In questa puntata di “Le ragazze del ’68”, in onda domenica 11 febbraio alle 20.30 le storie di Ritanna Armeni, giornalista, scrittrice e conduttrice TV e Maura Fabbri, ex calciatrice della prima nazionale italiana di calcio femminile

In questa puntata di “Le ragazze del ’68”, in onda domenica 11 febbraio alle 20.30, le voci di due donne dal carattere forte e deciso raccontano un ’68 di ribellione e passione: Ritanna Armeni, giornalista, scrittrice e conduttrice TV e Maura Fabbri, ex calciatrice della prima nazionale italiana di calcio femminile.
Nel 1968 Ritanna Armeni arriva da Brindisi alla stazione Termini di Roma. L’aria è diversa, è forte la sensazione di libertà che respira per la prima volta nella sua vita. Scopre la città, i cineforum e l’Università, si confronta con i suoi coetanei, segue l’onda assorbendo il più possibile, fino a capire quello che veramente le interessa: la lotta di classe. Per Ritanna quella della vita sindacale è una fucina formativa straordinaria che accompagna tutta la sua esperienza giornalistica, dall’UDI a Il Manifesto. Così come fondamentale è stato l’incontro con Luciana Castellina, una donna forte e audace, che le ha insegnato ad avere uno sguardo critico, un vero modello intellettuale di donna. Grazie a lei inizia a lavorare nella redazione di Noi Donne. Questa esperienza porta i temi dell’emancipazione femminile e della lotta alle discriminazioni di genere al centro dei suoi interessi, come giornalista prima e come scrittrice oggi.
Nel 1968 Maura Fabbri ha 17 anni e da cinque gioca come centrocampista mezz’ala sinistra nell’ACF Genova. Nonostante i grandi sacrifici a cui sono costrette le calciatrici, Maura e le sue colleghe si allenano in orari improbabili, sovvenzionandosi da sole e battendosi come delle leonesse per vincere il primo scudetto di calcio femminile in Italia. Da quel momento Maura non smette di correre: entra nella nazionale Italiana di calcio femminile e porta avanti anche il suo lavoro come dirigente nel campo della moda. Il suo è un racconto di libertà, la sua e quella delle sue compagne è una battaglia su un campo diverso, anche se da gioco, in cui hanno dimostrato che le donne, non solo hanno una testa con cui pensare, ma anche gambe forti con cui correre e cuori instancabili per seguire le propri passioni.

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