EXIT dal 20 al 31 maggio EMERGENZE PER IDENTITA’ TEATRALI al Teatro Vascello di Roma

Per la sua decima edizione EXIT- EMERGENZE PER IDENTITA’ TEATRALI, approda al Teatro Vascello. Lo storico teatro diretto da Manuela Kustermann ospiterà dal 20 al 31 Maggio 2018 il grande network culturale che da 10 anni porta avanti le istanze dell’indipendenza e della creatività nello spettacolo dal vivo, attraverso una rassegna di spettacoli, con workshop e tavole rotonde. Grazie al sostegno della FED.IT.ART. Federazione Italiana Artisti e del Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, EXIT 10 si propone con la partecipazione delle compagnie Abraxa Teatro, Bellavista-Conti,  Bricolage Dance Movement, CRTScenamadre, La Platea, Scripta Volant, Teatraltro, Nicola Vicidomini e Walden, come un luogo di incontro e confronto sulla drammaturgia contemporanea e sull’anima creativa e organizzativa che caratterizza le nuove istanze performative, partendo anche da riflessioni  sulle sue radici e sui suoi padri. Ed è in questa ottica che la rassegna aprirà il 20 maggio, con il preziosissimo contributo artistico di Julia Varley dell’Odin Teatret che darà il via alle 16 con la conduzione di una Masterclass dal titolo Le Azioni della Voce, mentre alle 21 sarà in scena con una dimostrazione-spettacolo “Il tappeto volante”, per la regia di Eugenio Barba. Con le stesse finalità, tutte le sere dal 21, giorno dell’apertura ufficiale della rassegna alle 18:30, fino 31 maggio, il foyer del Teatro Vascello accoglierà gli spettatori mezz’ora prima degli spettacoli con un allestimento di video proiezioni e non solo, che documenteranno il lavoro delle compagnie in scena e mapperanno, in un montaggio artistico tutte le migliori esperienze delle sperimentazioni drammaturgiche.
La drammaturgia sarà anche al centro dei concorsi lanciati negli scorsi mesi da Exit:” Un bagaglio di idee”, giunto alla IV edizione, concorso di drammaturgia per opere inedite coordinate da Massimiliano Zeuli e “Cortinscena”, giunto alla II edizione,  coordinato da Riccardo Barbera, e riferito ad opere inedite di Under 30 di durata non superiore ai 15 minuti. A questi due concorsi si aggiunge quest’anno, a sottolineare la multidisciplinarietà dell’offerta di Exit, “Cortindanza”, selezione di corti coreutici della durata massima di 10 minuti.
All’interno del contenitore EXIT inoltre, il 29 Maggio alle ore 17, si terrà un incontro pubblico dal titolo “ARTE-VIVA, La cultura al centro delle politiche”, uno spazio di confronto aperto ad associazioni di Categoria, Operatori culturali, Istituzioni e Rappresentanti delle Forze politiche

Il programma EXIT

20 Maggio  dalle 16 alle 18
Master Class per attori cantanti e registi
Le Azioni della Voce
Lavoro sulla drammaturgia vocale a cura di Julia Varley dell’Odin Teatret

La master class si concentrerà sulla ricerca dell’unità dell’impulso fisico con l’impulso vocale, del testo con l’azione, del cantato con il parlato, cercando di riconoscere la voce individuale assieme al coro e di arrivare alla generosità che appartiene alla voce regalata allo spazio.

20 maggio ore 21.00
Il tappeto volante
Dimostrazione/spettacolo con  Julia Varley dell’Odin Teatret
Regia di Eugenio Barba

 

Il testo è un tappeto che deve volare lontano: con questa frase inizia lo spettacolo/dimostrazione di lavoro in cui trent’anni di testi appartenenti agli spettacoli dell’Odin Teatret a cui Julia Varley ha partecipato come attrice sono percorsi in un’ora. Poche spiegazioni essenziali accompagnano il lavoro vocale che esemplifica il passaggio delle parole dallo scritto allo spazio, dalla freddezza della carta alla libertà dell’interpretazione.


21 maggio
Inaugurazione Exit Festa di apertura
ore 18.30 nel foyer
Premiazione concorso di drammaturgia: Un Bagaglio di Idee

Cortinscena ore 21.00 prezzo 5 €
Finale della 2° edizione del concorso per corti e monologhi teatrali curato da Riccardo Bàrbera. Tutte le performance selezionate si esibiranno sul palco del Teatro Vascello di fronte al Pubblico e ad una giuria selezionata che ne decreterà il vincitore. Il concorso è dedicato ad autori e attori Under 30 con testi inediti di libera ispirazione

 


22 maggio ore 21.00 
L’inciampo – Giruzziello di Bergeraq

di e con Eduardo Ricciardelli
con Ida Vinella, Annamaria Zuccaro, Apollonia Bellino, Chantal Gori
Movimenti Mariella Celia
Foto Camilla Marinelli, luci Domenico Catano, suoni Antonio Arcieri
Compagnia Teatraltro
produzione Teatraltro, Teatro Zeta E Bdb

L’ INCIAMPO – Giruzziello di Bergeraq di e con Eduardo Ricciardelli. Un thriller con una vena satirico tragica che definisce il nostro tempo attraverso le complesse vicende di un professore di matematica in una società contemporanea con le sue evoluzioni, i suoi vizi, le sue possibilità, i suoi capricci e l’insaziabilità del male. Lo spettacolo che vede protagonisti lo stesso Eduardo Ricciardelli con Ida Vinella, Annamaria Zuccaro, Apollonia Bellino, Chantal Gori.
La storia di un professore di matematica di periferia, si snoda attraverso le sue complesse vicende umane-professionali e familiari.
Il tema principale che affronta la drammaturgia – che si pone come occhio  nascosto a scrutare la società contemporanea con le sue evoluzioni i suoi vizi le sue possibilità e suoi capricci – sta nell’ idea dell’amore.
Come in un girone dantesco il personaggio maschile attorniato da quattro esseri femminili che nella sua quotidianità sono la moglie la sua allieva, la figlia della moglie e una infermiera, metaforicamente sono delle fiere o belve mostruose che lo fagocitano. O forse è egli stesso a implodere in una dimensione di totale annientamento della sua volontà e dei suoi più profondi sogni?


S’impone prepotentemente il tema dell’ insaziabilità del male descritta dalla scuola polacca del ventesimo secolo e che ha poi prodotto grazie ai testi di Witkivitcz le opere che hanno lasciato a bocca a aperta l’intero mondo con le messe in scena di Tadeus Kantor. Questa insaziabilità del male ritorna nel tema dell’inciampo perché il protagonista, Italo, non riesce in nessun modo a seguire i suoi sogni. Il suo desiderio iniziale di vita era infatti quello di diventare un vero scienziato e di scoprire qualcosa che lo potesse rendere noto al popolo e ai posteri; per una serie di vicissitudini individuali e economiche si ritrova a dovere insegnare in una scuola di periferia e a sposare una donna che ha già una figlia e di conseguenza a farle da padre. Italo avendo cancellato il proprio sogno, trova un solo sfogo a questa sua vena creativa, l’insaziabilità amorosa.
Concupisce infatti una sua studentessa e poi l’infermiera della clinica dove la figlia di sua moglie è in cura. Quest’ultima però non accetta che Italo non lasci la moglie che non ama e non si dedichi totalmente a lei…
Un thriller con una vena satirico tragica che definisce il nostro tempo. Un tempo scandito da troppi sogni rotti, come rotti sono i personaggi di questa storia che sono marionette di un circo ormai messo in cantina a impolverarsi.

Lo spettacolo fa parte della Trilogia scomposta di Eduardo Ricciardelli

 


23 maggio ore 21.00 
Exit – Primi! (Dei non eletti)

Testo e regia Adriano Bennicelli
con Marco Zordan, Alessandro Di Somma, Ermenegildo Marciante, Giancarlo Porcari
Compagnia Walden
Produzione La Fabbrica dell’Attore

 

Quattro storie al prezzo di una, quattro protagonisti ultimi nella fila ma ad un passo dal successo.
Quattro personaggi minori di storie che finiscono male, gregari di corse perdute in partenza, forti solo della loro ironia e della convinzione tutta loro di potercela fare.
Damiano ha quarant’anni e un curriculum fatto solo di colloqui di lavoro e corsi di formazione al nulla. Assediato da barriere di ogni tipo, tenta una disperata insurrezione disarmata. Anzi, disarmante. Perché siamo tutti bravi a fare le rivoluzioni con la pistola in mano. Ma provateci voi con una borsa di finta pelle e un curriculum.
Andreozzi è un ex giocatore di calcio impegnato nella sua partita più difficile, scrivere una lettera al suo più caro amico. Ad un calciatore di un certo livello, si sa, nessun esercizio è precluso, nessuna finta, scatto o colpo di testa, il problema sono i punti e virgola. Perché se il sangue affluisce ai piedi, mette in decompressione la parte di corteccia celebrale delegata a scrivere le lettere. E’ un fenomeno spiegato scientificamente.
Cinnamon vuole nell’arco di 24 ore fare tutte le cose che nella propria vita ha sottovalutato, dall’aggiustare un rubinetto a completare il cubo di Rubik. Perché Cinnamon ha buoni motivi per voler recuperare il tempo perso in vita sua.  “E comunque la vecchiaia, nel peggiore dei casi, è un modo come un altro per prendere tempo. Ecco, ora io prenderei tempo volentieri”.
Target sviene nei supermercati. Di fronte all’ abbondanza dei prodotti e alla sua incapacità di scegliere quello giusto, non riesce più a trovare la strada delle casse ed è condannato a passare le notti riverso sul banco dei surgelati. Finchè non decide la controffensiva.
Lo spettacolo è la cronaca tragicomica di uno spaesamento moderno e antico, quello dell’uomo a un passo dal traguardo, il primo della fitta schiera degli ultimi, quello per cui la possibilità è a portata di mano, nell’ottimistica convinzione che gli ultimi non esistono. Gli ultimi sono solo i primi dei non eletti.

 

 

 

 


24 maggio ore 21.00
Exit – Eurialo e Niso

Testo e regia Alessio Colella
Coreografie: Ester Parisi
con ballerini : Ludovica Tizzano, Valeria Moriconi, Giorgia Zampini, Martina Lombardi, Martina Amoroso, Alessia Fonte, Alysia Ciccolella, Ludovica Marella, Sunshine Atzori.
Marta D’Agostino, Irene Pellizzaro, Giorgia Desogus.
con attori : Irma Ciaramella, Alessio Maria Maffei, Francesco Bonaccorso, Alessio Colella
Coro: Sara Marchesi, Nora Tigges, Anna Maria Giorgi.
Compagnia La Platea
Produzione La Fabbrica dell’Attore

Eneide Poema epico della cultura latina scritto dal poeta e filosofo Virgilio tra il 31 a.C. e il 19 a.C., che narra la leggendaria storia di Enea, eroe troiano figlio di Anchise, fuggito dopo la caduta della città di Troia, che viaggiò per il Mediterraneo fino ad approdare nel Lazio, diventando il progenitore del popolo romano.

Eurialo e Niso L’esercito di Turno sta cingendo d’assedio la cittadella dei Troiani sbarcati nel Lazio; Enea, alla ricerca di alleati, si è recato tra gli Etruschi. Niso si propone di uscire per andare a raggiungere Enea e avvertirlo del pericolo imminente, ma Eurialo vuole rimanere al suo fianco, pur sapendo di essere ancora molto giovane per un’impresa così rischiosa e di poter avere ancora una lunga vita davanti a sé. Dopo aver ricevuto il consenso dei compagni riguardo alla loro proposta, Eurialo e Niso si preparano a partire per la loro missione. I due amici penetrano nel campo dei Rutuli addormentati e ne fanno strage. Lasciano il campo nemico ed Eurialo porta via con sé alcuni oggetti di valore, tra cui l’elmo di Messapo (un alleato italico dei Rutuli, che non è tra le vittime). Proprio per la vanità di Eurialo i due amici vengono avvistati da un drappello di trecento maturi cavalieri rutuli guidato da Volcente; accade infatti che i bagliori dell’elmo e il suo vistoso pennacchio attirino l’attenzione dei nemici; questi allora iniziano ad inseguire la coppia di troiani, rifugiatasi nel bosco. Improvvisamente Niso si ritrova da solo e, correndo a ritroso per cercare l’amico, lo vede circondato da soldati italici. A quel punto, disperato, scaglia le sue armi contro i nemici e riesce a uccidere Sulmone e Tago, due cavalieri di Volcente, il quale, non capendo chi possa essere l’autore di quelle uccisioni, si scaglia su Eurialo con la spada, trafiggendolo mortalmente.


25 maggio ore 21.00
Exit – Un vero capolavoro

Scritto, diretto e interpretato da Ivan Bellavista e Sandra Conti
e con Francesca La Scala
Coreografia scenica Paola Maffioletti, disegno luci Daria Grispino
Assistenza Marianna Camillò, comunicazione Tamara Viola
Fotografia Barbara Sanna Murgia
Produzione La Fabbrica dell’Attore

Dopo il grande successo delle ultime due stagioni teatrali, la compagnia del “Molière Immaginario”, capitanata da Ivan Bellavista, da più di dieci anni collaboratore scenico di Antonio Rezza e Flavia Mastrella (Leone d’Oro Teatro alla Carriera 2018 alla Biennale di Venezia), in successi come “7 14 21 28”, “Fratto_X” e “Anelante”, torna con un nuovo spettacolo, “Un Vero Capolavoro”. Una prorompente e spiazzante favola teatrale scritta, diretta e interpretata insieme a Sandra Conti, questa volta in scena con Francesca La Scala. Dopo il mito dissacrato del Don Giovanni di Molière, si torna su un palco vestito solo dell’essenziale, ricco però di luci, musica e movimento. Questa volta a essere celebrato è il Teatro come Spazio, che diventa un vero e proprio Altrove in cui tutto è concesso, tutto può succedere e dove ognuno può essere ciò che vuole.

Un uomo sta scappando. Da giorni due scagnozzi tentano di acciuffarlo, ma svanisce come nebbia al sole. Forte del fatto di trovarsi in un luogo camaleontico, in cui ogni fantasia può assumere le sembianze della realtà, non fa che travestirsi e mimetizzarsi, saltellando da un luogo all’altro, da un’epoca all’altra, vestendo i panni dei più svariati personaggi, veri o immaginari, famosi o sconosciuti, insoliti o ordinari. E balla, canta, salta, recita, trascinando i suoi inseguitori nella propria allegra ed egocentrica follia, re indiscusso di quel luogo, padrone delle proprie fantasie.
Ma perché lo inseguono? Cosa vogliono da lui? Semplice, farlo tornare in vita! Sì, perché il nostro protagonista altri non è che un uomo caduto in coma anni prima, che ora ha l’opportunità – anzi il dovere – di risvegliarsi e tornare ai suoi affetti terreni. Sembrerebbe un’opportunità straordinaria, ma c’è chi, come lui, a una vita reale e mediocre preferisce un limbo sospeso, un Altrove giocoso in cui tutto è possibile, uno spazio così simile al palco di un teatro, in cui poter rappresentare una vita, mille vite, tutte straordinarie.
Tra numeri musicali, brillanti coreografie e inaspettati cambi di registro, “Un Vero Capolavoro” vi lascerà senza fiato.

Note di Regia
“Con il nostro primo cavallo di battaglia – “Molière Immaginario” – ci siamo divertiti a distruggere un mito, tra i più celebrati della storia del Teatro. Abbiamo trasformato i personaggi di Molière in pretesti, atti a sfogare la nostra dirompente e insonne vitalità di mettere a nudo le persone, che si celano dietro le maschere. Ora, con il nostro “Vero Capolavoro”, siamo pronti a distruggere e a ricostruire il Teatro stesso. A modo nostro, riscriviamo una personalissima grammatica scenica. Un “dialetto” che parliamo solo noi. In scena, ci accompagna la nostra incessante voglia di divertirci e di metterci in gioco. Perché il teatro è, appunto, un tavolo da gioco gigantesco, dove il brivido di puntare alto è lo stimolo decisivo a rischiare. Tre assi che diventano re, regine e fanti, che cavalcano le quinte e il proscenio. Non bariamo, ma giochiamo con le pedine della nostra esperienza e del nostro modo di combattere la noia che, sul palco, come nella vita, è sempre dietro l’angolo. Tra innumerevoli travestimenti, salti temporali e musiche pop, sperimentiamo ogni sera noi stessi e ci spingiamo al limite del divertimento, verso la follia. E siamo pronti a contagiare chiunque ci capiti a tiro. “Un Vero Capolavoro” è uno spettacolo d’azzardo. Ma chi non risica, non rosica. Fate il nostro gioco, signore e signori!” Ivan Bellavista


26 maggio ore 21.00
Exit – Il violino relativo

di e con Riccardo Bàrbera
Regia: Paolo Pasquini
Ilaria Metta, violino
Andrea Calvani, pianoforte
Compagnia Scripta Volant
produzione La Fabbrica dell’Attore

Da sempre scienza e liuteria cercano di svelare il segreto di Stradivari: le proporzioni, i materiali, i procedimenti sono stati fedelmente ricostruiti ma i miracolosi risultati sonori dei suoi strumenti si sono sempre dimostrati inimitabili. Perfino Einstein, cercò, scientificamente, la soluzione del mistero, ma… “il violino è uno strumento diabolico che resiste all’analisi matematica”. Nella sfida tra liutaio e scienziato, lo straniamento musicale si rivela l’ambiente ideale per svelarci la Relatività Generale, a 100 anni dalla sua pubblicazione e a 60 anni dalla morte del grande scienziato.

 

27 maggio ore 21.00
Exit – La sfera e il cerchio

di Michela Mucci
con Marta Affatato, Giulia Botta, Giada Conte, Emanuele Grazini, Eleonora Restelli
Coreografie: Michela  Mucci
Compagnia Bricolage Dance Movement
Produzione La Fabbrica dell’Attore

Cosa avviene durante la crescita di un essere umano, come cambiano le opinioni prima e le abitudini poi se conosciamo il mondo anche attraverso le relazioni che instauriamo con gli altri.

Lo spazio ha sempre dei limiti, solo la nostra mente sembra poterli superare e creare uno spazio seppur virtuale infinito, dove legami e incontri sono come elastici necessari a far crescere la nostra mente di bambino.
Così cresciamo e attraverso la conoscenza crediamo di capire sempre di più, approfondire noi stessi guardando il riflesso degli altri, convincendoci di essere quasi arrivati a capire perché noi abbiamo vissuto e siamo stati bambini, adulti e vecchi.
Con la crescita si conquistano alcune certezze che contengono in se una presunzione di verità, dati di fatto che vengono rafforzati anche dal overload comunicativo dei nostri tempi, che mira alla non contraddizione, più che al dubbio.
Anche queste ultime sicurezze crollano quando dentro di noi nasce la domanda “Perché vivo?”.

28 maggio ore 21.00 prezzo 5 €
Exit – Cortindanza

Serata finale del concorso di corti relativi al mondo della danza, coordinati da Marco Ielpo della Bricolage Dance Movement. Tutte le coreografie selezionate di esibiranno in una giostra di emozioni che decreterà il vincitore di questa prima edizione. 6 corti danzanti di 10 minuti l’uno che si esibiranno su uno dei palchi dedicati alla danza più prestigiosi della capitale

29 maggio h 17
ARTE – VIVA: La cultura al centro delle politiche
Incontro pubblico tra associazioni di categoria, operatori culturali, Istituzioni e rappresentanti delle forze politiche. www.feditart.it


29 maggio ore 21.00 prezzi: 20 € intero – 15 e 12 € ridotto
Exit – Veni Vici Domini

di e con Nicola Vicidomini
produzione La Fabbrica dell’Attore

Veni Vici Domini spettacolo in bilico tra Scapezzo e Fauno, nuovo attesissimo lavoro teatrale in corso d’opera. Lo spettacolo è assimilabile a un excursus poetico senza alcun approdo, un continuo corto circuito che contempla il fallimento come condizione universale. «L’umorismo nasce dallo scontro tra quel caos che è la natura e il senso che la razza umana gli ha arbitrariamente impresso», sostiene Vicidomini. La sua è una maschera contemporanea che si assume il fallimento di tutte le cose, rompe la logica e agisce in una dimensione senza tempo, prossima al dopostoria Pasoliniano. “Io in quanto uomo vado contro me stesso, in quanto animale faccio la cacca in miezzo alla via (…)”, fa dire al suo Zincaro, essere grottesco già protagonista di svariate edizioni di Colorado (Italia 1) e Stracult (Rai 2), che incarna in toto il suo fatiscente universo. Amato da tanti addetti ai lavori e da un pubblico prevalentemente popolare, l’umorista rappresenta una garanzia di divertimento estremo nel rigenerare la grande tradizione del cabaret europeo dall’omologazione linguistica imperante. Per il celebre scrittore e intellettuale Fulvio Abbate «nella nazionale dei grandi del teatro ci saranno Antonin Artaud, Bene Carmelo e Vicidomini Nicola e litigheranno tra di loro». Per Cosimo Cinieri, comprimario in scena dello stesso Bene, «lui non fa l’attore, è il teatro, inventa il corpo, la voce, gli occhi, tutto». Per Marco Giusti «è assolutamente imperdibile». Per Nino Frassica – con cui Vicidomini ha condiviso veri e propri assalti televisivi e radiofonici (non ultimi quelli di Programmone su Radio 2) – è una delle poche cose che valga veramente la pena andare a vedere. Il comico, in un flusso ritmato e musicale, corteggerà viecchie, si produrrà in romantiche chanson con versacci, diventerà produttore di fotoromanzi visionari realizzati con foto rubate da documenti scaduti e lapidi in disuso, impresario di cantanti strampalati, sponsor dello stesso spettacolo, politico e molto altro.


30 maggio ore 21.00
I volti di Faust

Drammaturgia, testo e regia di Emilio Genazzini
con Massimo Grippa (Faust), Francesca Tranfo (Margherita), David Capoccetti, Ivano Conte, Marta Conte, Daniele Flamini. Danila Fruci, Valentina Greco, Alessia Luongo, Gabriele Namio.
Voce del “pensiero di Faust”: Alessandro Blasioli
Collaboratori scenici Giulia Genazzini, Bartlomiej Adam Krzywda
Ufficio stampa Carla Romana Antolini, foto Guido Laudani
Produzione Abraxa Teatro

Abraxa Teatro, compagnia di innovazione teatrale, impegnata per la valorizzazione del teatro contemporaneo, ha scelto anche per il 2018 di allestire la produzione, intitolata “I Volti di Faust”, di grande attrattiva culturale e spettacolare, per attuare un confronto tra innovazione, spessore classico dell’opera e sensibilità del pubblico. Una messinscena particolarmente originale da presentare sia presso teatri che in luoghi all’aperto, in maniera sia itinerante che fissa.
Questo progetto, che ha interessato docenti universitari e studiosi di teatro e che è stato realizzato con una numerosa partecipazione di giovani attori under 35, ha la finalità di coniare un’opera concepita con un’originale unità stilistica capace di contenere e sintetizzare elementi e circostanze drammaturgiche tratte dai tre autori citati, un’unità che non sia più appartenente alle epoche degli scrittori sopra menzionati, ma che si trasfiguri in un linguaggio organico, antico ma di sapore contemporaneo.
Lo spettacolo è un grande affresco di immagini, un viaggio artistico attraverso la mitica leggenda di Faust, che si dispiega come un’azione totale tesa a coinvolgere gli spettatori in un ritmo affascinante di cambi di scena. Cambi realizzati attraverso l’ideazione di spazi scenici configurati specificamente per evocare un cosmo di ritmi e di emozioni, suscitati dai testi di Goethe, Marlowe e Spies.
Uno degli elementi narrativi originali di questa nuova produzione di spettacolo dal vivo, è la scelta di far “ascoltare” i pensieri di Faust agli spettatori presenti. Il personaggio di Faust non parlerà mai direttamente ma le sue riflessioni e le sue risposte saranno udite tramite casse acustiche che imprimeranno alla voce registrata di Faust l’effetto di un pensiero ascoltato quasi di nascosto dal pubblico.

La composizione scenica è fondata sull’idea drammaturgica che il Coro si rivelerà come il terzo personaggio principale della narrazione dopo Faust e Margherita. Infatti si ribellerà al ruolo di comprimario narrativo e si arrogherà il diritto di interpretare i personaggi principali, salvo appunto Faust e Margherita, di cui a volte diverranno i “doppi” in scena. Questa alternanza di presenze, rende straordinariamente incisive le personalità complesse di questi personaggi, offrendo sfaccettature e comportamenti diversi in relazione allo sviluppo della narrazione. Mefistofele, l’Angelo del Bene, l’Angelo del Male, Wagner il servitore e Robin il clown, si succederanno nello sviluppo delle scene principali dell’opera: dalla spettacolarità dello Show dei Sette Peccati Capitali e delle danze orgiastiche della Notte di Valpurga alla drammaticità della Dannazione di Faust nello Studio, dall’Evocazione Maledetta alla Gabbia del Patto di Sangue, dalla comicità e ironia dell’Osteria dei Lazzi e delle Apparizioni alla tenerezza dell’Incontro con Margherita fino all’epilogo della scena del Carcere.
L’allestimento scenico e il coinvolgimento “vivo” di una multidisciplinarietà di linguaggi artistici (la poesia, il canto, la musica, la danza e la narrazione) avranno una parte importante nell’innovatività dell’ideazione.


31 maggio ore 21.00
Exit – Di chi è la terra? Ballata per Chicco di Grano, Pannocchia e Sacchetto

di Citoni, Giordano, Massimi, Veruggio.
con Daniela Giordano e Danila Massimi
Compagnia CRTScenamadre
Produzione La Fabbrica dell’Attore

Non tutto ciò che pensiamo cibo, viene coltivato per soddisfare i bisogni alimentari del pianeta. Grani e cereali sono diventati anche flex crops, vale a dire flessibili all’utilizzo per fini diversi da quello alimentare. La green economy necessita di grandi aree per coltivare cereali e vegetali destinati alla produzione in larga scala di biocarburanti e bioplastiche, generando il fenomeno chiamato land grabbing, accaparramento delle terre, come è stato tristemente battezzato dalle Nazioni Unite che nega i diritti di sopravvivenza e l’utilizzo delle terre alle popolazioni che ci vivono da sempre. L’Africa è uno dei paesi maggiormente coinvolti da questo fenomeno.
“Di chi è la terra? Ballata per Chicco di Grano, Pannocchia e Sacchetto”, una ballata rap per alimenti e cose.  Uno spettacolo surreale e ironico dove i punti di vista presentati sono quelli di alimenti e cose che subiscono le manipolazioni e le strategie economiche degli esseri umani e dei mercati. Lo sfruttamento delle risorse del pianeta, l’ingiustizia sociale che ne deriva, le trappole della green economy, sono rappresentate dalle testimonianze Sacchetto, Pannocchia e Chicco di grano, inserite nella partitura sonora e musicale del rap Di chi è la terra? che è il filo conduttore della storia.
In scena l’imperdibile duo Daniela Giordano e Danila Massimi.
Prodotto dal Centro Ricerche Teatrali Scenamadre e da Festa d’Africa Festival Internazionale delle Culture dell’Africa contemporanea.

Biglietteria: Intero € 15,00 – Ridotto over 65 e studenti € 10,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto

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