Dal 20 al 24 giugno 2018 presso il cinema Spazio Oberdan di Milano si terrà la seconda edizione di LongTake Interactive Film Festival

Dal 20 al 24 giugno 2018 presso il cinema Spazio Oberdan di Milano si terrà la seconda edizione di LongTake Interactive Film Festival , cinque giorni di cinema a Milano, dove il pubblico decide il cartellone! Il Festival è patrocinato dal Comune di Milano, ideato e realizzato dal portale di cinema LongTake insieme a Fondazione Cineteca Italiana.

Un evento culturale milanese dedicato al cinema e rivolto, in particolare, ai giovani, grazie ai contenuti e alla modalità fortemente interattiva che lo caratterizza. Un format innovativo il cui obiettivo è diffondere la cultura cinematografica e coltivare la passione per il cinema di qualità.
Fondazione Cineteca Italiana e LongTake (social dizionario che raccoglie oltre 25.000 recensioni di film elaborate con il solo supporto di critici professionisti) coniugano competenza, passione e innovazione: gli ingredienti giusti per raggiungere l’obiettivo, dando vita a un’iniziativa di successo.

8 FILM IN CONCORSO: IL PUBBLICO DECRETERA’ IL VINCITORE
votando il titolo preferito direttamente dal sito del festival durante i giorni del #LIFF2018

Storia di un fantasma (A Ghost Story, 2017) di David Lowery
Dopo essere rimasto vittima di un incidente automobilistico, un uomo (Casey Affleck) fa ritorno come fantasma nella casa in cui ha abitato, provando a instaurare una nuova connessione con la sua amata compagna (Rooney Mara).
David Lowery lavora nuovamente con la coppia Affleck-Mara dopo Senza santi in paradiso e firma un lungometraggio orgogliosamente indipendente, che punta in alto e affronta in maniera originale e coraggiosa il tema dell’elaborazione del lutto, dell’universo dei fantasmi e della ciclicità dell’esistenza. Una sorta di ghost story ai tempi di Instagram, esistenziale e seducente, che gravita intorno a una storia, indissolubile e universale, di spettri e di sentimenti: ogni storia d’amore è una storia di fantasmi.

American Honey (2016) di Andrea Arnold
Con uno stile frenetico e graffiante, equamente diviso tra amori passionali, feste notturne e tafferugli, l’acclamata regista britannica Andrea Arnold racconta la storia di Star, un’adolescente americana dalla vita poco regolare, che un giorno si imbatte in un gruppo di ragazzi altrettanto precari e randagi che battono gli Stati Uniti da capo a capo vendendo riviste. Scatterà la scintilla tra Star e il più attivo del gruppo, interpretato da Shia LaBeouf .
Un’opera potentissima e fluviale, generosa e travolgente, ma anche una viscerale, epidermica immersione suburbana nei meandri del sogno americano, in ciò che ne rimane, nei fuochi fatui che investono la giovinezza e le periferie dell’America di oggi e di ieri. Una riflessione schietta e spietata sugli Stati Uniti contemporanei, sui loro luoghi desolati frequentati da giovani privi di qualsiasi bussola e sulla facile trappola di una vita senza responsabilità, in cui poter godere di ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Cell Block 99 – Nessuno può fermarmi (Brawl in Cell Block 99, 2017) di S.Craig Zahler
Bradley Thomas (Vince Vaughn) viene licenziato ed è a un passo dal fallimento matrimoniale. In cerca di denaro, accetta un lavoro sporco per conto di una vecchia conoscenza, ma qualcosa va storto e la sua corsa finisce in galera: qui rimarrà intrappolato in un vortice di brutalità senza fine. Dal regista di Bone TomahawkCell Block 99 ha scosso l’ultima Mostra del cinema di Venezia , dove era stato presentato come “uno dei film più violenti degli ultimi anni”: prison movie folle e scanzonato, è stato in grado di mettere a dura prova gli stomaci degli spettatori. Le scene destinate a diventare cult non si contano e il fascino dei personaggi (un Vince Vaughn luciferino e mai così arrabbiato, accompagnato dalle icone Don Johnson e Udo Kier) lo rende uno dei tasselli irrinunciabili dell’annata cinematografica 2017.

Raw – una cruda verità (Grave, 2016) di Julia Ducornau
Il film che ha sconvolto i Festival di Cannes e di Toronto : Raw – Una cruda verità ha come protagonista una timida adolescente, vegetariana come tutta la sua famiglia, che si è appena iscritta alla facoltà di veterinaria. Quando assaggerà la carne per la prima volta, le conseguenze del suo gesto saranno imprevedibili.  Uno degli horror più intelligenti e osannati dalla critica negli ultimi anni , Raw – Una cruda verità è una pellicola fortemente politica e capace di proporre riflessioni di grande spessore. Dopo aver vinto il premio FIPRESCI all’interno della Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2016, il film ha destato scandalo al Festival di Toronto, dove alcuni spettatori hanno abbandonato la sala o sono svenuti nel corso della proiezione, poiché inorriditi dall’atrocità di alcune scene. Nessuna violenza gratuita, tuttavia: tutte le sequenze sono una profonda metafora dei numerosi spunti offerti da questo imperdibile lungometraggio scritto e diretto dalla regista francese Julia Ducornau.

Zama (2017) di Lucrecia Martel
Nel XVII secolo l’ufficiale sudamericano Don Diego Zama (Daniel Giménez Cacho), per volere della Corona Spagnola, si ritrova confinato in Paraguay. Vive isolato dal resto del mondo, lontano dagli affetti, a caccia di una promozione che tarda ad arrivare: per mettere fine a quella che è a conti fatti una prigionia forzata, Zama si avventurerà in una pericolosa missione nelle terre abitate dagli indiani.
Lucrecia Martel, la regista de La Ciénaga (2001) e La niña santa (2004), racconta di una stasi vissuta in prima persona in questo dramma coloniale dai contorni misteriosi ed elusivi e permeato da un disarmante senso di impotenza, in cui le pulsioni del protagonista si inabissano nei meandri di una messa in scena rigorosa, minuziosa, tutta in sottrazione. Un film dal tono realistico ma dalle implicazioni illusorie, quasi oniriche, che guarda alla lezione di maestri come Manoel De Oliveira e Raoul Ruiz. Prodotto da Pedro Almodóvar, Gael García Bernal e Danny Glover .

I racconti dell’orso (2015) diSamuele Sestieri e Olmo Amato
Una bambina sogna: un monaco meccanico insegue uno strano omino rosso attraverso diversi paesaggi naturali in un mondo magico e desolato, tra città in disarmo e terre deserte. Quando i due trovano un orsacchiotto di peluche rotto, si alleano nel tentativo di ripararlo.
Esordio alla regia dei due giovani registi romani Samuele Sestieri e Olmo Amato, I racconti dell’orso è un curioso, piccolo film dalle tonalità naïf che, a partire da un viaggio realizzato in terra scandinava dai due autori, dà vita a una sorta di favola straniante e fanciullesca, imberbe e coraggiosa, sospesa tra sogno ed evocazione, tra spiritualità accecante e mistero indecifrabile.
Finanziato attraverso crowdfunding, I racconti dell’Orso è, nel panorama del cinema italiano contemporaneo, un vero e proprio “ufo” che riempie gli occhi di fantasia e sperimentalismo. Un film fiabesco e giocoso, al contempo infantile e profondo, alieno e umanissimo.

L’empire de la perfection (2018) di Julien Faraut
Molti appassionati di tennis ricordano la finale degli Open di Francia del 1984, quando John McEnroe e Ivan Lendl si sfidarono in un match straordinariamente appassionante ed estenuante. Nascosto tra il pubblico di quella gara, vi era anche Gil de Kermadec, un cineoperatore che ha ripreso l’intero match concentrando le sue macchine da presa su John McEnroe . A distanza di anni, Julien Faraut ha messo mano al materiale firmando un documentario che è un omaggio appassionato e sincero al cinema e al tennis . L’empire de la perfection immerge il pubblico in un viaggio costituito da immagini sublimi e magiche, movimenti sinuosi e perfetti in grado di restituire la bellezza di uno sport e di un’icona senza tempo. Presentato all’ultima Berlinale. La voce narrante è di Mathieu Amalric.

Death in Sarajevo (Mort à Sarajevo, 2016) di Danis Tanović
Vincitore del Gran premio della Giuria alla Berlinale 2016 , Death in Sarajevo è un lungometraggio folgorante, diretto con mano esperta e sicura da Danis Tanović. Sovrapponendo teatro e cinema, il regista dà vita a un vorticoso thriller capace di (ri)leggere la Storia.
Sarajevo, 28 giugno 2014: nel giorno del centenario dell’attentato che scatenò la Prima guerra mondiale, il lussuoso Hotel Europa deve ospitare una delegazione di diplomatici e politici arrivati in città per commemorare lo storico evento. Il film cala lo spettatore in un parallelismo storico di notevole fascino, attraverso un gioco al massacro che sancisce la “morte dell’Europa”, in un mondo dove il ricordo del passato e il presente sono spesso filtrati dagli schermi digitali.

OSPITI D’ECCEZIONE

Ospite d’eccezione di questa edizione di LongTake Interactive Film Festival è Luca Bigazzi, uno dei direttori della fotografia italiani più acclamati e apprezzati, detentore con sette statuette del record di vittorie del David di Donatello e protagonista di molti e fortunati sodalizi artistici con alcuni dei più celebri registi del nostro cinema, tra cui Silvio Soldini, Gianni Amelio e Paolo Sorrentino. Sarà il pubblico a scegliere quale tra le sue collaborazioni più significative vorrebbe rivedere sul grande schermo.

In programma anche un incontro con Samuele Sestieri e Olmo Amato, autori del film I Racconti dell’Orso (che sarà uno degli otto titoli in Concorso), che ha destato grandissimo interesse al 33° Torino Film Festival. I due registi ripercorrono le varie fasi della loro scommessa: realizzare un film con un budget irrisorio, senza troupe e con attrezzatura limitata. Nel corso dell’incontro, Sestieri e Amato illustreranno tappe e ostacoli del loro percorso: dall’ideazione alle riprese durante il viaggio tra la Finlandia e la Norvegia, dal montaggio video alla complessa fase di postproduzione sonora, dal crowdfunding alla circuitazione per festival e, infine, alla distribuzione in sala con Milano Film Network in collaborazione con Vivo Film. Il punto centrale del workshop sarà proprio questo: la possibilità oggi di realizzare film in condizioni un tempo inimmaginabili , grazie alle nuove tecnologie digitali e alla rete. Durante l’incontro verrà mostrato materiale di backstage e un piccolo documentario sulla sonorizzazione del film.

INAUGURAZIONE E CHIUSURA
CON 2 CLASSICI SENZA TEMPO

Ad inaugurare il Festival, mercoledì 20 giugno alle ore 21, sarà la proiezione de Il vento(The Wind,1928) di Victor Sjöström, capolavoro del cinema muto che quest’anno spegne 90 candeline. È una delle opere più significative del maestro del cinema svedese e ha per protagonista la grande Lilian Gish, attrice americana tra le più importanti del periodo. Per celebrare al meglio il compleanno del film (che verrà proiettato nella sua versione originalecon didascalie in inglese) e inaugurare il festival in maniera suggestiva, la proiezione verrà musicata dal vivo al pianoforte dalla pianista Francesca Badalini, compositrice e musicista che dal 1999 collabora stabilmente con la Cineteca Italiana come pianista accompagnatrice per le proiezioni di film muti.

chiudere il Festival, domenica 24 giugno alle 21:00, sarà La donna che visse due volte(Vertigo, 1958) di Alfred Hitchcock in pellicola 35 mm, in versione originale con sottotitoli in italiano.
Una delle pellicole più magnetiche e affascinanti di tutti i tempi, in cui Alfred Hitchcockcondensa meravigliosamente le proprie ossessioni viscerali tra infiniti sottotesti sessuali, rimandi mistici ed epocali inserti psicoanalitici. Il maestro del brivido mescola con disinvoltura generi (dal giallo al melodramma) e tematiche differenti (dal doppio alla paura del vuoto) e regala allo schermo uno studio di donna immortale e vertiginoso, in cui la figura femminile altro non è che un riflesso sfuggente e imprendibile, complesso e stratificato: un fantasma inseguito per tutta la vita, l’ombra di un ricordo sempre mancato ma puntualmente amato.

IL CONCORSO PER GIOVANI CRITICI 

In occasione del Festival, LongTake promuove la Seconda Edizione del Concorso per giovani critici cinematografici non professionisti dedicato a Marco Valerio, giornalista pubblicista redattore di LongTake, scomparso il 5 ottobre 2016 a soli 33 anni. Il concorso è riservato a giovani under 30, che dovranno cimentarsi nella stesura di una recensione di un film uscito nelle sale italiane tra l’1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017. Gli autori delle recensioni più meritevoli saranno invitati, in via del tutto gratuita, alla seconda edizione del LongTake Interactive Film Festival. L’autore della miglior recensione riceverà un premio in denaro del valore di € 400,00 e una targa celebrativa. La recensione vincitrice e le recensioni più meritevoli verranno pubblicate sul portale http://www.longtake.it. La giuria del concorso è composta dalla redazione di LongTake e presieduta da Andrea Chimento, critico cinematografico de IlSole24Ore.com e direttore responsabile di LongTake.

SCELTI DAL PUBBLICO 

Attraverso LongTake.it il pubblico può scegliere direttamente la programmazione del festival in queste macro sezioni:
Omaggio a Luca Bigazzi – Film proposti: Il divo di Paolo Sorrentino, Così ridevano di Gianni Amelio, La grande bellezza di Paolo Sorrentino, Copia conforme di Abbas Kiarostami, Pane e tulipani di Silvio Soldini.
Omaggio a Miloš Forman – Film proposti: Amadeus, Gli amori di una bionda, Hair, Man on the Moon, Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Omaggio a Ingmar Bergman nel centenario della nascita – Film proposti: Luci d’inverno, Persona, Il posto delle fragole, Il settimo sigillo, Sussurri e grida.
Isao Takahata, maestro da riscoprire – Film proposti: My Neighbours the Yamadas, Only Yesterday, Pom Poko, La storia della principessa splendente, La tomba delle lucciole.
Cinquant’anni dal ’68 – Film propostiC’era una volta il west di Sergio Leone, Bullit di Peter Yates, La notte dei morti viventi di George A. Romero, Il pianeta delle scimmie di Franklin J. Schaffner, Storia immortale di Orson Welles.

 

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