Quarto Tempo – 10th Anniversary Edition: Intervista con il Maestro Roberto Cacciapaglia: “La musica è una porta verso l’insondabile”

A dieci anni dall’uscita dello storico album “Quarto tempo”, opera fondamentale che apre la collaborazione con la Royal Philharmonic Orchestra, il Maestro Roberto  Cacciapaglia, tra i più grandi compositori e pianisti italiani, ha pubblicato “Quarto Tempo – 10th Anniversary Edition”, un doppio cd che contiene oltre ai 12 brani originali, anche le interpretazioni per pianoforte solo di tutte le composizioni e una versione inedita di “The Boy who Dreamed Aeroplanes – Il ragazzo che sognava aeroplani”. Il disco è subito entrato al primo posto su iTunes Classic Italia, in quinta posizione in Olanda Classic, in diciannovesima in Francia Classic e in quarantesima in Usa Classic. Per il master, Roberto Cacciapaglia è tornato a Londra agli Abbey Road Studios, tempio della musica senza confini di genere, e ha affidato questo lavoro a Andrew Walter, che ha lavorato, tra gli altri, per Rostropovich, Maria Callas, U2, The Beatles, Roger Waters, John Williams.

Tutti i brani del lavoro, co-prodotto da Gianpiero Dionigi e Gianmaria Serranò, sono scritti e prodotti da Roberto Cacciapaglia.

Un periodo ricco di appuntamenti dal vivo attende il musicista che ha partecipato, in veste di featuring, al brano “Second Chance (dont’ back down)”, contenuto nel nuovo album “Oblivion” del rapper statunitense T-Pain, che ha portato il brano a essere il più ascoltato dell’intero disco e a essere uno dei più ascoltati al mondo su Spotify.

Da febbraio 2018 il Maestro sarà poi impegnato in una tournée internazionale che lo vedrà protagonista nei più importanti teatri del mondo, che prenderà il via dalla Russia e toccherà anche la Cina per poi approdare in Italia a marzo, dove si esibirà al Teatro Verdi di Firenze (5 marzo), all’Auditorium Fondazione Cariplo di Milano (17 marzo), alla Sala Petrassi del Parco della Musica di Roma (13 marzo), al Teatro Duse di Bologna (16 marzo), al Teatro Cristallo di Bolzano (6 marzo), al Teatro Camploy di Verona (19 marzo). Al termine del tour Italiano, seguiranno 4 date in America, nelle città di New York, San Francisco, Los Angeles e Toronto.

Abbiamo avuto l’onore di fare una piacevole e interessante chiacchierata con il Maestro Roberto Cacciapaglia. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cacciapaglia_cover Quarto Tempo

E’ uscito “Quarto Tempo – 10th Anniversary Deluxe Edition”, un doppio cd che celebra il decennale del disco “Quarto Tempo” e che contiene anche na versione inedita di “The Boy who Dreamed Aeroplanes – Il ragazzo che sognava aeroplani”. Ci racconta com’è nato questo progetto?

“”Quarto tempo”, uscito dieci anni fa, è stato importante per me perhè è stato il primo disco fatto con la Royal Philharmonic Orchestra, che ha aperto una lunga collaborazione, che ha portato poi a lavorare insieme in cinque progetti. Quindi, essendo stato un incontro molto prezioso anche per la mia carriera, in occasione del decennale ho pensato di celebrare questo lavoro con un doppio cd, che contiene oltre ai 12 brani originali, anche le interpretazioni per pianoforte solo di tutte le composizioni e una versione inedita di “The Boy who Dreamed Aeroplanes – Il ragazzo che sognava aeroplani”, un pezzo che ho deciso di inserire perché doveva essere contenuto già in “Quarto tempo” e poi non è mai stato pubblicato”.

Nel 2018 porterà questo disco in una tournée internazionale in Europa e nel mondo…

“Aprirò il 2018 con un live in Russia, è la quarta volta che vado in tour in questo Paese e c’è un ottimo feeling con il pubblico russo, poi tornerò in Italia a marzo per 10 date, la prima delle quali il 5 a Firenze, seguiranno quindi Milano, Roma, Bologna, Bolzano, Verona, in aprile farò quattro date a New York, San Francisco, Los Angeles e Toronto e poi saremo in Cina”.

Da cosa trae ispirazione per comporre la sua musica?

“La mia musica è collegata alla mia ricerca personale. La musica mette le vibrazioni sonore, che sono come autostrade energetiche che ci permettono di comunicare il suono e di superare tutti gli ostacoli. Io parto dal silenzio, intendo quello interiore, non esterno,  l’ispirazione può avvenire anche mentro mi trovo in una stazione, in una strada, se riesco a raggiungere un livello di silenzio abbastanza profondo poi il suono che esce va, contatta l’ascoltatore e nasce una comunione sonora”.

Cacciapaglia_foto verticale

Nel corso della sua straordinaria carriera ha lavorato con tantissimi artisti, l’ultimo è stato T-Pain. Come si è sviluppata questa collaborazione?

“E’ una collaborazione nata per caso, T-Pain ha creato un pezzo straordinario, “Second Chance (dont’ back down)”, contenuto nel suo nuovo album “Oblivion”. Per me è stata una bellissima sorpresa, lui ha scoperto questo pezzo a cui sono molto legato, e ci ha lavorato sopra, lasciando i primi 30 secondi identici al mio, poi ha aggiunto la parte cantata e ha fatto davvero un bel lavoro”.

Qual è la collaborazione a cui è più legato?

“Forse quella con il mio caro amico Franco Battiato, una grande persona che mi ha trasmesso un’importante esperienza musicale”.

Lei è anche fondatore della Educational Music Academy. Che consiglio darebbe ad un giovane che vuole iniziare a fare il musicista?

“L’Academy è nata cinque anni fa, sono molto contento, arrivano ragazzi da tutta Italia e noi li aiutiamo a realizzare le loro opere, con un percorso individuale. L’anno scorso abbiamo anche prodotto un cd “Neo Composers Piano&” che è arrivato primo su Itunes Classic, ed è stato realizzato da 15 ragazzi che non avevano mai inciso un disco quindi è stata una bella soddisfazione. L’Academy è nata dall’idea di dare un’occasione importante ai giovani per aiutarli a realizzare i loro desideri, essere capaci di suonare nelle loro opere. Noi siamo un po’ dei maestri, c’è anche una psicologa, che insegna rilassamento, respirazione, perchè mente, voce e corpo sono fondamentali per chi fa musica. Siamo una via di mezzo tra maestri di pianoforte e produttori artistici che seguono i ragazzi, ma il concetto più importante che vogliamo far passare e insegnare ai ragazzi è che la musica è un mezzo di crescita, non un fine. Me ne accorgo dal pubblico che viene ai miei concerti e ha un’età che va da otto anni fino a 90 anni e che vuole dalla musica nutrimento, che sa che da questa arte straordinaria può ricevere qualcosa. Noi usiamo spesso la musica come intrattenimento, come un salvagente in superficie, ma possiamo essere anche dei sub che vanno in profondità di questa arte e raccolgono le perle che ci può dare”.

Cosa rappresenta per lei la musica? 

“La musica è uno strumento di evoluzione, una porta verso l’insondabile, qualcosa che ci può aiutare a toccare quelle parti profonde in una società come quella odierna sempre più caotica, in cui siamo tutti occupati e viviamo in superficie. La musica ha una grande capacità, non dà indicazioni, è un’arte che lascia libere le persone. Se siamo in mille, in centomila, ad ascoltare una canzone ognuno è libero di interpretarla come crede. Rispetto alle altre arti straordinarie come cinema, letteratura, la musica non ha un’immagine da seguire, è un’arte molto intima e profonda, ma anche rituale, collettiva e sociale”.

di Francesca Monti

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