni con i suoi alti e bassi, in cui però non dobbiamo mai dimenticare di continuare a inseguire i nostri sogni e le nostre passioni. Proprio come fa Francesco Bellucci attraverso la musica.

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Ciao Francesco, puoi raccontarci com’è nato il tuo nuovo disco “Siamo vivi”?

“Il bisogno di raccontare la vita e certi suoi aspetti in un album mi “tormentava” da parecchio tempo, ma era solo un sogno e lo vivevo come tale. A un certo punto ho sentito che era arrivato il momento di fare seriamente. O partivo dando vita al “sogno” o stavo fermo e lo lasciavo morire nel cassetto! Da qui il titolo-proporzione della prima traccia “Partire:Vivere = Restare:Morire””.

L’album si apre proprio con l’intro strumentale Partire:Vivere = Restare:Morire, una reinterpretazione della frase pronunciata da Romeo nel romanzo “Romeo e Giulietta”. Un concetto quello di inseguire i propri sogni che torna nel brano di chiusura I sogni scappano. Sono brani autobiografici?

“Assolutamente sì. Ogni canzone del disco è autobiografica. Non riesco a scrivere di qualcosa che non ho vissuto o provato in prima persona! Il significato di “Partire:Vivere = Restare:Morire” è legato al momento in cui ho capito che non potevo più rimandare. La vita è una e voglio viverla facendo ciò che amo; facendo musica! Nel secondo caso, nella traccia “I Sogni Scappano”, ho voluto raccontare gli alti e bassi della vita e la mia soluzione per tirare avanti nei momenti di down… anche in questo caso la musica! Ascoltando il resto di “Siamo Vivi” è facile notare il collegamento che unisce tutte canzoni… ascoltare per credere!”.

In Siamo vivi parli della società attuale in cui il mondo viene visto attraverso lo schermo della tecnologia. Qual è il tuo rapporto con i social?

“Mi piace comunicare con i social. Grazie ad essi possiamo parlare a tutto il mondo con estrema facilità, però mi sto accorgendo che è una componente troppo presente nella quotidianità. La canzone è come un promemoria che ho scritto per me… per ricordarmi di vivere appieno i momenti e soprattutto le persone che ho accanto, senza trascurarle cercando l’approvazione di chi è distante con un nuovo post. Bisogna dare il giusto valore al tempo e ai propri cari… ogni tanto spengo il telefono!”.

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Da cosa trai ispirazione per scrivere le tue canzoni?

“Scrivo quello che vivo. Non so spiegare esattamente cosa accade. E’ come un peso che ti porti dentro… Quando lo hai portato troppo a lungo e non ne puoi più, scrivi!”.

Hai aperto i concerti di Francesco Gabbani e Alessio Bernabei. Che ricordo hai di quelle serate?

“Cantare le proprie canzoni quando da sopra al palco non vedi la fine degli spettatori è veramente pazzesco, un’emozione molto molto forte! Ma questo è solo il lato più emotivo legato a queste esperienze. Ho avuto modo di conoscere tantissime persone straordinarie e di imparare molto. Oggi sono un artista più consapevole delle proprie capacità e dei propri limiti, la storia continua!”.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

“Fin da bambino ascoltavo i dischi dei “grandi cantautori”: Lucio Dalla, Vasco Rossi, Rino Gaetano, De Gregori, De Andrè, Guccini, gli Stadio di Gaetano Curreri, Carboni… Questi sono i miei maestri!”.

Presenterai il tuo disco con dei live?

“La mia intenzione per l’inverno è proprio questa. Con il mese di Dicembre inizieranno le prime date di presentazione del disco e sto facendo di tutto per portarlo su è giù in tutta Italia… Non vedo l’ora!”.

 

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