“Possibili scenari” è il titolo del nuovo atteso disco di inediti di Cesare Cremonini, in uscita venerdì 24 novembre.
Per questo progetto, che è stato prodotto da Walter Mameli per Trecuori e Universal Music e registrato negli Studi Mille Galassie di Bologna, il cantautore ha attinto dalle esperienze della sua ventennale carriera, miscelando la sua vena cantautorale con le sonorità di questa epoca musicale, senza però dimenticare le proprie origini.

credit foto Giovanni Gastel
Cremonini ha potuto contare sulla collaborazione di Davide Petrella in veste di co-autore durante la lunga fase di scrittura delle dieci canzoni che vanno a comporre l’album (fatta eccezione per “Nessuno vuole essere Robin“).
“Possibili scenari” verrà presentato live con il tour “Stadi 2018” (prodotto e organizzato da Live Nation Italia) che nella prima settimana di apertura delle prevendite ha superato i 60 mila biglietti venduti e si svolgerà il 15 giugno a Lignano (Stadio Teghil), il 20 giugno a Milano (Stadio San Siro), il 23 giugno a Roma (Stadio Olimpico) e in chiusura a Bologna il 26 giugno allo Stadio Dall’Ara.
Abbiamo ascoltato in anteprima Possibili scenari. Ecco la nostra recensione.

Cesare Cremonini è uno dei pochi cantautori che non finiscono mai di stupire, nell’accezione positiva del termine, rischiando, sperimentando, cercando sempre nuove strade, plasmando dischi che non seguono le mode del momento o che vengono creati appositamente per avere successo in radio, ma che sono il frutto della sua vena creativa e della sua libertà espressiva. Già il primo singolo “Poetica” era stato un antipasto gustoso di quello che sarebbe stato il nuovo progetto. Sì perché oggi proporre una canzone della durata di cinque minuti, con una struttura particolare e un arrangiamento con archi e chitarre acide è sicuramente qualcosa di originale e rivoluzionario. Se questo inno alla vita ha fin da subito conquistato tutti, anche il disco non sarà da meno.
In questo nuovo disco Cesare ci porta alla scoperta di tanti mondi musicali differenti, variegati, con sonorità che spaziano dall’indie al pop, al rock alle ballad romantiche, e testi intrisi di poesia, umanità, amore ma anche ribellione, silenzi, solitudine.
“Possibili scenari”, il brano che apre l’album, sembra lasciare spazio ad una sorta di disillusione, di fronte al mondo di oggi con scenari sempre più incerti, in realtà è un pezzo che sprizza energia e che racconta di come sia ancora possibile inventare la gioia, perché “al circolo dei cuori solitari, un cartello avvisa: qui potete scegliere l’amore!”.
Ci sono poi l’emozionante ballata “Nessuno vuole essere Robin” che dipinge l’incontro tra due ex innamorati per poi delineare uno spaccato della società in cui viviamo, in cui tutti vogliono primeggiare e si scordano le cose realmente importanti, e la trascinante “Kashmir Kashmir”, in cui il ritmo della disco music fa da sottofondo alla storia di un ipotetico figlio di un integralista islamico, che arriva nel mondo occidentale e si ritrova spaesato ma con una grande voglia di ballare. Si passa poi al pop frizzante di “La Isla” fino ad arrivare al rock psichedelico di “Un uomo nuovo”, alle atmosfere dolci e nostalgiche degli anni ’60 di “Il cielo era sereno”, all’intima “Silent Hill”, in cui Cesare parla dell’importanza dell’affrontare i propri fantasmi perché “non ci molleranno fino a quando non avremo il coraggio di ammettere chi realmente siamo”.
In chiusura ci sono “Al tuo matrimonio” che si ispira al film “Il laureato” e la dolcissima “La macchina del tempo”, una storia d’amore raccontata al contrario, che parte dall’ultimo bacio e torna indietro fino al primo incontro, quando tutto ha avuto inizio.
“Possibili scenari” è un disco che nella sua complessità e varietà convince appieno, e che va ascoltato più volte per cogliere tutte le sfumature di colore e la profondità delle parole dei testi con cui Cesare Cremonini arriva al cuore e all’anima delle persone.
Francesca Monti
