Una folla immensa ha dato l’ultimo saluto al capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale Davide Astori

Una folla immensa ha dato l’ultimo commosso saluto a Firenze al capitano della Fiorentina e difensore della Nazionale Davide Astori, scomparso tragicamente nella notte tra sabato e domenica a soli 31 anni per un improvviso malore mentre si trovava a Udine con la squadra per giocare il match di campionato contro l’Udinese. Il feretro ha sostato per qualche istante davanti allo stadio Franchi, poi è arrivato nella basilica di Santa Croce, dove oltre 10.000 persone erano in attesa da ore per stringersi in un grande abbraccio ai famigliari di Davide e ai suoi compagni di squadra della Fiorentina. Alle esequie erano presenti, tra gli altri il Presidente del Coni Malagò e le delegazioni delle squadre di Serie A, dal Cagliari alla Roma, dall’Inter al Milan alla Juventus, rientrata all’alba da Londra.

Durante l’omelia l’arcivescovo cardinale Giuseppe Betori, ha detto: “Siamo qui a pregare per Davide e lo facciamo in questa basilica che l’Italia ha voluto fosse il sacrario degli uomini più illustri che l’hanno onorata e che custodisce le virtù più alte del nostro popolo. Virtù che noi riconosciamo a Davide e per questo motivo lo salutiamo in questo luogoLa vita ci è tolta dalla morte come una rapina, in tempi e modi imprevedibili. La fragilità della vita ci pesa in modo insopportabile, a noi uomini e donne che vorremmo avere tutto sotto controllo, essere padroni assoluti di noi stessi, delle nostre scelte, delle nostre possibilità. Davide era un fiorentino, da sempre e per sempre. Questo affetto e questa sofferenza corali ci dicono di Davide la saldezza dei suoi legami familiari; la profondità dell’amore e del progetto di vita che lo ha legato per sempre a Francesca e, grazie a lei, la tenerezza del suo affetto paterno per la piccola Vittoria. Poi quel ruolo di capitano nella Viola che lo consacra per sempre alla storia di questa società”.

Toccanti le parole di Marco, fratello di Davide Astori, che ha ringraziato tutti per l’affetto dimostrato: “Grazie a tutti. In questi giorni ci avete dimostrato quanto bene ci volete. Sarò breve come lo eri tu. Un abbraccio alla Franci e a Vichi, a Bruno, a mamma e papà. Grazie, Davide”.

Quindi ha preso la parola Milan Badelj, a nome di tutta la Fiorentina: “Ti prometto che sarò breve come piacerebbe a te Il tuo nome in ebraico significa amato, eletto, Davide tu sei semplice, diretto, pragmatico. Con il tuo sguardo profondo riesci a entrare nel cuore delle persone e rimanerci. Hai sempre parlato con il cuore tenendoci uniti. Per noi sei la luce”.

Al termine della cerimonia, all’uscita dalla Chiesa, c’è stato il saluto commovente della tifoseria viola, con le note dell’inno della Fiorentina, una sciarpata, fumogeni viola e il coro “C’è solo un Capitano”, per dire grazie a Davide, un grande campione in campo e un ragazzo umile, generoso, solare, amato da tutti, strappato troppo presto alla vita da un beffardo destino.

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