Speciale Tg1, in onda domenica 25 febbraio, a mezzanotte con “Voci di Gerusalemme” di Raphael Tobia Vogel

Speciale Tg1 va in onda domenica 25 febbraio, a mezzanotte con “Voci di Gerusalemme” di Raphael Tobia Vogel, da un’idea dello scrittore Franco Scaglia e della storica Lucetta Scaraffia, in collaborazione con Rai Cinema.
Mentre continua il clamore suscitato dalla decisione del presidente Usa, Donald Trump, di spostare l’ambasciata in Israele degli Stati Uniti da Tel Aviv a Gerusalemme e quindi considerare la Città Santa capitale dello Stato ebraico, e dalla bocciatura dell’iniziativa da parte dell’assemblea generale dell’ONU, Speciale Tg1 e Rai Cinema propongono il film – documentario “Voci di Gerusalemme”. Una Gerusalemme inedita, se possibile ancora più complessa e sfaccettata di quella che siamo abituati a percepire da lontano e che, forse proprio anche per questo, si presenta come luogo di inesauribile scoperta. Non è una città facile, Gerusalemme. Non è luogo di facili devozioni la Terra Santa. Lungo un viaggio, in cui il protagonista è la città stessa, si ha modo di rinnovare il proprio sguardo e i punti d’osservazione, l’ovest degli ebrei, l’est dei musulmani, la resistenza della comunità cristiana: le “tre Gerusalemme” che rendono difficile considerare la città come un corpo unico. Il film – documentario indaga specialmente la Gerusalemme laica, la vita quotidiana di chi la abita e la percorre, portando alla luce percorsi di vita unici e traiettorie in cui le diversità talvolta si sfiorano, in alcuni casi si incrociano e, a volte, si fondono. Dal centro alle periferie, da chi non ha mai visitato una delle “due altre città” fino a chi è costretto a condividere spazi che preferirebbe non dover condividere, il film – documentario racconta Gerusalemme nella sua complessità, ma ricerca anche la voce di chi lavora costantemente, nonostante tutto, per costruire ponti fatti di tolleranza, comprensione e incontro. Le voci di Gerusalemme sono le voci di demografi, autisti di taxi, cuochi, pugili, studenti di ogni età, ultra-ortodossi, musicisti, studiosi, insegnanti e direttori artistici di festival multidisciplinari in cui, per qualche giorno, l’utopia della coesistenza si avvicina incredibilmente alla realtà. Voci che sussurrano, che si lamentano, che gridano forte: vogliamo la pace.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...