Dramma senza fine per l’ex maratoneta Vincenza Sicari: il 13 novembre un nuovo trasferimento a Verona

Si aggiunge un nuovo assurdo capitolo alla drammatica vicenda dell’ex maratoneta azzurra Vincenza Sicari, in quello che è un evidente e gravissimo caso di malasanità, tra continui passaggi di responsabilità fra medici di diversi ospedali italiani e false speranze che puntualmente vanno in frantumi.

Vincenza Sicari, 38 anni, ventinovesima alle Olimpiadi di Pechino 2008, dal 2014 vive in un letto d’ospedale paralizzata dal tronco in giù per una malattia degenerativa neuromuscolare mai diagnosticata.

Due mesi fa l’atleta, dopo essere stata ricoverata per dieci mesi all’ospedale Sant’Andrea di Roma, aveva ottenuto tramite un provvedimento del giudice tutelare di essere trasferita al Policlinico di Tor Vergata per essere sottoposta a nuovi esami più specifici volti a dare un nome alla malattia di cui è affetta. Sembrava la fine di un incubo, ma di fronte all’atteggiamento della struttura romana che non ha eseguito le indagini ulteriori come da richiesta del giudice, Vincenza Sicari e i suoi legali sono stati costretti a fare una nuova domanda di trasferimento all’ospedale di Verona Borgo Trento, attraverso un altro provvedimento d’urgenza. I medici del nosocomio scaligero, però, dopo aver parlato con i colleghi di Tor Vergata, hanno detto di non voler eseguire gli esami specifici necessari, tanto che il giudice ha autorizzato l’atleta a fare causa a entrambi gli ospedali. Come ci ha detto Vincenza Sicari telefonicamente il trasferimento si farà comunque:  “Il 13 novembre mi trasferiranno a Verona, come stabilito dal giudice. Ogni giorno che passa sto sempre peggio e invece di essere sottoposta alle indagini per capire quale sia la malattia di cui soffro e trovare una cura per salvarmi la vita mi parlano di esami psichiatrici, facendomi passare per pazza. Non si rendono conto che stanno giocando con una vita umana. Io continuerò a lottare finchè avrò la forza perché escano fuori gli errori che sono stati commessi e che continuo a subire”.

L’ho scritto altre volte e continuerò a scriverlo finchè non si farà piena luce su questa situazione inqualificabile: perché nessuno si interessa concretamente a questo caso? Forse non ha sufficiente appeal mediatico? Perché anziché far uscire la verità e gli errori medici commessi ci si copre a vicenda, sballottando una persona gravemente malata da una città all’altra, tra speranze e puntuali disillusioni? Possibile che in Italia non ci sia un ospedale o un medico che possa fare questi esami specifici e trovare una cura?  Oltretutto è inammissibile che, con tanto di provvedimento del giudice, se una persona chiede come da suo diritto, di fare nuovi esami viene fatta passare per pazza. Quello che vedo è tanto menefreghismo e mancanza di umanità da parte di chi potrebbe e dovrebbe aiutare Vincenza Sicari. Per fortuna però c’è anche tanta solidarietà e affetto da parte di persone comuni che attraverso i social e non solo lottano con Vincenza, facendole sentire la loro vicinanza in questa difficile battaglia per la vita.

#AiutiamoVincenza

Per firmare la petizione: https://t.co/47LTVp1hsX

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