La seconda stagione de “Le ragazze del ‘68”, in onda da domenica 7 gennaio alle 20.30 su Rai3

A 60 anni esatti dal Movimento del Sessantotto, continua il racconto al femminile degli anni che hanno visto cambiare la società italiana.
In questa seconda stagione de “Le ragazze del ‘68”, in onda da domenica 7 gennaio alle 20.30 su Rai3, le voci delle donne saranno ancora più variegate e, in ognuna delle sei puntate, a raccontare la sua personale rivoluzione, al fianco di ogni donna “sconosciuta”, ce ne sarà anche una nota al grande pubblico. Dodici donne, che si alterneranno nel racconto delle fragilità, delle paure e del coraggio che hanno fatto di loro le prime attrici di un’epoca irripetibile e rivoluzionaria, soprattutto dal punto di vista delle donne.
Contestazioni studentesche, scioperi operai, manifestazioni di piazza che vedono sempre più ragazze prendere per la prima volta la parola, appropriarsi della loro vita, emancipando così il concetto del ruolo della donna, fino ad allora solo sposa e madre. È il ’68, una rivoluzione collettiva fatta di tante straordinarie storie personali.
Studentesse o contadine, borghesi o proletarie, ragazze madri, femministe, giornaliste, cantanti, hippie: Le ragazze del ’68 sono diverse tra loro per provenienza, estrazione sociale, istruzione e opinioni, ma tutte ricordano ancora con emozione il periodo che fece intraprendere loro un cammino di cambiamento e di consapevolezza. Perché da quel momento, nulla fu più lo stesso per le donne e per tutta la società.
Nella prima puntata di domenica 7 gennaio, si alterneranno le voci di Gabriella Belloni, fotoreporter e inviata, e Bice Biagi, giornalista e scrittrice.
Gabriella Belloni nel 1968 aveva diciotto anni e una sola certezza: andare via. La sua personale rivoluzione inizia con una macchina fotografica al collo, facendo reportage per la rivista Ciao 2001. Nel 1970 c’è anche lei al leggendario concerto dell’Isola di Wight. Gabriella si è sentita dire che mai sarebbe diventata un’inviata, si è scontrata con la realtà, ha visto la depressione e alla fine ha trovato la medicina che l’ha fatta guarire: un biglietto di sola andata per New York City. Aveva 20 anni. Oggi Gabriella è convinta più di ieri che per vivere bisogna muoversi, perché gli alberi hanno le radici, ma gli uomini no.
Quando il movimento studentesco cominciava a far sentire la sua voce, Bice Biagi frequentava la Facoltà di Lettere alla Statale di Milano. Suo padre, Enzo Biagi, le ripeteva sempre che ciò che rende davvero libera una donna è prima di tutto il lavoro. Questo è stato per lei uno dei principi fondamentali su cui fondare la propria vita, da donna e da giornalista. Dall’attentato di Piazza Fontana alla Russia degli anni Settanta, Bice ha visto il mondo cambiare mentre anche la sua vita cambiava come quella di tante donne. L’esperienza le ha insegnato che nella vita è importante ascoltare gli altri, ma prima di tutto bisogna ascoltare se stesse.
Anche questo prodotto, come il precedente “Le ragazze del ‘46”, vuole essere un contributo al patrimonio documentale della storia del Paese. Una scatola della memoria televisiva che arricchisce, emoziona e informa le nuove generazioni.
Le ragazze del ‘68 è un programma di Cristiana Mastropietro, Riccardo Mastropietro e Giulio Testa, scritto con Virginia Di Marno, Francesca Cucci e Claudia Panero. La regia è di Michele Imperio e Aldo Iuliano.

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