RAVEL Project, il trittico di Brazzo/ Volpintesta

di Emanuela Cassola Soldati  

Il teatro Carcano di Milano, centro d’Arte contemporanea, si veste per le grandi occasioni, con un doppio appuntamento in scena per il cartellone della Danza, con lo spettacolo, RAVEL Project di Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta, insieme ai ballerini di JAS ART BALLET.

Un trittico costruito attorno alle partiture musicali di Ravel, vedono protagonisti i ballerini scaligeri ed étoile internazionale, Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta, fondatori e direttori artistici dell’énsemble Jas Art Ballet, affidando i capolavori musicali di Ravel a tre coreografi italiani, apprezzati ed affermati anche all’estero.

foto1_Ravel_Project

I coreografi, Massimiliano Volpini, Francesco Ventriglia, come pure la Brazzo e Volpintesta, forgiati nella scuderia del teatro alla Scala, insieme al terzo coreografo promettente Giorgio Azzone, formatosi alla London Contemporary Dance School,hanno saputo creare un crescendo di ritmo ed energia, in un continuum di gioco seducente narrativo figurativo, pur mantenendo la propria identità coreografica, ben distinta, nonostante qualche déjà vu di antica memoria.

Volpini, firma il primo quadro del trittico, in programma, PIANO, una nuova creazione affidata a tre coppie, sulle note lievi del pianoforte, Ravel abbraccia i ballerini in un sussurro, e come in un  battito d’ali, gli sguardi s’incontrano e le coppie si scambiano, abbozzando la seduta delle sedie a volte scomoda, oggetto scenico simbolico di una permanente attesa.

Ricordiamo del coreografo scaligero Volpini, i principali lavori: un Solo Prototype, creato per Roberto Bolle nel 2013, i videoclip musicali per i cantanti MalikaAyane e Alberto Fortis; le coreografie del Concerto di Capodanno 2015-16 della Fenice di Venezia per RAI1; Il Giardino degli Amanti sulle musiche di Mozart; la coreografia di Andrea Chenier, con la regia di Marco Bellocchio e poi ancora collabora al programma RAI1, Roberto Bolle danza con me.

Il secondo quadro è lasciato nelle mani dell’esordiente Azzone, con LA VALSE, lavoro coreografico dalle note metropolitane, pone il riflettore sugli eccessi e gli abusi delle droghe nel quotidiano sociale, di una gioventù bruciata, convinta di poter provare emozioni, solo tramite l’esaltazione attraverso gli  stupefacenti

L’énsemble in toto rivestendo i panni dark a tratti vampireschi della notte, in un ritmo vorticoso di un valzer ipnotico,  si muove all’unisono come corpo e voce narrante del branco, traducendo il rumore dei giubbotti di pelle sbattuti a terra, in suono e ritmo incalzante di un malessere interiore.

Intuizioni del coreografo Azzone, sviluppate in seno all’esperienza fatta con coreografi internazionali, quali, Jiri Kylian, Alexander Ekman, Hofesh Shecter, Patrick Delcroix. Frutto agli esordi dello studio intrapreso presso il Centro Studi Coreografico teatro Carcano – Scuola del Balletto di Milano e a Londra.

foto Project Bolero - brazzo-volpintesta credit foto franco covi

credit foto Franco Covi

Conclude la triade dell’omaggio al compositore Maurice Ravel, il leggendario BOLERO, reinterpretato da Francesco Ventriglia, riportando al centro dell’attenzione la figura femminile, come già l’illustre Béjart, pose la sua musa Duska Sùfnios, nel 1961, nel ruolo cardine considerato il capolavoro moderno della danza.

La monumentale dinamica ascensionale del Bolero, una costante béjartiana, talmente icona di se stessa, da pensare che non ne possono esistere altre interpretazioni coreografiche, non arrestano l’estro creativo del maturo Ventriglia, in questa personale chiave di lettura avvincente, in cui la protagonista, Sabrina Brazzo, ne esce trionfante.

foto Project Bolero-brazzo-volpintesta

Ispirato alle opere artistiche di De Chirico, il Bolero di Ventriglia, si costruisce nello spazio scenico metafisico,  con il sapiente gioco di luci di Salvo Manganaro, dove corpi avvolti in ampie gonne nere asessuate, e capi coperti da involucri quasi fetish, evocano i quadri surreali dell’artista, scomponendo la circolarità originale dell’azione danzata di Béjart in assolo, duet, e quadri d’insieme, volti ad arrivare alla scalata di un muro, quella parete bianca, sulla quale la Brazzo, sacerdotessa di un ordine costituito, seminuda, avanza alla conquista del proprio posto.

foto5_Ravel_Project

Brazzo, languida e autentica guerriera al contempo, figura ancestrale, partner in scena e nella vita, di Andrea Volpintesta, virile, protettivo, dalla presenza scenica forte e incisiva, con sincera attitudine si concedono al pubblico, con quell’anima danzante, di cui Paul Valery, esalta nel dialogo duale tra le parti, in “l’anima e la danza”.

Ventriglia, centra l’obiettivo, in quello che avrebbe potuto essere un’arma a doppio taglio, un boomerang, lui che da poco tempo ha terminato il ruolo prestigioso di Direttore Artistico del Royal New Zeland Ballet e a breve direttore Adjunto a la Direcciòn Artistica del Ballet NacionalSodre Uruguay.

Meritato encomio a tutti i ballerini dell’énsamble JAS ART BALLET: Viola Vicini, Odette Marucci, Aurora Mostacci, Ida Frau, Elena Meola, Eleonora Franchi, Douglas Zambrano, Salvatore De Simone, Kevin Regonesi, Alessio Urzetta, Mario Genovese, Mino Viesti.

Rispondi