A Barberino Designer Outlet la mostra: “Hip Hop History. Fotografie di Michael Lavine”, dal 12 giugno

McArthur Glen Barberino Designer Outlet in collaborazione con ONO arte contemporanea è lieta di presentare “Hip Hop History. Fotografie di Michael Lavine”, una mostra sull’Hip Hop raccontato negli scatti di Michael Lavine, fotografo che negli ultimi venticinque anni ha realizzato alcune delle immagini più forti e iconiche del mondo dello spettacolo.

L’Hip Hop, nato come subcultura nei difficili ghetti del Bronx, non è stato solo un genere musicale di grande intensità – che ha proiettato sulla scena internazionale nomi del calibro di Notorious B.I.G, Big Daddy Kane, Missy Elliott, Jay-Z, Lil’ Kim e Tupac – ma un fenomeno che ha investito la cultura tout court: moda, danza, grafica e arti visive e che ha mutato codici comportamentali e linguistici dei giovani di allora e di oggi. Partendo da questa considerazione, McArthurGlen Barberino e ONO arte contemporanea hanno creato una mostra inedita che analizza lo stretto rapporto tra stile di strada e streetwear, parte integrante dell’offerta del Centro, attraverso le immagini di uno dei suoi testimoni più eccellenti, il fotografo Michael Lavine.

L’Hip Hop nasce all’inizio degli anni Settanta in una New York divisa tra lotte razziali e rivalità̀ tra gang di quartiere, durante i cosiddetti block party, feste che si svolgevano nelle strade dei quartieri popolari in cui i giovani interagivano tra loro suonando, ballando e cantando a ritmo della musica in 4/4. Da fenomeno locale, si trasforma in pochissimo tempo in cultura globale, iconograficamente riconoscibile tramite atteggiamenti e outfit che ne definiscono le ambizioni e le aspirazioni dei suoi maggiori interpreti.

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La strada, luogo di nascita dell’Hip Hop, è il palcoscenico ideale per i b-boy che si esibiscono in improvvise “lotte” a colpi di breakdance mentre i muri scrostati sono le tele a cielo aperto dei writer che con le loro tag hanno dato colore ai grigi quartieri delle periferie. Le radio vengono conquistate delle sonorità hip hop e i singoli salgono in vetta alle classifiche mondiali, lo stereo – portato rigorosamente sulla spalla – diventa un accessorio indispensabile, così come immancabili sono i pantaloni e le felpe oversize, le giacche di pelle, le tute da ginnastica, le insostituibili sneakers e i bucket hat.

Con il boom economico degli anni Ottanta l’abbigliamento dei rapper conquista anche l’haute couture: i gioielli sono d’oro, i diamanti ricoprono le mani di donne e uomini indistintamente, le macchine sportive diventano uno status-symbol e le tag diventano motivo d’ispirazione per i grandi brand della moda che iniziano a guardare con sempre maggior interesse al nuovo fenomeno culturale.

Negli anni Novanta i rapper diventano superstar dello show business americano e l’Hip Hop si trasforma nella principale forza artistica in diffusione negli Stati Uniti, portando tuttavia inizialmente con sé gli strascichi del ghetto. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta, tramite artisti come Jay Z, Dr Dre, Eminem, Kayne West, l’Hip Hop si istituzionalizza per poi trasformarsi in una delle più grandi industrie culturali contemporanee.

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