LE IENE: POSSIBILI IRREGOLARITÀ NELLO SPOGLIO DEI VOTI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO A CASTELNUOVO DI PORTO – LINK AL SERVIZIO DI FILIPPO ROMA

Ieri, mercoledì 7 marzo, in prima serata su Italia 1, a “Le Iene Show”, Filippo Roma è tornato a occuparsi dei probabili brogli alle Elezioni Politiche 2018 nel voto degli italiani all’estero, con un filmato esclusivo che mostra possibili irregolarità a Castelnuovo di Porto (Roma), nella centrale di raccolta e spoglio delle schede che arrivano da oltreconfine.

Di seguito il link per visualizzare il servizio:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/roma-elezioni-viene-rispettata-la-legge_815678.html

Dopo la messa in onda della prima parte dell’inchiesta (domenica 4 marzo 2018, ndr)in cui veniva documentata una presunta trattativa sulla compravendita di 3.000 voti di italiani in Germania, Filippo Roma è stato convocato in Questura.

In merito all’incontro con il vicequestore della Digos di Roma, la Iena puntualizza: «Pur essendo a disposizione della magistratura, per mantenere la parola data alla nostra fonte abbiamo deciso di non fare il suo nome alla polizia. La Digos su questa storia sta continuando le sue indagini, tanto che il giorno dopo è venuta a investigare anche nella nostra redazione».

Il servizio prosegue con la replica dell’inviato alle precisazioni fatte dal Ministero degli Esteri in merito a quanto andato in onda domenica.

A seguire, punto per punto, le risposte della Iena.

Nella nota del Ministero degli Esteri si legge: “La tipografia nel video non è quella incaricata dal Consolato Generale di Colonia per la stampa del materiale elettorale”.

Iena: «Primo, noi non abbiamo mai detto che la tipografia dove siamo andati è quella incaricata dal Consolato. Secondo, che fosse o no la tipografia incaricata dal Consolato, cosa cambia? Non sposta il problema. Le schede elettorali erano lì, le abbiamo viste tutti. E la trattativa l’abbiamo documentata con un video molto chiaro».

La nota continua con una seconda critica: “Le schede elettorali che appaiono non sono abbinate a certificati elettorali (che contengono i codici elettori) e pertanto risultano inutilizzabili”.

Iena: «Ma chi ha detto alla Farnesina che in tipografia non c’erano certificati elettorali? Ci sono stati? Hanno verificato?»

La Farnesina prosegue: “Nel video non appaiono le buste preaffrancate obbligatorie per legge per la restituzione all’ufficio mittente”.

Iena: «Ma chi ha detto al Ministero che la tipografia non aveva le buste preaffrancate obbligatorie?»

Infine, la nota del Ministero degli Esteri aggiunge: “Si fa presente, infine, che già il 16 febbraio scorso, il Consolato a Colonia aveva denunciato alla Procura della Repubblica i tentativi di inquinare e delegittimare il voto in quella circoscrizione consolare”.

Iena: «Ma allora è tutto vero? Anche al Consolato si erano accorti che c’erano tentativi di inquinare il voto? E di che tentativi si tratta? Perché la Farnesina non ci spiega esattamente di che inquinamento del voto sta parlando? Le schede elettorali e le buste dei Consolati di Colonia e Monaco, perché erano nelle mani del cacciatore di plichi invece di essere al sicuro nei rispettivi consolati? E soprattutto, visto che sono mesi che denunciamo possibili brogli con il voto all’estero, visto che anche il Consolato a Colonia aveva lanciato l’allarme alla Procura, a Castelnuovo di Porto questa volta avranno messo in pratica tutte le regole per rendere più difficili i brogli?»

Secondo la procedura prevista dal Ministero dell’Interno per lo scrutinio degli italiani all’estero, ciascun plico deve contenere una busta sigillata con il voto e un tagliando con un codice che identifica il relativo elettore. Il codice deve corrispondere a uno dei nomi presenti nel registro degli italiani residenti all’estero con diritto di voto: solo se la verifica è positiva, è possibile inserire la busta con la scheda nell’urna e passare al plico successivo.

In questo modo, si può verificare che i voti conteggiati all’apertura dell’urna siano quelli di chi ne ha veramente diritto; inoltre, questo sistema impedisce che si voti più volte con lo stesso codice.

Nel servizio, la Iena documenta come, invece, a Castelnuovo di Porto non sarebbero state rispettate le procedure corrette per lo spoglio.

Il filmato mostra cosa risponde una presidentessa di seggio quando, a fronte dell’assenza di un talloncino, le viene chiesto: “Ora non sappiamo quale è il voto da annullare, annulliamo uno qualsiasi?”.

Presidentessa: «Tanto i conti non tornano mai. Un voto in più, un voto in meno non è che cambia. Se ha votato Roberto piuttosto che Chiara, ma a me che c**** me frega tanto hanno votato, è un voto».

Nel servizio, inoltre, si sente la presidentessa del seggio di Colonia che afferma:

«Praticamente ci stanno questi rappresentanti di lista che rompono le p**** perché dice che tu, praticamente, ogni busta che apri c’è il tagliandino. E il tagliandino lo dovresti annotare in questo elenco qua. Questo rompe le p**** perché dice che…».

Quando le viene detto: “Praticamente non lo sta facendo nessuno, lo fanno tutti alla fine”, la presidentessa aggiungerebbe:

«Ma sì, perché sennò affitti dopodomani, scusa. Ma tanto a te che te cambia? E invece no, questo ora gli sta rompendo le p**** a questo seggio che dice che ora ti chiama i carabinieri perché non si può fare».

Le immagini, quindi, mostrano come nel seggio di Colonia le schede con il voto verrebbero inserite nell’urna senza la verifica del codice. Filippo Roma sottolinea inoltre come, in quasi tutti i seggi osservati da “Le Iene”, sembra succedere la medesima cosa.

In seguito, la Iena raggiunge la presidentessa del seggio di Colonia.

Iena: Nel momento dell’apertura dei plichi, avete rispettato alla lettera le procedure del Ministero dell’Interno?

Presidentessa: Certo. Abbiamo aperto la prima busta, abbiamo controllato se c’era il tagliando, uno scrutatore ha messo la firma sul libro per attestare che quella persona aveva votato; a quel punto abbiamo preso la busta chiusa che dovrebbe contenere le schede e l’abbiamo inserita nell’urna.

Iena: Quindi voi, prima di depositare la scheda nell’urna, avete fatto il controllo del tagliando, giusto?

Presidentessa: Esatto. Questa è la cosa che bisognerebbe fare.

Iena: Che però non avete fatto.

Presidentessa: No, io l’ho fatto.

Iena: Mica tanto..

Presidentessa: Sì, sì.

Iena: Proprio in questo seggio abbiamo visto…

Presidentessa: No guardi, assolutamente no.

Iena: Che avete aperto le buste…

Presidentessa: No.

Iena: Avete messo da una parte tutti i certificati elettorali e prima di fare il controllo del tagliando…

Presidentessa: Assolutamente no.

Iena: Avete depositato le schede dentro l’urna…

Presidentessa: Assolutamente no.

Iena: Lo abbiamo visto con i nostri occhi….

Presidentessa:  E glielo dico di no.

Iena: Fino a che vi comportate così come si fanno a sventare brogli elettorali all’estero?

Presidentessa: Ci comportiamo così come, scusi?

Iena: Fino a che non fate questi controlli precisi, non si potrà mai verificare e capire se per esempio un elettore ha votato due volte…

Presidentessa: Eh boh…

Iena: Fino a che continuate con questi controlli un po’…

Presidentessa: Ma chi lo dice questo? Ma non è così, non in questo seggio. Lei avrà visto male, ma che gli devo dire.

La Iena viene quindi allontanata dal seggio.

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