Terremoto Marche: consegnate casette con problemi idraulici e cumuli di terra

Nei paesi delle Marche colpiti dal terremoto del 2016 sono arrivate per Natale le casette Sae, peccato che non siano agibili, ma sporche, con problemi idraulici, in aree senza marciapiedi, con cumuli di terra, tubi, e materiale di cantiere ancora presenti. Il sindaco di Sarnano, e quelli di Visso e Caldarola (Macerata) hanno denunciato il fatto e protestato hiustamente per una situazione inaccettabile, dopo oltre un anno di attesa. Alcune famiglie si sono rifiutate di entrare nelle casette.

“E’ desolante. All’esterno vialetti ancora da sistemare, cumuli di terra, terrapieni da ultimare, reti da cantiere, asfaltatura rovinata, pezzi di catrame sulle aiuole. All’interno, oltre alla sporcizia, parte del mobilio e dei complementi d’arredo previsti nel capitolato non montati o addirittura assenti”, ha detto il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli. “Mi rifiuto di consegnarle. In teoria i lavori delle casette, arredi compresi, sarebbero stati ultimati il 22 dicembre, ma lascio a ognuno giudicare se sia possibile considerare terminati i lavori. La consegna prevista per mercoledì mattina è rinviata perché mi rifiuto di farla in queste condizioni. È del tutto evidente che ci sia una responsabilità diretta delle ditte che stanno operando in cantiere”.

La stessa situazione è stata denunciata anche dal primo cittadino di Visso Giuliano Pazzaglini: “Dodici Sae consegnate e nessuna abitabile. Posso accettare che su una ci sia un problema, potrei anche capire se succedesse su due. Ma consegnarle in quelle condizioni, sporche, con danni alle pareti, con perdite da lavandini, sanitari o impianti di riscaldamento, non è accettabile. Non sarà un pensiero natalizio, ma spero proprio che qualcuno paghi per questo”.

Come è possibile che sia accduto tutto questo? Dove sono le istituzioni che dovrebbero controllare i lavori di ricostruzioni dopo il sisma? Ma soprattutto possono delle persone che hanno perso tutto a causa del terremoto venire trattate in questo modo ignobile?

(Foto d’archivio)

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