Dolores O’Riordan, una voce meravigliosa che non si spegnerà mai

Ho aspettato qualche giorno per scrivere un articolo a ricordo di Dolores O’Riordan, la frontwoman dei The Cranberries scomparsa improvvisamente a Londra lo scorso lunedì a soli 46 anni. Sì perchè in questi casi non è facile trovare le parole, e il silenzio e le emozioni sovrastano ogni cosa. Ma poi questo stesso silenzio inizia a colorarsi delle note di quelle canzoni che hanno segnato la mia adolescenza e quella di tanti altri giovani della mia generazione, regalandoci forza e coraggio nei momenti difficili, come spesso fa la musica. Brani come “Zombie”, in cui Dolores cantava l’orrore della guerra in Irlanda, lo stesso orrore che vediamo oggi in tante parti del mondo, ma anche la dolcezza e l’amore per la famiglia di “Ode to my family”, o il monito contro la droga di “Salvation”, passando per la spensieratezza di “Just my imagination”, per l’intima “No need to argue”, per l’energica “Promises” o per “Animal Instinct”, la mia canzone preferita, che parla dell’istinto materno di una mamma che fa di tutto per stare con i propri figli.

Dolores, così piccola e minuta, ma con una voce grandiosa e un’energia pazzesca che trasmetteva ogni volta che saliva su un palco, è riuscita a unire la potenza del rock a quei suoni celtici tipici della sua terra, che ti fanno subito pensare agli immensi spazi dell’Irlanda, dove il verde dei prati si perde nell’orizzonte, tra cielo, nuvole e mare, regalandoti un senso di libertà. Ma Dolores O’Riordan è stata in un certo senso anche rivoluzionaria, lei che ha dato nuova linfa al rock, sdoganando l’immagine di frontwoman di un gruppo maschile. Lei, fragile e forte, dolce ed energica, allo stesso tempo, uno spirito libero, diventata punto di riferimento per una generazione che negli anni Novanta viveva un periodo complicato, sia a livello storico che sociale. Ora il cuore è gonfio di dolore come se avessimo perso un’amica. Nel silenzio sembra di sentire risuonare l’eco di queste canzoni che ti lasciano Senza fiato, come il titolo del brano che Dolores ha cantato con i Negramaro. Così ascolto e riascolto quei pezzi, proprio come facevo venti anni fa, ripensando al 2000, quando ho visto per la prima volta live i The Cranberries al Festivalbar. I ricordi si fanno sempre più indelebili e struggenti e ti sembra di vedere ancora una volta Dolores cantare, suonare la sua chitarra e sorridere.

F.M.

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